Archivio Tag 'iraq'

02 Dic 2005

Storia di Muriel, panettiera belga morta da kamikaze in Iraq

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Monceau-sur-Sambre è una cittadina da niente: terra di ex minatori, file di case in mattoni scuri a due piani, cumuli di detriti di carbone che punteggiano la pianura a testimoniare un’epoca ormai finita ma mai superata. Marcinelle, con i ricordi della tragedia mineraria che costò la vita a tanti italiani, dista pochi chilometri. Paesaggi per altre storie, incongrui. Perché oggi la storia che raccontano i muri slavati della casetta al numero 33 di Avenue de l’Europe è quella della prima donna europea morta in Iraq come kamikaze di Al-Quaida.

Si chiamava Muriel Deganque, aveva 38 anni. Si è fatta saltare il 9 novembre a bordo di un’auto chiara imbottita di esplosivo sulla strada per Baquba, sessanta chilometri a nord di Bagdad. C’è chi dice che con lei siano morti cinque poliziotti iracheni. Altre versioni parlano solo di un soldato americano leggermente ferito.
Di certo si sa che il marito della prima kamikaze europea, Issam Goris, di origini marocchine e più giovane di lei di sette anni, è stato ucciso poco prima o poco dopo nel corso dell’azione.

Muriel
Deganque
Riferimenti: Storia di Muriel kamikaze

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30 Nov 2005

Finalmente sono in Iraq! Un blog da Baghdad

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Questo blog è stato chiuso dalle autorità militari
dopo solo un mese di vita
creato da un soldato italiano in Iraq

Finalmente sono in Iraq!
Dopo sei ore di volo ho toccato terra.
Difficile trovare le parole per descrivere quanto ho visto solo nella giornata di oggi e sfortunatamente non ho molto tempo a mia disposizione.
La temperatura era piuttosto alta nelle prime ore del pomeriggio, ma poi
in serata si stava benissimo.

L’impressione generale per fortuna è positiva, ho placato l’ansia che avevo in questi giorni.
Domani mattina, dopo colazione, primo giorno lavorativo.

Mi auguro di trovare il tempo per descrivervi pienamente quanto mi sta accadendo in questi giorni.
Ora provo ad andare a dormire.

di iraqi at 10:17 PM
Ottobre 27, 2003
Canzone
Da qui cominciano i ricordi.
E tu vai via senza saperlo
e viene fuori un ciao
che sembra quasi dire:
so già che starò male.

Da qui cominciano i ricordi
Io con te dentro volo.
E tu mi sentirai passare…

Da “Ti ricordi perchè” di Biagio Antonacci

di iraqi at 09:14 PM
Ottobre 25, 2003
Dalla mia città di origine
“…but they tell me I’ll be fine, that it will all get better, just try to write it down or put it in a letter… – But the words won’t play, ’cause there’s no an easy way to say GOODBYE.”
Da ‘Goodbye’ di Natalie Imbruglia

Ieri, dopo sei lunghe ore trascorse in treno, sono finalmente arrivato a casa, tra la mia famiglia.
Domani sarà già giorno di rientro, una visita lampo quindi, giusto il tempo di salutare tutti: mamma, sorelle, fratello, nipoti e amici.
Continuo a pensare a come starò nell’aeroporto iracheno e vi confesso che ho un pò di ansia. Quattro mesi sono troppi, e ho idea che difficilmente sarò di ritorno per la fine di febbraio (secondo me rivedrò l’Italia a metà marzo).

Ho quasi finito il libro di Salam Pax di cui parlavo nel precedente post. E’ davvero un bel libro, descrive la guerra da un altro lato, diverso da quello che potrebbe dare un cronista di guerra in un libro (guarda “Baghdad Cafè” di Lorenzo Cremonesi, che non ho nemmeno finito di leggere…). La descrizione di ciò che avveniva nella capitale irachena nel periodo pre-durante-dopo i giorni dell’attacco americano viene presentata da un giovane che vive tuttora nella città.
Per quanti volessero approfondire l’argomento vi consiglio di comprare il suo libro.

Ora devo andare, mi aspetta il pranzo della mia mamma!

“La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore; più te ne do più ne ho, perchè entrambi sono infiniti.”
Di William Shakespeare

di iraqi at 12:25 PM | Scrivi/Leggi Commenti (2)
Ottobre 19, 2003
Un blog da Baghdad

?Qui una lacrima si impiglia nella rete delle ciglia, e rimane ferma lì, col timore di cadere. Non si vuole fare vedere da nessuno, né da te. Anzi, quando me ne andrò, lo farò con un sorriso, così luce resterà nei miei occhi.?

Ho iniziato oggi a leggere un nuovo libro scritto da un giovane iracheno che vive in un sobborgo di Baghdad…

Si chiama ?Salam Pax ? Baghdad Blog?, e dal titolo forse avrete capito che si tratta di un diario scritto sul web, come quello che in questo momento state leggendo.

?? la gente fa quello che stiamo facendo noi: se ne sta seduta in casa, sperando che non gli cada in testa una bomba, e tiene la porta ben chiusa.?

In questi giorni sto preparando la lista di ciò che devo portare con me. Al momento ho segnato:

- un libro bianco su cui scrivere
- una piccola torcia
- buoni libri
- il mio lettore mp3

Odio i saluti, credo di essere arrivato a questa opinione nelle ultime ore. Ma non posso sottrarmi ad alcuni. Ho invitato a cena una persona a cui voglio molto bene, e probabilmente usciremo insieme la sera prima della mia partenza.
Non credo che saluterò G., mi farebbe piacere, certo, ma è meglio così. Abbiamo trascorso grandi momenti nel breve periodo in cui siamo stati insieme, li rimpiango. Peccato che le cose siano andate in questo modo?

?Ormai non c?è più amore nei suoi confronti. Per me è un ricordo, una passione, una persona simile ad un cristallo al cui interno è racchiuso un bellissimo minerale chiamato ?Passato?.?

Chissà se mai leggerà questo diario.

di iraqi at 11:36 PM | Scrivi/Leggi Commenti (0)
Ottobre 17, 2003
Come i sogni…
“Avrei fermato il tempo pur di trattenere qualcosa nel mio cuore. Ora lascio andare ogni cosa per la sua strada e quasi tutto scompare, come i sogni al risveglio.”

di iraqi at 09:34 PM
Ottobre 14, 2003
Data di partenza
Ci siamo, finalmente conosco la data della mia partenza: mercoledi 29 ottobre, dall’aeroporto di Pisa. Mancano quindici giorni, e sono sicuro che voleranno. Sicuramente andrò a trovare la mia famiglia venerdi 24 e rimarrò fino a domenica.
La prossima settimana comincerò la lunga serie…

di saluti e già da stasera riprenderò la lista delle cose che non devo dimenticare qui. Potrò portare con me due valigie: il mega zaino militare e una borsa personale contenente l’indispensabile. Addio abiti civili per quattro mesi!
Probabilmente non ho ancora piena idea di quel che mi aspetta una volta arrivato lì, sarà di certo difficile non sentire la mancanza di molte persone a me vicine. Ma sono comunque contento di partire, grato con chi mi ha dato la possibilità di vivere quest’esperienza.

di iraqi at 07:24 PM
Ottobre 13, 2003
La foto del giorno

di iraqi at 02:56 PM
Ottobre 12, 2003
La piantina dell’Iraq

Io sarò a Nassiryia, a sud-est di Bagdad. Per la precisione ad una ventina di kilometri dalla città, in quello che era un aeroporto militare iracheno ora nelle mani degli americani.

Superficie: 435.168 Km²
Abitanti: 22.219.000
Densità: 51 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica democratica popolare
Capitale: Baghdad (4.365.000 ab.)
Altre città: Arbil 1.745.000 ab., Mosul 879.000 ab., Bassora 600.000 ab., Kirkuk 250.000 ab.
Gruppi etnici: Arabi 80%, Curdi 15%, Turchi 2%
Paesi confinanti: Turchia a NORD, Siria e Giordania ad OVEST, Arabia Saudita e Kuwait a SUD, Iran ad EST
Monti principali: Keli Haji Ibrahim 3600 m
Fiumi principali: Tigri 1450 Km (tratto iracheno, totale 1950 Km), Eufrate 1100 Km (tratto iracheno, totale 2760 Km)
Laghi principali: Hawr al Hammar 1950 Km², Buhayrat ath Tharthar 1500 Km², Bahr al Milh 1000 Km²
Clima: Continentale
Lingua: Arabo (ufficiale), Curdo, Turco
Religione: Musulmana sciita 60%, Musulmana sunnita 35%, Cristiana 5%
Moneta: Dinar iracheno

di iraqi at 12:25 AM
Ottobre 11, 2003
Articolo da “Il Messaggero” di oggi

Il nunzio apostolico monsignor Filoni: gli ex attivisti del partito Baath sono stati reclutati, ed è minacciato chi collabora con la nuova amministrazione
Iraq, si rafforza la resistenza contro gli americani

di iraqi at 07:03 PM
Ottobre 10, 2003
Il bello della vita
La vita non è andare indietro ma andare avanti. Sì, ci sono momenti della vita che vorremmo tanto rivivere, ma se li abbiamo già vissuti bene, perchè ripeterli ancora? Il bello della vita è… che c’è sempre qualcosa di nuovo, nuove sfide, nuove esperienze. Un gioco divertente è un gioco che diventa sempre più difficile. Lo stesso vale per la vita.
di iraqi at 04:22 PM
Ottobre 08, 2003
Preparativi
Mancano pochi giorni alla mia partenza e devo fare una lista di ciò che porterò con me. Oltre a una cospicua quantità di libri che avranno il compito di farmi compagnia durante i centoventi giorni nel deserto dell’Iraq, porterò alcune foto, della carta bianca su cui scrivere, un bel pò di musica, il pallone da beach-volley e poi chissà cos’altro… Ecco la lista provvisoria dei libri che porterò con me:
Il Signore degli anelli
Bagdad Cafe
Le grandi battaglie del Medio Oriente nel XX secolo
Diario di Bagdad …
di iraqi at 11:26 PM
Illusione
L’illusione era forte a sostenerci, ci reggevamo entrambi negli abbracci pregando che durassero gli intenti. Ci promettemmo il sempre degli amanti. E hai potuto lasciarmi, hai potuto intuire una nuova luce che seguitasse dopo le mie spalle. Mi hai reso divergenza di dolore, spazio per la tua vita di ricerca.
di iraqi at 10:30 PM

potete guardare a questi indirizzi la versione integrale

http//iraqi.clarence.com/archive/2003_10.html
http//iraqi.clarence.com/archive/2003_11.html

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01 Nov 2005

Iraq, bambino kamikaze contro la polizia

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Iraq, bambino kamikaze contro la polizia Un ragazzino di 10 anni si fa esplodere al passaggio di un convoglio di scorta ad un generale.
Nella guerra di destabilizzazione contro il governo iracheno, considerato fantoccio degli Stati Uniti, i ribelli non esitano a schierare anche i bambini. E ad utilizzarli come kamikaze.

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31 Ott 2005

Iraq: 33 morti, un miliardo. Adesso dice che si è sbagliato

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«Ero contro al guerra in Iraq. Ho tentato invano di convincere Bush e Blair a non attaccare». La rivelazione di Berlusconi- che oggi sarà a Washington per incontrare «Dabliù» Bush azzoppato dall?uragano Libby- è una «balla spaziale» oppure una non notizia ( Berlusconi, si affannano a dire nella Cdl, è sempre stato refrattario alla guerra)? A sostegno della seconda opzione arriva l?omnicomprensivo libro di Bruno Vespa «Il Cavaliere e il professore» che riporta alcune affermazioni di Berlusconi datate 2003: «Ho sempre temuto l?impresa militare in Iraq. In due successivi colloqui con il presidente Bush ho espresso queste riserve, cercando di convincerlo a non intraprendere l?azione militare. Gli avevo anche suggerito di subordinarla a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell?Onu. A un certo punto, però, ho dovuto prendere atto che la decisione sulla guerra era già stata assunta e non era modificabile». Salvo che da quel momento in poi Berlusconi ha concordato in tutto e per tutto con l?amico americano, ne ha difeso le ragioni, esaltata la «missione», la guerra preventiva per esportare la democrazia, e ha partecipato alla costruzione e alla diffusione di bugie mediatiche sulla presenza in Iraq di armi di distruzioni di massa per avvalorare l?intervento armato. E allora la piroetta del premier nel momento del crollo di consensi a Bush e alla guerra in Iraq appare davvero pesante: finora hanno perso la vita in Iraq 26 militari italiani, 6 civili e il funzionario del Sismi Calipari.

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12 Ott 2005

Iraq, svolta : «Sì alla costituzione»

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Prospettive più favorevoli per il referendum del 15 ottobre,(stragi a parte)
L’Iraq è diventato quasi un paese democratico
pensate, al refrendum del 15 ottobre può votare anche SADDAM HUSSEIN.
Proprio come da noi in Italia,vanno a votare un sacco di delinquenti.
L’esportazione della democrazia occidentale in altri stati funziona,cosi’ dicono

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25 Ago 2005

Il governo si smarca da Scelli "In Iraq sue iniziative autonome"

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Palazzo Chigi: con gli Usa collaborazione “piena e reciproca”
L’ex commissario della Cri: “Istituzioni avvertite informalmente”
Palazzo Chigi smentisce Scelli sulla vicenda degli ostaggi italiani liberati in Iraq. L’ex commissario straordinario della Cri in una intervista pubblicata oggi dalla Stampa, aveva parlato della necessità di “tacere agli americani i tentativi di liberare gli ostaggi”. Una condizione, secondo Scelli, “irrinunciabile per garantire l’incolumità degli ostaggi e nostra che feci mia sin dal primo giorno”

Ora la presidenza del Consiglio sottolinea che il rapporto con “l’Alleato è sempre stato pieno e reciproco”, una collaborazione, “franca e leale” che “non è mai venuta meno”. Palazzo Chigi rimarca di non aver mai orientato le scelte di Scelli, che invece sostiene di aver agito, all’epoca, concordemente con il sottosegretario Gianni Letta e con Nicola Calipari il quale, “consapevole di questa direttiva – dice ancora Scelli – si raccomandò con me di non parlarne neppure al generale Mario Marioli, italiano, vicecomandante delle forze alleate in Iraq che, invece, fu informato dallo stesso Calipari dell’operazione Sgrena”.

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16 Mag 2005

Rai News24: "L’Italia in Iraq per il petrolio"

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In Iraq per il petrolio? Secondo un’inchiesta condotta da Sigfrido Ranucci, in onda oggi sul canale satellitare Rai News 24, oltre che per scopi umanitari e di salvaguardia dell’immenso patrimonio archeologico, i soldati italiani sarebbero partiti per il paese arabo proprio per mantenere il controllo di una zona ricchissima di “oro nero”. Documenti alla mano, il reporter dimostrerebbe che il nostro contingente non si trova in Iraq e a Nassiriya esclusivamente per i motivi dichiarati, ma per mettere le mani sull’ambita zona desertica della provincia di Dhi Qar.
I documenti – A dimostrarlo, o quanto meno a giustificarne l’ipotesi, secondo il reporter, sarebbe un vecchio accordo tra Saddam Hussein e l’Eni stipulato nella metà degli anni Novanta e che prevede lo sfruttamento di un consistente giacimento (2,5-3 miliardi di barili) nella zona di Nassiriya. Ma anche uno studio commissionato dal ministero delle Attività produttive getta un’ombra sulla vicenda. Secondo la documentazione, prodotta sei mesi prima dello scoppio della guerra dal professor Giuseppe Cassano, docente di statistica economica all’università di Teramo, sarebbe stato un errore gravissimo perdere “un affare da 300 miliardi di dollari”.
Le testimonianze – In merito il sottosegretaio alle Attività produttive Cosimo Ventucci – sentito da Ranucci – sostiene che non ci sia niente di male a tutelare i propri interessi economici. La scelta di partecipare alla guerra in Iraq, pertanto, è per il ministeriale una scelta “intelligente”. Secondo Ranucci, i problemi sorgono nel momento in cui il governo Berlusconi per mesi e mesi ha eluso o risposto alle interrogazioni parlamentari escludendo questa possibilità. Non sarebbe stato più semplice ammetterlo? A rincarare la dose arrivano le parole di Marco Calamai, collaboratore del governatore di Nassiriya: “Ho cercato di occuparmi di progetti di ricostruzione – ha detto Calamai – ma la ricostruzione non è mai veramente partita. L’America esporta la democrazia a parole, in effetti ne ha impedito la crescita dal basso”.
L’Eni nell’obiettivo degli attentati – Ciò che fino ad ora avrebbero fatto carabinieri e esercito a Nassiriya sarebbe dunque scortare e proteggere oleodotti. Gli stessi attentati sferzati contro il contingente italiano sarebbero stati in realtà rivoti all’Eni, come sostenuto a suo tempo dal corrispondente del Sole24 Ore Claudio Gatti. Del resto, scrive il quotidiano La Repubblica, riportando parole dell’ex manager della Gulf oil company e poi dell’Eni, Benito Livigni, “secondo una stima le riserve dell’Iraq ammonterebbero a 400 miliardi di barili di petrolio, e non i 116 dei quali si è sempre parlato. Nel Paese ci sono vaste zone desertiche non sfruttate”.

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05 Mag 2005

Iraq,la strage continua

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Da giorni in questo angolo di mondo

I morti non si contano più,la
mia paura è che diventa tutto normalità, o lo è gia??

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04 Mag 2005

Iraq, esplosione a Erbil. Decine di morti

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ERBIL (Iraq) – È ancora incerto il bilancio definitivo delle vittime dell?attentato di questa mattina a Erbil, importante centro del Kurdistan iracheno. L?esercito Usa ha riferito di almeno 50 iracheni morti, le emittenti televisive al Iraqia e al Arabiya parlano di 60 morti e 150 feriti, mentre il governatore della città, Nawzad Hadi, ha dichiarato che ci sono 45 morti e 90 feriti. Si tratta comunque dell?attentato più sanguinoso messo a segno in Iraq dallo scorso 28 febbraio, quando un attentatore suicida si fece saltare in aria a bordo di un?autobomba contro una clinica medica di Hillah, dove erano in fila reclute della polizia e dell?esercito, uccidendo 110 persone e ferendone altre 133. Il capitano Usa Mark Walter ha precisato che l?attentatore suicida infiltratosi nel centro di reclutamento di Irbil, 350 chilometri a nord di Baghdad, si è fatto esplodere mentre molti iracheni erano in fila per presentare la domanda di ammissione al corpo di polizia. Ambulanze e taxi sono riusciti a raggiungere il luogo dell?esplosione e a trasferire le vittime nelle strutture ospedaliere locali.

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