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21 Dic 2006

Welby e l’Italia che non sa scegliere

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Mario Riccio, l?anestesista di Cremona, ha fatto quello che la politica non riuscirà mai a fare: ha preso una decisione assumendosi una responsabilità. Ha trovato il coraggio di staccare la spina di Welby, sapendo che lo aspetterà un tribunale. Sembrerà paradossale, ma dall?epilogo di questa vicenda sale un intenso odore di libertà. Quella di Welby, che aveva chiesto di disporre della sua vita come meglio credeva. E quella di un medico che ha deciso di utilizzare, pagandola a caro prezzo, la sua di libertà perché meglio si dispiegasse quella del suo paziente.

Giusto o sbagliato, Welby ha ottenuto ciò che voleva. Gli dobbiamo gratitudine, perché è grazie a lui che abbiamo potuto riflettere su un tema che un giorno potrebbe riguardare direttamente ciascuno di noi. Ma è proprio qui il problema. Welby ha chiuso il suo caso individuale nel sollievo generale di quelli che be comprendevano le sofferenze, ma la sensazione di sollievo si smorza se riflettiamo sul fatto che Welby ci ha lasciati con il problema intatto. Si è compiuta una parabola individuale, ma è rimasto nelle nostre mani il cerino acceso di un problema che in Italia ? dove si fatica persino a introdurre un po? di concorrenza tra i tassisti – non troverà soluzione perché nessuno fa scelte. Già c?è chi, come Volontè dell?Udc, punta il dito parlando di omicidio, oscurando in un accusa grezza e corriva una questione che ha molte sfumature, non esclusa quella che Volontè voleva rappresentare. Welby ci ha lasciati, ma restano ancora molte persone sofferenti che forse non troveranno mai il loro Mario Riccio, il loro coraggioso Caronte.

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13 Feb 2006

Foche uccise a bastonate, l’Italia dice basta Da oggi divieto di importazione

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Adriano Celentano aveva lanciato il sasso già alla fine degli anni Ottanta, alla vigilia del referendum contro la caccia. Mostrando durante «Fantastico» un video di Greenpeace sulla caccia alle foche aveva scosso l’opinione pubblica violando la tranquillità del sabato sera di Raiuno. In tanti avevano preso posizione contro la pratica cruenta dei cuccioli uccisi sul pack a colpi di bastone e non con armi da fuoco, così da mantenere integro il pellame. Da allora le cose non sono molto cambiate: i cacciatori canadesi continuano a decimare le colonie del circolo polare artico. A quasi vent’anni di distanza l’Italia prende una posizione ufficiale contro le pelli di foca.
Lo fa con un decreto interministeriale che sarà presentato nei prossimi giorni e che è stato annunciato oggi dal viceministro al commercio estero, Adolfo Urso.
L’Italia adotterà misure restrittive non solo per l’importazione dei mantelli dei cuccioli, un divieto già previsto da una direttiva Ue, ma anche per quelli di foca adulta. Si tratta di fatto di uno stop quasi totale alle pelli di foca, atteso da tempo dalle associazioni ambientaliste e animaliste. Per i cuccioli non sarà necessario aspettare il decreto: già da oggi è in in vigore «l’indirizzo politico vincolante per il divieto di importazione» delle loro pelli. A fare rispettare il divieto penseranno i funzionari delle dogane e gli agenti della Guardia di finanza.
L’Italia è in prima linea nell’impegno civile e morale per far capire a tutti che l’uccisione barbara di animali lede i valori fondamentali della nostra civiltà». Un lavoro «che vuole essere la base di partenza per arrivare- al divieto di qualsiasi commercio di pelli di animali uccisi in modo barbaro». Nei mesi scorsi, ad esempio, aveva fatto scalpore un video che mostrava visoni e volpi scuoiati vivi in Cina
Riferimenti: video

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09 Feb 2006

In un libretto top secret l’Italia sognata da Fininvest

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Un documento esclusivo: “Le sfide per affrontare il cambiamento”, è un libro sino ad oggi rimasto top secret, stampato in pochissime copie dall’ufficio relazioni interne Fininvest, e destinato unicamente ai massimi dirigenti del gruppo, che dimostra come Silvio Berlusconi non sia sceso in campo nel gennaio 1994, come ha sempre dichiarato, ma dal 1991. Un progetto, quello di Forza Italia, che conferma lo stretto legame tra il premier e le sue aziende.

L’accusa di aver creato un “partito azienda”, che il Cavaliere ha sempre respinto, trova conferme nelle pagine di questo pamphlet. Il libro raccoglie “un programma”, come si legge nel primo capitolo, “iniziato nel 1991 attraverso incontri con personaggi come il generale Carl Jean, Francesco Alberoni, Gianni Baget Bozzo, Giuliano Urbani”. Si tratta di analisi che lasciano molto poco spazio alle interpretazioni.

Baget Bozzo, ad esempio, nel suo intervento (titolo “Il ritorno della morale”) scrive: “Oggi l’uomo vive in un mondo fatto di tele-immagini e la conoscenza umana ne è arricchita, perché il più comune degli uomini posto davanti a un televisore è posto dinanzi ad un reale che, anche se interpretato, costituisce una verità obiettiva. Il vedere la televisione è il più comunicativo degli atti, è l’esperienza che rende tutti uguali, mentre l’udire richiede tutt’altra attenzione ed elaborazione, una caratteristica propria dell’intellettuale”. Sarà per questo che da anni ci troviamo il premier su ogni canale? “Il mondo diventa – rincara Baget Bozzo – quello che noi vediamo in tv. Noi viviamo la storia contemporanea in visione diretta, la realtà e l’interpretazione insieme”.

A rincarare la dose il generale Jean, esperto di strategie militari, che in un altro capitolo sottolinea: “La televisione e la comunicazione di massa diventano i mezzi per influire non solo, come capitava un tempo, sulla volontà dell’avversario, ma anche sul livello di consenso dell’opinione pubblica, che nell’attuale mondo della comunicazione globale in tempo reale sta acquisendo, da un punto di vista politico-strategico, un’importanza quasi simile alla forza militare”.

Giacomo Vaciago, docente di politica economica all’Università Cattolica di Milano (che in seguito diventerà sindaco del centrosinistra a Piacenza), anticipa di 15 anni i disegni di legge del “Buon Governo”: “Il nostro scopo è privatizzare e ridimensionare la presenza pubblica nei momenti sia di produzione che di regolamentazione. I fondi pensioni prenderanno il posto dell’Inps e del Trattamento di Fine Rapporto e una parte significativa della Sanità sarà gestita individualmente dal consumatore”. In sintesi: se ti ricoverano in ospedale non sei più un paziente, ma un acquirente.

Per quanto riguarda la politica estera già in Fininvest-Forza Italia le idee le avevano ben chiare. Sempre Jean scrive: “Attraverso strumenti affinati di geo-economia il mondo industrializzato riesce ad avere i vantaggi delle ex colonie senza occuparne i territori: attraverso manovre economiche, finanziarie, alimentari e influenzamenti politici dell’informazione”. Urbani, invece, nel capitolo “Interpretazioni e tendenza degli scenari”, si lascia sfuggire che “qualsiasi sistema politico sta i piedi se supera una soglia di legittimità, anche una dittatura ha bisogno di una sua legittimità”.

A impreziosire “Le sfide per affrontare il cambiamento” una serie di vignette che sintetizzano, al meglio, gli interventi dei relatori. Fin dalla copertina: una sorta di ibrido, un uomo con il volto alla Ridge di Beautiful e il corpo di scimmia tiene sotto il proprio pugno il mondo. Sotto, ben evidente, in giallo fosforescente, il marchio Fininvest.

Nell’introduzione, affidata a Roberto Spingardi, allora direttore centrale Relazione interne/esterne di quelle prime convention, il titolo è chiaro: “La nostra sfida: coniugare competenza, apprendimento ed entusiasmo”. Nulla di anomalo se non fosse per il disegno che occupa mezza pagina: uno “yes-men”, giacca e cravatta aziendale d’ordinanza, si insedia nel suo nuovo ufficio. Una libreria (che ricorda quella alle spalle di Berlusconi nei suoi collegamenti televisivi da Arcore), ma soprattutto televisori, decoder, computer, palmari, portatili. Non a caso non è un ufficio comune, ma come si legge in una targhetta in alto è il futuro degli uffici, il Signor Ufficio: è l’”Aula di apprendimento continuo”.

Ad illustrare gli scritti di Jean, l’immagine forse più significativa delle “Sfide per affrontare il cambiamento”: soldati lanciati all’attacco da un generale con elmetto griffato Fininvest. L’assalto alla politica, era il 1991, era ai suoi inizi, ma gli scopi sintetizzati alla perfezione dal fumetto. E anche dalla chiusura di Spingardi: “Noi tutti dobbiamo contribuire al successo dell’azienda Fininvest e possiamo farlo quanto più riusciremo a creare i presupposti perché ciò avvenga. Il mantenimento delle motivazioni e dell’impegno al risultato, la costruzione di un clima di consenso, sono responsabilità che non solo dobbiamo accettare, ma in cui credere per costruire il nostro domani”. Forza Italia?

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27 Gen 2006

Euro 2008, è dura per l’Italia

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27 gennaio 2006 – Sorteggio non molto fortunato per l’Italia, nei gironi di qualificazione per l’Europeo 2008. Gli azzurri sono stati inseriti nel

gruppo B insieme a Francia, Ucraina, Scozia, Lituania, Far Oer e Georgia. Le prime due passeranno alla fase finale, in programma dal 7 al 29 giugno 2008. Le partite di qualificazione cominceranno il 2 settembre di quest’anno.
Questi i 7 gruppi (girone A da otto squadre, gli altri da 7):

GRUPPO A: Kazakistan, Azerbaijan, Armenia, Finlandia, Belgio,
Serbia Montenegro, Polonia, Portogallo.

GRUPPO B: Far Oer, Georgia, Lituania, Scozia, Ucraina, ITALIA,
Francia.

GRUPPO C: Malta, Moldova, Ungheria, Bosnia Erzegovina, Norvegia,
Turchia, Grecia.

GRUPPO D: San Marino, Cipro, Galles, Irlanda, Slovacchia,
Germania, Repubblica Ceca.

GRUPPO E: Andorra, Macedonia, Estonia, Israele, Russia, Croazia,
Inghilterra.

GRUPPO F: Liechetenstein, Irlanda del Nord, Islanda, Lettonia,
Danimarca, Spagna, Svezia.

GRUPPO G: Lussemburgo, Bielorussia, Albania, Slovenia, Bulgaria,
Romania, Olanda.

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26 Gen 2006

E’ boom di sesso «dopato» in Italia,tra i giovani.

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Hanno magari solo 20 anni e sono sani ma vivono i rapporti intimi come una gara. E così vanno dall’andrologo, o navigano in Internet, alla ricerca di un farmaco per stupire la partner.
Ecco l’identikit dei non-malati che cercano un aiuto farmacologico per una super-prestazione: «Tra i 20 ai 35 anni , senza connotazione geografica particolare, va dall’andrologo da solo, senza una partner, e fa richieste molto precise: sa perfettamente di non avere alcun disturbo, ma insegue la performance stupefacente chiedondo un farmaco». Ma il vero problema è un altro: «Questi giovani cercano di reperire i medicinali che vogliono per vie alternative, vendita online o consigli di figure parallele ai veri esperti». Così facendo «sfuggono al medico», lasciando immaginare un sottobosco di richieste che non arriva all’andrologo e un fenomeno dai numeri assai più grandi di quanto non si riesca ora a calcolare.
«Il messaggio che si vuole dare», «è quello di rivolgersi sempre al medico per questo tipo di problemi. Il medico non è solo un dispensatore di farmaci, ma anche e soprattutto di informazioni e saprà dirimere quali sono i casi in cui un aiuto è necessario, fosse solo per superare qalche problema psicologico». «Ma prendere questi farmaci senza porsi domande può innescare due ordini di problemi. Il primo è la possibilità di effetti collaterali, anche se piuttosto infrequenti tra i giovani. Il secondo, e molto più insidioso, è lo sviluppo di una dipendenza psicologica. In questo caso chi comincia prendere il farmaco senza motivo rischia, se non assistito, di pensare di non potercela più fare da solo e così il farmaco rischia di diventare una specie di condanna.
Ieri su alcuni quotidiani si leggeva che il sesso debole sono i machietti, e oggi si legge che i giovani a 20
anni gia fanno uso di farmaci ,ma allora è vero !!!!!

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01 Dic 2005

In Italia un nuovo sieropositivo ogni due ore

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Tante iniziative ma nessuna campagna istituzionale in Italia nella Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids.
Eppure ancora oggi nel nostro Paese ogni due ore una persona contrae l’Hiv e va ad aggiungersi ai 120mila sieropositivi presenti nel nostro Paese. Nonostante i numeri restino allarmanti (anche papa Benedetto XVI durante l?udienza del mercoledì a san Pietro ha sollecitato «iniziative per debellare il flagello dell?Aids»), il taglio annunciato per la Finanziaria 2006 di 150 milioni di euro ai fondi per la cooperazione non permetterà di rispettare l’impegno preso dal governo nel settembre scorso di finanziare con 260 milioni di euro il Global Fund per la lotta a Aids, malaria e tubercolosi petr il 2006-2007. Lettere aperte di protesta al ministro Storace sono arrivate dalle principali associazioni impegnate nella lotta la virus, a cominciare dal Network italiano persone sieropositive. Anche la Lila ha denunciato con una missiva carenze e lacune del nostro Paese sul fronte Aids (il documento è reperibile sul sito www.lila.it ). Le istituzioni, secondo la Lega italiana di lotta all’aids, possono solo vantare un accesso ai farmaci «abbastanza generalizzato», con «forti discrepanze» tuttavia a seconda del territorio. L’associazione denuncia tra l’altro «una vergognosa mancanza di campagne adeguate di prevenzione e informazione, mirate a target specifici».

LA CROCE TRA I GLUTEI – Se le istituzioni latitano, la società civile è in fermento. C’è una nuova campagna su stampa e tv che mostra un corpo nudo di donna ripreso da dietro, in cui la linea verticale dei glutei e quella orizzontale che li delimita sotto si intersecano formando una croce, a simbolo dei milioni di morti che la malattia ha causato. In alto la scritta «Aids. Fight it before it’s too late» (sconfiggilo prima che sia troppo tardi). Il manifesto, provocatorio, ma di non immediata comprensione per la verità, è stato ideato dall’agenzia McCann-Erickson per Alfaomega, l’associazione di volontari che dal 1990 si batte contro la diffusione del virus, soprattutto a Mantova.

«Aids. Fight it before it’s too late» (sconfiggilo prima che sia troppo tardi).

Il nuovo manifesto contro l’Aids realizzato
dall’associazione Alfaomega

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06 Nov 2005

Tutta l’Italia è sotto la pioggia

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Una domenica all’insegna del maltempo. Tutta l’Italia si è svegliata sotto la pioggia. In Valtellina e in Alto Adige è arrivata anche la prima neve. Numerosi i disagi sulle strade,
Pioggia battente sul fondovalle e prime nevicate oltre i duemila metri
A Milano piove incessantemente da sabato notte ma non sono segnalati, per il momento, particolari problemi, a parte qualche rallentamento al traffico, peraltro abbastanza scarso. Numerosi, comunque, fin dalla scorsa notte, gli incidenti stradali causati dal fondo viscido. La pioggia ha abbassato il livello di inquinamento da polveri sottili,

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02 Nov 2005

Questa Italia mi fa orrore

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quest’Italia mi fa orrore. Sono nauseata dalle tragiche morti calabresi, dalle ipocrite parole spese dai soliti noti, che dicono sempre le stesse cose. A trent’anni mi sento un’italiana vecchia, che vorrebbe solo scappare e vivere per un po’ in un Paese civile, onesto e cristallino. A due metri da me dorme mio figlio che ha un anno e sogno il suo futuro lontano da questa terra, perché questa terra non rende giustizia e io voglio che lui giunga dove i suoi meriti lo porteranno.
Io ho lottato in università, ho vissuto sulla mia pelle l’affossamento del principio della meritocrazia in nome anche solo della simpatia per l’uno piuttosto che per l’altro. Ho continuato a studiare, perché quella era la mia vocazione. Ma il lavoro non c’è. Ho fatto tutto, ho fatto stage di tutti i tipi, ho fatto anche un famoso Fse. Mi sono dannata l’anima. E ho capito che il privato era la mia salvezza, che solo lì potevo continuare a studiare e che i miei interessi li avrei coltivati nel mio piccolo nido: un boccone amaro da digerire.
Sì, ci voleva un figlio, una carriera nemmeno iniziata, per togliere il velo alla realtà.
Che fatica però, tanta. All’improvviso ho capito che la mia storia è strettamente legata al suo contesto: mi sono accorta che io dell’Italia ci capisco poco, ma la cosa più sorprendente è che le cose che capisco mi indignano. Non capisco perché gli anni del terrorismo vadano condonati; non capisco perché io non abbia mai votato a favore di qualcuno, ma sempre contro qualcun altro; non capisco perché in Italia ci siano e ci siano state così tante stragi senza mandanti; non capisco i «fascisti» e i «comunisti» così come non capisco i «guelfi» e i «ghibellini». Capisco però l’atteggiamento piagnone di noi italiani, pronti a lamentarci solo fino a quando non abbiamo di nuovo la pancia piena; capisco l’omertà, quanti piccoli silenzi compongono il mosaico italiano?
Capisco come va la politica, perché il mio compagno è leader dell’opposizione di una lista civica in una nota cittadina brianzola, e io l’ammiro perché nonostante la valanga di nefandezze, lui continua nella sua strada. Se il livello della politica locale è questo, cos’è la politica nazionale? Io non mi sento rappresentata da nessuno, perché nessuno parla la mia lingua. Per chi lavora quindi il mio compagno? Per suo figlio, per me, per lui, per sua madre, i suoi amici, per il privato. Eccoci tornati qui, nel mio nido. L’ultima mia oasi.

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02 Nov 2005

E’ morto Ferruccio Valcareggi il ct di Italia-Germania 4-3

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FIRENZE – E’ morto questa mattina, alle 10.30 a Firenze, l’ex ct della Nazionale italiana, Ferruccio Valcareggi. Aveva 86 anni. Ereditò la panchina azzurra da Edmondo Fabbri, insieme con Helenio Herrera, all’indomani della sconfitta con la Corea del Nord. Divenne Ct l’anno dopo e nel 1968 vinse gli Europei a Roma. Nel 1970, in Messico, guidò la Nazionale alla finale, dopo aver eliminato, in semifinale, la Germania Ovest in una delle più memorabili partite della storia del calcio. La partita si chiuse 4-3 ai supplementari.
Ferruccio Valcareggi

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29 Ott 2005

Carosindaco ,a tutti i sindaci d’Italia

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Le scriviamo a nome di un caro amico che produce e commercializza
le carrozzine Duo-car, unico modello esistente di carrozzine per bambini
con due sole ruote in linea, capaci di movimento serpeggiante
intorno ai pali della luce, e macchine biciclette motorini.
Si tratta di un ottimo veicolo per lattanti e bebè in contesto urbano “disagevole”, perché queste carrozzine permettono di passare su marciapiedi stretti e scomodi, sino ad una larghezza minima di cm 57,5… L’unico piccolissimo difetto è che occorre che il guidatore
venga prima addestrato ad un corso speciale, perché viaggiare su queste carrozzine richiede un particolare sviluppo dell’equilibrio ed è un po’ come andare in bicicletta…
Ma non c’è da preoccuparsi, perché la ditta Duo-car è disposta
ad organizzare tali corsi, gratuitamente e periodicamente,
anche nel nostro Comune.
Naturalmente, il prodotto arriva già corredato di tutte le opportune omologazioni da parte dell’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione, nonché di perizie geologiche e collaudi.
Vengono inoltre forniti, come prodotti opzionali aggiuntivi, la crema lubrificante ?Striscia-il-palo? (per meglio passare in siti troppo stretti) e ruote triangolari per salire e scendere i gradini dei marciapiedi.
Siamo certi, Signorsindaco, che lei comprenderà l’importanza e l’efficacia
di dotare un Centro come il nostro di un parco di carrozzine Duo-car,
visto l’indubbio aiuto che tali carrozzine danno al superamento
di ogni tipo di barriera architettonica (lungo le vie, lungo le scale di accesso al Comune, per entrare nei bar e nei negozi, ecc.).
In attesa di una sua cortese ed attiva risposta, voglia gradire (a Dio piacendo…) le nostre più cordiali amabilità.

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