24 Gen 2017

E falla tu la gestione dell’emergenza!

Pubblicato alle 16:22 under Argomenti vari

Dal  blog                 http://ilmattinale.blogspot.it

E si. Siamo tutti esperti di protezione civile. Lo siamo da ospiti delle trasmissioni, lo siamo da politici coi doposci, lo siamo da leoni da tastiera dietro al pc, al calduccio, a casa. Magari con la tv accesa e con un bicchiere di vino di fianco mentre facciamo gli opinionisti.
E da lì, magari dopo i secondo bicchiere di vino, possiamo anche incominciare a ruggire la rabbia per il ritardo nei soccorsi, ruggire che qualcuno dovrà pagare per le tragedie e poi far finta di commuoverci se qualcuno viene salvato.
Ma è facile quando non ti ci sei mai trovato. E’ fottutamente facile decidere dal calduccio di casa.
Anche io sono bravissimo: hanno un albergo, mi chiamano, dicono che c’è un mare di neve intorno e non riescono ad uscire e chiedono che gli vadano ad aprire la strada. Poi nessuno arriva e chi rimane in albergo e lo sa si incazza.
Peccato che la gestione dell’emergenza è un’altra cosa. Peccato che quando gestisci un’emergenza non hai davanti a te un problema ma mille problemi intrecciati tra loro. Peccato che devi scegliere.
E allora mi sono immedesimato in coloro i quali gestiscono in questo momento la sala operativa in Abruzzo o nelle Marche: mille chiamate, centinaia di migliaia di persone senza luce che urlano perché la stufa a pellets non si accende senza elettricità e sentono freddo. Urlano perché lo scaldabiberon, quel cazzo di strumento malefico, non si accende e il mio bimbo beve il latte freddo. Ma è mai possibile? Ma è mai possibile nel 2017? Si, cazzo! È fottutamente possibile. È possibile perché non ci sono i mezzi, perché negli ultimi 50 anni mai in quei territori si è visto un evento di quel tipo ed è fottutamente possibile perché era già, quel territorio, devastato da due sismi (non uno, leoni da tastiera studiate cazzo!). E quindi le infrastrutture sono compromesse.
E io? Io sono in sala operativa, ed ho l’autostrada chiusa, alcuni paesi isolati, tanti paesi isolati. Ho le statali e le provinciali completamente bloccate sotto 2 metri di neve ed i mezzi che ho sono quelli e non ci posso fare niente se quando decido di spazzare una strada, appena passa lo spalaneve, la strada si ricopre.
E allora che faccio? Di fronte alle 2000 urla comincio a scegliere.
Ho un tot di spala neve che sono insufficienti, non ci posso fare una minchia, quelli ho e con quelli devo gestirmi. Devo scegliere.
Scelgo che per fare arrivare altri spalaneve da fuori mi conviene aprire le vie di comunicazione principali perché i volontari delle altre regioni, della Lombardia per esempio, arrivano dalla A 14 che se è bloccata per neve non arriveranno. Scelgo. Scelgo di liberare un paese isolato con 60 persone e le evacuo con gli elicotteri. Cazzo, gli elicotteri sono quelli e non riesco a fabbricarne di nuovi giusto adesso. Dove li mando? Li mando, magari, nella frazione isolata con 60 persone senza luce: sono senza luce e senza riscaldamento, non possono andare via. Ma cazzo, scemo, ti chiamano dall’albergo!!!! È finito il fine settimana, manda a spazare che domani dobbiamo andare al lavoro!. E io scelgo, in albergo hanno cibo, hanno caldo, sono coperti. Aspettino. Sono in vacanza ed allungasseo la vacanza, i vecchi nel paesello isolato non hanno niente, devo recuperare loro!
E poi? E poi il terremoto! Ah, meno male! Ah!!! Mi mancava la perla! Ah, ci voleva solo quello. E allora alla neve si aggiunge un problema. Il paesello isolato ha anche crolli da terremoto.
E allora questi devono scappare! Devo prenderli. “Ma ci sono vittime???? Ma ci sono danni???” “No, stiamo bene ma siamo fuori casa perché qui è crollato il tetto!” e dall’altro telefono mi chiamano dall’albergo:” cavoli, mandate qualcuno!!! La strada è piena di neve, stiamo al caldo, il telefono prende poco ma domani devo andare al lavoro!”.
E io devo scegliere. E scelgo di nuovo! Aspettino in albergo, sono al calduccio. I vecchi e di bambini isolati, con il tetto crollato, li devo evacuare. E l’inevitabile! Perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!
La valanga sull’albergo!
Ora vi chiedo di immedesimarvi. Siete a casa, in pigiama. Sono le 21 e state vedendo il telegiornale che racconta della neve. Ma fuori voi la vedete la neve! Ma al caldo, il bambino gioca sul tappeto, voi svaccati sul divano. Il solito bicchiere di vino. La moglie che racconta la giornata e le bollette, e il 5 in inglese. E gli esami di fine anno che se non studia non li passa e…. Squilla il telefono. “Preparati: tra 30 minuti passiamo e si parte”.
Ora diteglielo alla moglie che tutto può aspettare perché state uscendo di casa. Ah a che ci siete ditele che non sapete quando tornerete. (si perché quando parti non sai quando torni!) Ditele che se il figlio non passa l’esame di terza media non è un argomento di discussione in questo momento perché non sapete se e quando tornerete. Ditele che non esistono informazioni o discussioni adesso, alle 22,30 di sera o polemiche perché dovete temprarvi l’anima non sapendo quale situazione troverete e dovete essere pronti a tutto.
In verità, vi confesso, vostra moglie capirà. Capirà perché non è il pirla da tastiera vostra moglie. Vostra moglie sa che mestiere fate e sa che quando quel telefono squilla solo un bacio o un aiuto a trovare la maglia termica è quello che ci vuole. Poi, fatto il borsone come un automa, datele un bacio e andate via.
Ora immaginatevi che siete in 5, sugli sci, nella tormenta di neve. Buio ovunque e solo una direzione da seguire. Sciate, con le pelli di foca per non andare indietro. Sciate a ritmo. Uno dei vostri compagni ogni tanto vi da il cambio in testa alla fila per “tirare” un po’ lui. Un po’ ciascuno che si fatica meno… Destra e sinistra per 5 ore. Destra e sinistra nel freddo. Destra e sinistra in continuazione. E il pensiero al 5 in inglese, al calduccio e soprattutto a “che cazzo vado a trovare???”. E poi arrivate. Sono le 5 del mattino e dovete chiamare il centro operativo (si chiama COM o COC a seconda della situazione). C’è uno scenario di nulla ma forse è il nulla perché è buio e nevica. E poi gli eventi.
Iniziate a cercare, iniziate a scavare, iniziate ad entrare. Ed iniziate a pensare che non è sopravvissuto nessuno.
E poi gli eventi, da soli… Il primo suono, la ricerca, le voci “siamo vivi, siamo 6”, e poi arriva la luce, la prima luce. Quella prima luce che ti dice che tra poco gli elicotteri potranno volare e non sarete più in 5 ma in 10, e poi in 20 e poi in 50. E nel frattmepo scavi. La luce aumenta. Aumenta il rumore perché li senti i suoni di quelli che arrivano… Ma tu scavi e senti e li tranquillizzi quelli sotto “ci siamo ancora, arriviamo. State bene? Siete sempre tutti???” E poi…
E poi esce il primo bambino. È festa! Il morale è alto. E il 5 in inglese lontano. Troppo lontano da non sentirne più il suono. La speranza in compenso è talmente vicina che la forza di scavare aumenta e aumenta e aumenta.
E le mani gelide non si sentono, e il freddo? Quale freddo???? Si sente solo la voce di quelli sotto, che ti sentono, che li senti e scavi!
E poi due e tre e quattro bambini.
E poi un morto, cazzo il morale!!! Ma ci sono le voci e vai avanti.
E poi torni a casa, dopo 5 giorni di questa vita, dopo 5 giorni a non dormire, dopo 5 giorni di caffè di merda, ma caldo.
E nel frattempo in sala operativa c’è qualcuno che coordina, perché non c’è solo l’albergo. C’è la conta dei danni delle scosse, cazzo erano forti. Cazzo erano diffuse. Cazzo, sebbene la tv parli solo dell’albergo tu ne hai ancora di gente sena luce e ancora gente isolata e ancora gente sotto la neve e ancora gente con i tetti che crollano e ancora da recuperare di vecchietti nelle frazioni. E devi trovare le strade adeguate, e devi trovare le soluzioni e devi trovare i tecnici migliori che sistemino l’energia. E devi trovare gli spalaneve e le frese e devi trovare una soluzione alla signora vedova del paesello che ha paura, e devi trovare il sale e devi trovare gli ospedali e devi trovare gli elicotteri. E la benzina? Cazzo devi trovare i soldi perché per legge se spendi senza l’autorizzazione del MEF vai in galera. E questo è nulla!
E poi accendi la tv. Sei finalmente a riposo. E cosa senti? Che Salvini è andato in Abruzzo, chiedendo la scorta per se (cazzo, militari utili a me per aiutare la gente a far da scorta ad un segretario di partito!), e tu hai ritardato.
E poi senti che i Vigili del fuoco sono angeli ma tu hai ritardato i soccorsi. E poi senti che chiunque sa come organizzare l’emergenza ed il soccorso tranne te che l’hai coordinata.
E pensi. Ma qualcuno l’ha mai fatto prima di giudicare? Ma qualcuno l’ha mai lasciata sua moglie per partire? Ma qualcuno si è mai trovato a scegliere? O solo io l’ho fatto e lo sto facendo e quindi mi tocca anche questo?
La verità è una: il sistema dei soccorsi è un sistema perché c’è chi spala e c’è chi gli dice dove spalare. Quando dici che il sistema non ha funzionato pensa a quando non hai ricevuto quella chiamata, e pensa a quello che l’ha ricevuta. Pensa che tu, sul divano ci stai da tre giorni, al calduccio, e qualcun altro spalava e qualcun altro sceglieva. Pensa che tu puoi giudicare e qualcun altro invece, pensa ad ogni morto e ad ogni disperso come una sua responsabilità nonostante non lo sia.
Pensa a questo prima di scrivere, con le dita calde, su facebook, Pensaci perché chi scava con le mani o chi coordina il sistema le dita rischia di perderle ogni giorno, al freddo!
Pensaci perché la prossima volta potrebbero salvarti il culo, coglione!

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