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25 Dic 2006

Per welby solo un funerale laico

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Il Vicariato ha detto no ,nessuna celebrazione ,perché:
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Ai peccatori non si concede assoluzione .Non ai peccatori ostinati .Sarebbe bastata una parola di Welby ,una richiesta di perdono sul letto di morte ,e le porte del paradiso gli sarebbero state
spalancate.
L? intervento del Vicariato nella celebrazione di un funerale rievoca una vicenda a dir poco imbarazzante : la tumulazione di Enrico De Pedis , detto ?Renatino ?,sepolto in stile cardinalizio nella Basilica di Sant?Apollinare ,con l?autorizzazione dell?allora Vicario di Roma,Ugo Poletti.
Ucciso nel 1990 a Roma ,?Renatino ?era uno dei boss della Magliana ,una delle facce più oscure
Della recente storia del nostro Paese,circondata ancora dal mistero e grondante di sangue ,legata a numerose organizzazioni criminali e responsabili di omicidi ,rapine ,sequestri .
Nel 2005 una trasmissione televisiva aveva rivelato i retroscena della sepoltura di ?Renatino?e dei possibili collegamenti con uno dei più celebri misteri italiani:la scomparsa di Emanuela Orlandi,inghiottita dal nulla nel 1983.
Numerose le proteste dei cattolici .E immediata la risposta del Vicariato :non ci sono gli estremi per un?estumulazione dei resti del bandito . Tanto più che a proporre la sepolture del bandito a Sant?Apollinare ,era stato Piero Vergari,rettore della Basilica , che sottolineava le molte ?offerte?
Che il boss aveva fatto in vita e quelle che la famiglia prometteva di fare in futuro per la salvezza della sua anima . Se solo Welby avesse fatto qualche offerta ?..
e i suoi funerali si potevano celebrare in San Pietro ,anzichè in piazza Don Bosco

LA SOFFERENZA INUTILE ,SENZA USCITA ,UCCIDE LA VITA PRIMA DELLA MORTE .
PIERGIORGIO SARA? UN RICORDO DI CIVILTA? , QUELLA CHE MANCA NEL NOSTRO
PAESE
Piergiorgio peggio di un bandito ,40 anni di sofferenze non sono abbastanza a far aprire le porte del Paradiso, ma qualche migliaio di euro si !!!!!!!!…………
Mina Welby
Il mio regalo a Piero? Quello di morire, di smettere di soffrire. Non aveva più sogni e desideri, andarsene senza dolore era l’unica cosa che voleva e potevo dargli. Anche se questo per me ha significato sentirmi a lungo come nel braccio della morte”. Con le ore, i giorni contati per rispettare, nonostante tutto, la volontà di chi amava. Mina Welby, “l’asburgica” come la chiamava Piero per il suo carattere di ferro e dolcezza, ha trascorso con amici a parenti il primo Natale senza il suo “Chicco”. E senza lacrime, come gli aveva promesso.

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23 Mar 2006

Solo un risarcimento per gli eredi del "Leone addormentato"

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Il motivetto, anche se allegramente storpiato ogni volta in forme sempre più fantasiose, lo sappiamo canticchiare tutti. Tanto più ora che spopola come suoneria per cellulari e in tv, nello spot Happy Hippo della Kinder, con l’ippopotamo animato Pat e il cagnolino Stanley che se la ballano di gusto intonandone le note. La canzone conosciuta come “The Lion Sleeps Tonight”, quella che ha fatto ridere generazioni di bambini e che farebbe tornare il sorriso anche a un depresso cronico, suona come una simpatica ninnananna. Eppure, dietro la sua lunga storia, c’è tutto fuorché una bella favola. Una vicenda – come scrive il New York Times – che solo oggi ha trovato, se non proprio un lieto fine, almeno una forma di giustizia, a oltre quarant’anni dalla morte in disgrazia dell’inventore del brano.

Il sudafricano Solomon Linda la incide con la sua band, gli Original Evening Birds, nel 1939. Nato nel 1909, Linda non sapeva né leggere né scrivere, ma per lui parlava la sua musica. Tre accordi, qualche voce baritonale in sottofondo e due parole da alternare, mbube (‘leone’) e zimba (‘stop’). Niente di più semplice: intitolato ‘Mbube’, divertente e orecchiabile, il brano diventa la più grande hit sudafricana prima di prendere il volo verso l’estero. Nei primi anni ’50 l’americano Pete Seeger ne incide una versione folk in cui trasforma la parola ‘mbubè in un più onomatopeico ‘wimoweh’. Ne seguono poi molte altre, fino alla rielaborazione nel 1961 di George Weiss, autore del testo in inglese, “In the jungle, the mighty jungle..”.

“The lion sleeps tonight” – questo il nuovo titolo – cantata dai Tokens, scala le classifiche di tutto il mondo, viene tradotta nelle lingue più disparate e diventa il classico brano da film (se ne contano tredici). Un successo inesorabile che avrebbe potuto rendere milionario chi l’ha inventata. Solomon Linda, dopo aver ceduto nel 1952 i diritti per meno dell’equivalente di un euro, se ne muore invece povero nel 1962, con ventidue dollari di oggi in banca. Negli anni, i discendenti hanno ricevuto delle royalties, cifre irrisorie rispetto al profitto generato dalla canzone. Soprattutto dopo il “Il Re Leone” (1994): un exploit, quello per il cartoon Disney, assicurato anche dal celebre brano, qui cantato e ballato in simpatia da un facocero e da un suricato. La famiglia Linda si sveglia solo nel 2004, con richieste di risarcimenti per un milione e mezzo di dollari. Una posizione difficile però da sostenere: soprattutto perché dopo Solomon, pure sua moglie, anche lei analfabeta, aveva siglato trent’anni dopo una nuova cessione dei diritti.

Ma come nelle sue favole migliori, per assicurare un lieto fine tardivo alla vicenda, è intervenuta la Disney. Dopo aver liquidato gli attacchi dei Linda, sostenendo di aver pagato i diritti della canzone, ha corretto poi il tiro, forse per il timore del danno di immagine che avrebbe provocato alla grande fabbrica dei sogni per bambini uno scontro con una famiglia indigente di Johannesburg. La mediazione della major ha convinto Abilene Music, la detentrice dei diritti, a trovare una forma di risarcimento. Un accordo economico, arrivato solo il mese scorso, che ha soddisfatto i pochi eredi di Solomon Linda rimasti in vita.

Riferimenti: audiovideo

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05 Mar 2006

Tv: pubblicità, solo pubblicità

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E’proprio così, la pubblicità è riuscita ad oscurare il Festival della canzone italiana, siamo arrivati alla saturazione! .
L’utenza non ha più libertà di fruire di argomenti, futili o rilevanti, sia sull’editoria che sulle tv, senza dover subire interruzioni pubblicitarie selvagge. La mancanza di pianificatori con etica e serietà professionale crea agli inserzionisti, quindi alla pubblicità stessa, spesso più danni che profitti. Sfogliando i periodici a lato di argomenti impegnati come la fame nel mondo, è normale trovare promozioni di merendine, creme anticellulite e integratori snellenti contro l’obesità. Mentre assapori un piatto di bucatini alla amatriciana, sul video scorrono immagini di bimbi seduti sul water che si lamentano delle puzzette, e mentre un’edizione speciale del tg ti sta informando su tragedie quali uragani devastanti con migliaia di vittime, il blocco pubblicità ti catapulta nel dorato mondo di una splendida crociera nei mari del sud.
Quindi da oggi mi schiererò ancor di più dalla parte degli utenti esasperati dalle troppe interruzioni, chiedo a nome e per conto dei consumatori che si intervenga dal punto di vista costituzionale a tutelare la libertà di scelta venuta a mancare, in quanto anche “zappando” sulle varie reti tv nelle stesse fasce orarie si trova solo pubblicità. Il nuovo governo, destra o sinistra poca importanza avrà, dovrà ridare libertà agli utenti, avrà il dovere di mettere mano ad una regolamentazione seria al di sopra di lobby e conflitti d’interesse nel mondo editoriale cartaceo e tv a garanzia che tutti possano godere ad uno stato di diritto informativo e libera fruizione senza costrizioni, sponsorizzazioni o messaggi subliminali!

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18 Gen 2006

Quando la condanna a morte è solo un di più

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Il prigioniero è entrato nella stanza sulla sua sedia a rotelle. Non ha visto nulla: né il lettino, né la faccia pallida del boia. Non ha visto nulla, perché era cieco; e anche sordo, ma d?altronde la camera della esecuzione capitale del carcere di San Quentin, California, l?altra notte era terribilmente silenziosa. A stento forse si sentiva il respiro degli avvocati, dei testimoni, e dei parenti delle vittime del condannato: quelli venuti a vedere, molti anni dopo, che davvero giustizia fosse fatta. Forse, più affannoso su tutti il respiro del morituro ? il respiro di un vecchio di 76 anni inchiodato in carrozzella, accecato dal diabete, i suoni attorno a lui una vaga eco. Ciò che resta di un uomo dopo quattro omicidi, 23 anni di attesa nel braccio della morte, e la malattia che lo ha devastato.
Clarence Ray Allen, indiano d?origine cherokee, detto “Orso che corre”, un tempo uomo forte e violento, era l?altra notte sulla soglia di quella stanza un rottame piegato su se stesso; unico segno della antica fierezza, una fascia indiana attorno alla fronte, sopra al naso aquilino, sopra alla bocca dalla smorfia indurita.
Gli avevan chiesto di scegliere gli avvocati, e chi voleva invitare, e anche che cosa esattamente voleva mangiare, come suo ultimo pasto. Le fanno bene, in America, queste cose. Qui tutto è preparato in ogni minimo particolare, tutto è fatto con correttezza e precisione. Tre iniezioni, per esempio: la prima a stordire, la seconda a fermare il cuore, poi la terza dose, letale. Le mani del boia su quel paralitico cieco e sordo, gli occhi di chi, nella stanza, stava a guardare. Avrà detto qualcosa il vecchio indiano? Chiesto, ancora, pietà?
Perché fino a poche ore prima i suoi avvocati avevano cercato di fermare la Corte Suprema. Con una motivazione che a noi della vecchia Europa pare ovvia, ma che negli States è affatto inusuale: il condannato chiedeva grazia, perchè troppo anziano e malato per essere messo a morte. Risposta: «No», con un solo voto disc orde. Anche il governatore della California, Arnold Schwarzenegger, venerdì scorso aveva rifiutato la grazia. E certo, «Orso che corre» era stato un temibile assassino. Della fidanzata del figlio, prima, e poi, in carcere, mandante dell?omicidio dei testimoni di quel primo delitto. Per questo era stato condannato a morte. Ventitré anni fa. Ma ora che resta di lui la memoria e un grumo di malattia, ora che la morte gli è comunque vicina, com?è possibile che un Paese libero, che la civile America spinga al patibolo un miserabile, sia pure un assassino? Che cosa spiega una così totale mancanza di pietà? Ha scritto nella sua sentenza il governatore Schwarzenegger: «I crimini di Allen sono del tipo più pericoloso, perché attaccano il sistema giudiziario stesso». L?imputato ha ucciso dei testimoni: ha attaccato la Giustizia stessa, dunque. Questo, nello Stato della California come probabilmente in altri degli States, non è perdonabile. Il rispetto ferreo della Giustizia, della Legge, è uno dei cardini su cui si fonda il sistema americano. La misericordia per il criminale, per l?assassino ai confini estremi della malattia e della vecchiaia, è un altro sguardo, radicalmente diverso, che lentamente potrebbe erodere quel sistema ? essendo uno sguardo in fondo eversivo. E quindi, anche a 76 anni, anche in carrozzella, ti portano a morire

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19 Dic 2005

Piedino sì, ma solo con i moon-boots

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La vita sessuale secondo la morale cattolica tra divieti, documenti del Cei e complesse elaborazioni informatiche

Ma come dev’essere, secondo gli ultimi aggiornamenti della morale cattolica, la vita sessuale ideale? Incrociando i veti, i suggerimenti e i precetti del cardinal Ruini, alcuni studiosi hanno ricavato un sistema matematico molto complesso, la cui soluzione appare difficilissima, ma non impossibile.

Per prima cosa, il pool di ricercatori ha immesso in un computer le molte migliaia di comportamenti, atti e pensieri considerati contrari a una corretta vita sessuale cattolica. Si tratta di circa 26 mila voci, alcune totalmente inedite e mai sperimentate nella storia dell’umanità, neanche durante la decadenza babilonese o al party per i cinquant’anni di Amanda Lear, e però tutte minuziosamente elencate nei documenti della Chiesa.

I principali divieti: sono da evitare i matrimoni misti, i rapporti prematrimoniali, i rapporti post-matrimoniali, i rapporti matrimoniali disgiunti dalla volontà di procreazione, l’erezione non coronata da matrimonio, i rapporti sessuali in posizione non ortodossa (dalla sodomia alla posizione dell’attaccapanni, dal coito a trivella a quello a centrifuga, dal classico trenino al perverso ‘asso di bastoni’, fino al licenzioso ‘di chi è questo ombrellino?’ in uso nei boudoir settecenteschi), la sepoltura in tombe di famiglia con loculi promiscui, la dispersione del seme e la dispersione della biancheria sul pavimento (mutande e canottiera vanno ripiegate e appese all’apposito supporto secondo i dettami indicati, già nel Seicento, dal cardinal Foppa Pedretti), l’uso del preservativo, l’onanismo, i coadiuvanti chimici, la pornografia, i pensieri impuri, la fecondazione artificiale, il tiramisù e i cibi afrodisiaci, i vestiti sconci, la biancheria intima a nolo, gli specchi in camera da letto, l’uso di frusta e manette, le fantasie erotiche, le parolacce eccitanti (tutte elencate in un esauriente documento della Cei, dal classico “sei una sporcacciona” al raffinatissimo “vorrei incontrarti in funivia e sfilarti le ghette con le racchette da sci”), abitare sopra un sexy-shop, gli occhiali da sole troppo vistosi, i mezzi guanti con le dita di fuori, le telefonate a bassa voce, la sauna, i massaggi tailandesi, le infradito, i ristoranti con séparé, fare piedino se non con i moon-boots, i calendari da elettrauto, i guanti da chirurgo, depilarsi, le vigilesse, la doccia con il vetro trasparente, i buchi della serratura troppo larghi e infine camminare nudi sul lungomare di Milano Marittima distribuendo il proprio numero telefonico ai passanti e roteando la lingua. Dopo un mese di lavoro, il computer ha fornito il seguente identikit della coppia ideale cattolica, definendola per successive stratificazioni logiche. Ecco il responso.

“Un uomo e una donna. Un uomo e una donna vergini. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo ed entrambi con la barba. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo e con la barba che si fingono sordomuti tutta la vita per evitare di dire e ascoltare parole sconce. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che fanno sei figli in cinque anni. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che fanno sei figli in cinque anni e si rivolgono al consultorio per chiedere se non è possibile accorciare i tempi di gravidanza, con mezzi naturali, a soli tre mesi. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che copulano solo nella posizione canonica, quella detta ‘a toast’, ben descritta e illustrata nel manuale del cardinale Kraft, con lei sotto addormentata e lui sopra completamente inerte, per un’altezza complessiva dell’ammasso carnoso non superiore ai 25 centimetri. Un uomo e una donna vergini di Bergamo eccetera con un metronomo sul comodino, regolato sul ritmo del famoso ‘Requiem’ dell’abate Mortimer (una battuta ogni 20 secondi) per evitare di cadere, seppure inconsciamente, nella frenesia del piacere. Un uomo e una donna vergini di Bergamo, eccetera…”.
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Riferimenti: Piedino sì,

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04 Ott 2005

Città italiane sempre più sott’acqua E non è solo una sensazione

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CAMBIA IL CLIMA: IN PEGGIO
E questa, secondo i meteorologi, è solo uno dei segnali evidenti del clima che cambia e che fa dell’autunno la stagione più piovosa dell’anno. La causa, l’aumento della temperatura degli oceani e del Mar Mediterraneo e il surriscaldamento globale della terra. Fattori che determinano conseguenze estreme sui fenomeni meteo e sulla circolazione atmosferica.

“In autunno nascono più perturbazioni sull’Atlantico che nel passato
e aumentano quelle che arrivano nel Mediterraneo. Qui trovano un mare più caldo e per effetto della temperatura assumono più energia dando luogo a un aumento di nubifragi e alluvioni, tanto più che le città sono isole di calore privilegiate”.

Questa che sta passando sull’Italia in questi giorni è una perturbazione in “stile uragano” nel senso che si è posizionata come il tipico mulinello degli uragani e “mazzolerà l’Italia fino a sabato”. Dunque, “maltempo per tutta la settimana”.

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