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08 Gen 2006

Anche le bellissime piangono

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Non basta lo splendore per esser felici. Prigioniere di una gabbia dorata, le donne più belle del mondo non se la passano bene. Lo racconta la prima ballerina del Moulin Rouge Vlada Krassilnikova

Vlada Krassilnikova fu la prima ballerina russa a essere ingaggiata nel corpo di ballo del Moulin Rouge In realtà la splendida donna, oltre a essere una fenomenale danzatrice, nascondeva già allora un altro talento: quello della fotografia. Dopo aver tanto ballato, precisamente fino al 2003, Vlada lascia la sua compagnia e si getta a corpo morto nella sua passione fino ad allora accantonata. Pubblica “Moulin Rouge”, collezione di scatti dedicati e interpretati dalle sue colleghe ballerine.
“Moulin Rouge” è un doppio colpo al cuore, Come in un clown, il cui compito è far ridere il pubblico, così in un corpo tutto da ammirare si cela una creatura di vetro.
Non è facile la vita di una ballerina, racconta la Krassilnikova. Femmina bella, perfetta, laccata e levigata: si può pensare che sia un dono del destino. E invece, scatto dopo scatto, la storia di corpi da schianto si rivela in tutta la sua fatica e a volte drammaticità: le ore di esercizi ripetuti fino allo stremo; la tensione che abbatte anche i caratteri più energici; i digiuni o i pasti consumati in pochi minuti.
Ma ancora: la promiscuità che non permette momenti di intimità; la sensazione che tutto, carriera soprattutto, non duri che un attimo; la solitudine data da uomini che si propongono solo come amanti. La bravura della Krassilnikova è stata questa: in una scena che non ha movimento, come quella della fotografia, l’artista ha riversato fiumi di parole silenziose. Raccontando di isolamento ma anche di solidarietà, di lacrime ma anche di sorrisi consolatori. Di occhi bistrati all’inverosimile e di volti semplici di studentesse adolescenti, ma con l’animo da guerriere.
Che ci fosse tutto questo universo dietro alle gambe lisce e perfette del Moulin Rouge, forse era da immaginare. Confermando quello che l’opinione popolare sa da tempo: l’eros più sottile è come un profumo, ed è francese.

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