Archivio Tag 'amore'

29 Apr 2006

Gioventù che scompare? Per deficit d’amore

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«Ogni volta che nasce un bambino vuol dire che Dio non si è ancora stancato degli uomini», ha scritto il poeta Tagore. Negli occhi dei bambini si specchia il futuro del mondo, oltre il varco del tempo, oltre la morte che accomuna il destino dei vivi. Il vecchio albero della vita riprende freschezza dai suoi germogli, si rigenera nella novità del suo continuo rinascere. Nella psicologia dell?adulto, e più ancora nel vecchio provato da mille delusioni, l?immagine del bambino risveglia l?antico incantesimo, l?emozione di stupore ontologico di fronte alla bellezza della vita e del mondo.
Alla condizione dell?infanzia e dell?adolescenza la sociologia dedica i suoi studi con una attenta trepidazione; e non senza ragione, se la storia che attraversiamo, orizzonte del loro prossimo approdo, è piena di turbolenze. Hanno bisogno di aiuto; e noi abbiamo desiderio di aiutarli. Ma il mondo della giovinezza va mutando fisionomia. Oggi la medicina e la scienza hanno aggiunto molti anni alla vita media degli uomini, nei Paesi sviluppati; diventiamo più vecchi. Allo stesso tempo però nascono sempre meno bambini, e vecchio diventa il mondo. In Italia tocchiamo un punto fra i più bassi in assoluto di tutto il pianeta (1,3 figli, cioè sotto la soglia della crescita zero situata a 2,1): due anni fa un messaggio del presidente Ciampi ci ha ricordato che «le culle vuote sono il primo e vero problema della società italiana».
Sulle cause della denatalità ci sembra di sapere quasi tutto, perché gli studiosi ci hanno detto di tutto e di più: mutamenti del costume sociale, dell?economia, della famiglia, del lavoro, e poi anche della psicologia individuale e collettiva, della strutturazione del tempo, dell?investimento della vita. Vero tutto, eppure ancora insufficiente a capire nel profondo il “perché” di questo isterilimento, di questa specie di sahel della vita, che pur influenzato dai fenomeni descritti è pur sempre il frutto di decisioni umane. La sessione plenaria della pontificia Acca demia delle Scienze sociali, in corso in questi giorni a Roma, si interroga sulla “gioventù che scompare” e sulle istanze di solidarietà verso i bambini e i giovani. Il Papa ha mandato un messaggio di saluto che contiene una parola che nessuno avrebbe immaginato, e a suo modo folgorante, quando dice che la vecchiezza del mondo e il vuoto delle culle derivano da “un deficit di amore”. È come se un lampo ci aprisse un diverso orizzonte, che va oltre il meccanicismo causale dei fattori socioeconomici, e attinge alle dinamiche dello spirito. Sappiamo bene cosa intende il Papa Benedetto quando parla di amore; sono quelle pagine incandescenti sulla bellezza dell?eros-agape della sua recente enciclica. Mettere al mondo un figlio è così; è l?eros che si espande nella totalità dell?agape, che dal suo stadio egocentrico è chiamato alla pienezza del dono, e diviene creativo, generoso, segnato dalla speranza e dalla fede nel futuro.
L?epoca nostra è dunque tempo d?eclisse? Ci viene da pensare all?impatto che il disamore produce sulla fragilità della famiglia, sull?esperienza dei figli, sul vuoto di speranza che dissecca la vita, sulla povertà di relazione. Tutto torna a quel nodo, a quel sole. L?ombra della culla vuota è forse l?ultimo emblema di un fiore divenuto spina. Invecchia e non profuma.

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03 Mar 2006

Amore mio, legami

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Bastano sei lezioni per entrare nel misterioso ed affascinante mondo della seduzione “oriental style”. Per imparare l’arte del bondage, antica tecnica giapponese che consiste nel legarsi e legare una persona in varie posizioni o figure, per aumentare il piacere sessuale e creare nuove sensazioni erotiche, basta infatti iscriversi al corso organizzato a Roma da Alcova, negozio specializzato in abbigliamento, accessori e cultura fetish.
Le lezioni vanno da nozioni di sicurezza e nodi base a legature polsi e caviglie, fino ad arrivare a “semi-sospensioni” e mummificazioni e alle tecniche più sofisticate del bondage come il Karada, che consiste nel legare il partner con una corda di seta (bianca o nera) avvolta a ragnatela sul corpo o lo Shingu, dove viene legato solo il seno della partner, passando per il Surakambo, avvolgimento della parte inguinale, nel quale le corde assumono l’aspetto di un indumento intimo. Da indossare sotto i vestiti senza che nessuno lo veda, per un giorno intero. Solo l’altro lo saprà. Un viaggio intrigante e seducente alla scoperta di un mondo poco conosciuto dalle origini antichissime.
Nato in Giappone come tecnica usata dai samurai per assicurarsi che i prigionieri fossero immobilizzati in posizioni non pericolose, ma umilianti, il bondage si è evoluto ed è diventato un piacere sensuale. In realtà il significato letterale del termine è “schiavitù”, perchè di schivitù si tratta, anche se in un modo particolare. Schiavo e dominatore scelgono infatti volontariamene i propri ruoli, come in un gioco, molto complesso, che porta a sperimentare il pacere, in ogni sua forma.
In Giappone questa pratica sessuale era prevalentemente destinata alla fascia più elitaria, quella delle geishe, che intrattenevano con canti, poesie, cerimonie del tè e qualche passaggio di bondage i clienti.
Da noi il bondage, praticato prevalentemente in clandestinità, esce oggi allo scoperto e appassiona sempre più gli amanti, desiderosi di scoprire nuovi orizzonti del piacere.
Durante le lezioni gli allievi verranno introdotti, passo dopo passo, nelle varie fasi di questa pratica sessuale. All’inizio il partner viene immobilizzato, parzialmente o totalmente, con corde o altri strumenti di costrizione. Il legarlo, però, non è un’azione improvvisata e istintiva: tutt’altro. Compiendosi sul corpo nudo, va eseguito con un’attenzione massima alle norme di sicurezza, facendo bene attenzione a far passare le corde e ad evitare assolutamente anche il minimo sfregamento su giunture e sul collo, che deve rimanere sempre libero. Se il partner manifesta dolore o anche una leggera sofferenza, bisogna tagliare immediatamente. Pena danni irreversibili
Le corde possono essere di canapa o di seta. Ma si può fare bondage anche con foulard, sciarpe, nastri. Le regole di sicurezza restano però le stesse, e anche la filosofia base: il bondage si fa in due. E’ qualcosa che unisce la coppia, perchè, tra legato e maestro, si crea un rapporto silenzioso di fiducia. Chi si sottopone al bondage si affida all’altro, e chi lega si sente investito di un compito delicato”. E’ questa, in fondo, la magia inspiegabile di una tecnica, che sta facendo proseliti in tutta Europa. E non solo

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26 Gen 2006

Il termine «amore»

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E’ oggi diventato una delle parole più usate ed anche abusate, alla quale annettiamo accezioni del tutto differenti: si parla di amor di patria, di amore per la professione, di amore tra amici, di amore per il lavoro, di amore tra genitori e figli, tra fratelli e familiari, dell?amore per il prossimo e dell?amore per Dio. In tutta questa molteplicità di significati, però, l?amore tra uomo e donna, nel quale corpo e anima concorrono inscindibilmente e all?essere umano si schiude una promessa di felicità che sembra irresistibile, emerge come archetipo di amore per eccellenza, al cui confronto, a prima vista, tutti gli altri tipi di amore sbiadiscono.
Sorge allora la domanda: tutte queste forme di amore alla fine si unificano e l?amore, pur in tutta la diversità delle sue manifestazioni, in ultima istanza è uno solo, o invece utilizziamo una medesima parola per indicare realtà totalmente diverse? All?amore tra uomo e donna, che non nasce dal pensare e dal volere ma in certo qual modo s?impone all?essere umano,

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16 Gen 2006

Le ragazze che non riconoscono più l’amore

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Gli adulti non si rendono conto di come sia cambiata l’educazione sentimentale grazie a Internet e ai fumetti dove già a 12, 13 anni tanto i maschi come le femmine possono vedere materiale pornografico. Un sesso senza emozioni, senza amore che spiega alcuni stupri nei gruppi misti e che agisce profondamente sulla mentalità femminile.
Il recente successo trionfale del libro Melissa P. e del film è dovuto proprio alla nuova educazione erotica. Melissa incomincia la sua esperienza facendo sesso promiscuo con tanti maschi. La pornografia è di origine maschile ma le giovani donne sono emotivamente diverse dai maschi. La loro attrazione erotica è più selettiva
e anche il semplice «mi piace» si tinge di passione. Come in questo brano della Extebarria: «Vedo un incredibile esemplare di maschio che aveva un fisico da capogiro e quel genere di labbra carnose che promettono imperi di gaudio e di consolazione solamente a sfiorarti… e la segreta concitazione del sangue ? febbrile, fatale, femminile ? cresceva fino ad accelerare il battito del mio cuore».
E’ solo sesso, ma già concitato, amoroso, e spesso la ragazza pensa: «Sono innamorata». Non è vero, perché l’innamoramento non è solo desiderio, ma una forza che ti lega a qualcuno che è unico, insostituibile. L’innamoramento non si accontenta della fusione dei corpi, vuole quella delle anime. Poi trasfigura il mondo, ci immerge nel grande respiro dell’universo, nel suo moto, nella sua armonia. E’ un’esperienza sacra, è destino.
Ebbene, molte ragazze di oltre vent’anni ti confessano che non hanno mai provato esperienze così intense. Anche perché sono state loro a «rimorchiare» il ragazzo che gli piaceva. Con qualcuno sono state a lungo e l’hanno amato, ma quando ne hanno incontrato uno più attraente lo hanno lasciato per il secondo. Erano convinte che ci si può prendere e lasciare con facilità, senza problemi. Fino a non saper più distinguere fra sesso e amore, motivo per cui, quando arriva il vero innamoramento, non lo riconoscono. Lo capiscono solo nel momento in cui lo perdono, e si rendono conto che hanno rotto con leggerezza, pensando che quella meravigliosa esperienza sarebbe tornata, invece non è più tornata. Il modello maschile del «prendo tutto quello che mi piace» sta creando nella donna disordine emotivo. Rompendo e rifacendo malamente i rapporti finiscono per convincersi che il grande amore non esiste, e ne soffrono.

Riferimenti: Alberoni

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12 Mag 2005

Provocano incidente mentre fanno l’amore in auto: arrestati

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Provocano incidente mentre fanno l’amore in auto: arrestati

Pur non essendo italiani hanno cercato di imitare Carlo Verdone (Ivano) e Claudia Gerini (Jessica) la coppia di coatti che nel film Viaggi di nozze si misero a fare sesso sull’auto lanciata a tutta velocità. Soltanto che a due giovani rumeni è andata male perchè per provare l’ebbrezza della trasgressione si sono schiantati e hanno provocato un incidente.
Protagonista di questa stravagante avventura due giovani che a bordo della loro auto stavano percorrendo una strada di Craiova e hanno deciso di fare l’amore. L’uomo però nell’eccittazione della performance ha perso il controllo, invaso l’altra corsia scontrandosi con un auto che giungeva in senso opposto.
Al loro arrivo i poliziotti della stradale hanno trovato la coppia trasgressiva completamente nuda ancora in posizione a luci rosse. L’uomo è stato arrestato mentre la compagna è stata denunciata. Per fortuna non c’è stata nessuna vittima e i 4 protagonisti dell’incidente se la caveranno con pochi giorni di cure.

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