Archive for Gennaio 2015

22 Gen 2015

Arabia Saudita, emessa una fatwa contro i pupazzi di neve: non accettabili per l’Islam

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Ricordano la sagoma umana ma non sono esseri umani, dunque sono idoli e costruirli significa peccare: sono i pupazzi di neve a finire nei mirino di un imam dell’Arabia Saudita, che emana una fatwa contro chi osa realizzarli. Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid è un’importante autorità religiosa nel Nord dell’Arabia Saudita dove nel corso degli ultimi dieci giorni è caduta molta neve a causa della tempesta “Huda”. Da qui il fatto che un imprecisato numero di bambini ha spontaneamente realizzato dei pupazzi di neve in parchi pubblici e giardini privati, spingendo l’imam a intervenire per frenare un comportamento “non permesso dall’Islam” perché si tratta di “statue di neve dalle fattezze umane” che in quanto tali “sono proibite anche se finalizzate solo a giocare e divertirsi    Citando precedenti opinioni di dotti studiosi dell’Islam, Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid arriva alla conclusione che “realizzare pupazzi di neve significa commettere un peccato” sulla base della legge del regno saudita. “Ad essere permessa è la costruzione, con la neve o altri materiali di qualsiasi cosa che non abbia un’anima: alberi, navi, frutta, edifici e quant’altro ma non esseri umani”. Il pronunciamento religioso ha sollevato polemiche nella provincia di Tabuk, nei pressi del confine della Giordania, dove la neve è caduta per il terzo anno consecutivo, e la risposta di Sheikh Mohammed Saleh al-Munajjid è stata che “l’unica maniera per non fare peccato costruendo un pupazzo di neve è privarlo della testa o della faccia” per impedirgli di assomigliare ad un essere umano.

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22 Gen 2015

Dice “Non facciamo gli scemi” agli alunni: Gabriele, maestro di 35 anni, rischia il posto

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“Non facciamo gli scemi, piantiamola di fare i cretini”, e l’insegnante ora rischia il posto. È la storia di Gabriele Guabello, maestro 35enne di Ivrea, precario da 8 anni e sotto processo dei genitori per una frase di troppo. Una settimana di sospensione il provvedimento preso dalla scuola in seguiot alle proteste dei genitori degli alunni, che si sono detti offesi per le parole usate da Guabello nei confronti dei loro figli. ”E’ stata una mazzata, mi sono sentito crollare il mondo addosso - ha detto il maestro a La Stampa - posso davvero rischiare anni di studio e oltre alla mia carriera per una cosa del genere?. A questo punto sono quasi certo che non passerò l’anno di prova”. Seppur convinto di non aver fatto nulla di male, Gabriele Guabello si è scusato raccontando quanto accaduto, ma con un sospetto. ”Forse ho esagerato, ma non mi sarei mai permesso di apostrofarli in quel modo. Credo, invece, che ci sia dell’altro dietro tutta questa storia, perché altrimenti non mi spiego tutto questo accanimento”. Alle spalle unrapporto difficile con i genitori, con i quali non è scattato il feeling:”Forse perché prendevo il posto di un insegnante che aveva seguito quei bambini fino alla quarta elementare. Il mio arrivo non è stato accolto bene”. Anche i metodi di insegnamento sembrano essere in discussione. Più educatore che maestro: ”Forse mi porto ancora dietro gli anni passati a lavorare come educatore. Ma, se questo è il punto, mi chiedo davvero cosa ho fatto di male”. Ora sta pensando di impugnare ilprovvedimento, che ritiene eccessivo. ”Fino a quando non saprò con esattezza quali sono le accuse che mi hanno rivolto ogni azione sarebbe azzardata. E’ per questo che chiederò di poter avere accesso agli atti. Voglio capire. E’ stato un provvedimento pesante. Ho anche pensato di lasciare l’insegnamento per sempre”. Ma per lui, che tanto ha faticato per una cattedra, mette sempre ibambini davanti a tutto. ”Forse sarebbe meglio lasciare da parte le incomprensioni e rimettere al centro di tutto gli alunni. A volte è difficile rapportarsi con alcuni genitori, bisogna pesare le parole e stare attenti a quello che si dice. Ho sbagliato a rivolgermi così ai ragazzi della mia classe - conclude - ma di una cosa sono certo: sono un bravo insegnante e non posso perdere tutto per questa storia”.

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13 Gen 2015

UN BIMBO DI 10 ANNI SPARA A DUE PRIGIONIERI”

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senza  parole

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13 Gen 2015

L SEMAFORO GIALLO DURERÀ 3 SECONDI E NON 4: IN ARRIVO PIOGGIA DI MULTE

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Il semaforo giallo durerà tre secondi e non quattro. Uno scarto quasi impercettibile che però potrebbe far aumentare esponenzialmente il numero delle multe. Una disattenzione che potrebbe costare cara: passare con il rosso infatti, oltre a essere pericoloso, vuol dire perdere 162 euro e sei punti della patente.A stabilire le nuove regole, una sentenza della Cassazione n. 27348 del 23 dicembre 2014, che ribadisce quanto già affermato lo scorso settembre.Il Codice della strada non stabilisce i secondi di durata del semaforo giallo, ma per i supremi giudici tre secondi è un tempo congruo perché l’automobilista possa decidere se fermarsi o meno.Lo stesso Codice, del resto, dice che con il giallo i veicoli non possono oltrepassare i punti stabiliti per l’arresto, a meno che non si trovino così vicini all’incrocio da non potersi più fermare in condizioni di sicurezza.

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05 Gen 2015

La lettera del vigile David: “Per chi avesse voglia di conoscere la verità sui vigili brutti e cattivi”

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La lettera del vigile David: “Per chi avesse voglia di conoscere la verità sui vigili brutti e cattivi”
David, un vigile urbano della Capitale, scrive a Fanpage per raccontare la sua verità sulla notte di Capodanno: “Per chi avesse voglia di conoscere la verità sui vigili brutti e cattivi, che non è quella che vi raccontano”.

 

Non vi raccontano che i vigili sono in agitazione, insieme agli altri comunali, da un mese. Non vi raccontano che Marino, mostrando insofferenza e un po’ di schifo verso la categoria, non si è mai presentato agli incontri con i sindacati.

Non vi raccontano che dal primo gennaio è entrato in vigore un nuovo contratto, imposto unilateralmente che prevede riduzioni di stipendio per tutti, su un contratto fermo già da 8 anni.

Non vi raccontano che il vicesindaco Nieri, eletto con Sel, ha da subito manifestato una sorta di fastidio epidermico nell’incontrare i rappresentanti dei vigili. E che, all richiesta di un agente circa il perché di tanto accanimento, lui rispondeva su Facebook: “dovete imparare a nuotare in mezzo bicchiere d’acqua”.

E non vi raccontano che i vigili sono in agitazione perché il provvedimento anticorruzione voluto da Brunetta è stato recepito dall’amministrazione nel modo più estensivo e punitivo possibile. Non per i corrotti o i ladri, ma per tutti. E finora ha portato al trasferimento in altre sedi di persone integerrime, senza macchia alcuna, a pochi mesi dalla pensione. Con una cattiveria ed un cinismo unici.

Non vi raccontano, soprattutto, che i vigili hanno dichiarato che, come forma di protesta avrebbero disertato la prestazione straordinaria volontaria di capodanno, anche perché sciopero ed assemblea non sono stati autorizzati.

Non vi raccontano che “siccome i vigili si comprano con un caffè” , nessuno al comando ha preparato il servizio ordinario per il 31, nessuno ha sospeso richieste e riposi come prassi. Perché tanto i vigili verranno a frotte volontari, visto che la notte del 31 è ben pagata. Alla faccia dei sindacati.

Ed invece, per la prima volta, i vigili hanno tenuto il punto, e le adesioni volontarie sono state 0 (leggi zero)

Così Campidoglio e comando si sono trovati, a poche ore dal capodanno, nel panico più totale, per colpa della loro schifosa arroganza. E per metterci una toppa hanno commesso ogni genere di sopruso, modificando arbitrariamente turni di lavoro, cercando di richiamare abusivamente in servizio gente in ferie o a riposo. Ed utilizzando la reperibilità, strumento utilizzabile solo per catastrofi. Per gestire un concerto.
Dall’altra parte, ovviamente, ogni genere di resistenza, lecita e meno lecita, con ogni mezzo per difendersi da una serie di porcate mai viste.

E per giustificare questa disorganizzazione figlia della presunzione e dell‘arroganza, per giustificare l’aver tenuto le persone in servizio appiedato 19 ore, non si é trovato di meglio che sparare cifre a capocchia sui malati. 835, come ripreso anche dal premier. Solo che in quel numero c’erano anche ferie, riposi, maternità, donazioni. Oggi si parla di 44 casi sospetti, non 835. Ma per estendere il Jobs act ai pubblici dipendenti 835 suona meglio. Anche evitare di parlare della protesta è meglio.
Perché twittare dalla pista di Courmayeur è scomodo, bisogna essere sintetici.

continua su: http://roma.fanpage.it/la-lettera-del-vigile-david-per-chi-avesse-voglia-di-conoscere-la-verita-sui-vigili-brutti-e-cattivi/#ixzz3NwLvRtgN

http://roma.fanpage.it

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02 Gen 2015

È IL 2015 IL VERO ANNO DI “RITORNO AL FUTURO”: MARTY MC FLY “ARRIVA” IL 21 OTTOBRE

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È Il 2015 era già arrivato anni fa: nell’immaginazione di Robert Zemeckis, che nella seconda parte di Ritorno al Futuro aveva catapultato Marty Mc Fly e Doc nell’anno in cui, per dirla con lo scienziato più amato del cinema, non c’è «bisogno di strade». Dopo le innumerevoli bufale social circolate in questi anni, che modificavano a seconda dei giorni la data segnata dal computer della macchina del tempo De Lorean, finalmente ci siamo: Marty Mc Fly “arriverà” il 21 ottobre 2015.
E troverà una situazione un po’ diversa da quella del film: niente macchine che circolano per aria, niente skateboard volante (anche se un prototipo, l’hoverboard, è già stato realizzato), e niente scarpe autoallaccianti (anche se un noto marchio di sneakers ha promesso di realizzarle proprio quest’anno). Sembravano lontanissimi all’epoca del film e, invece, esistono davvero, le videoconferenze, il 3D (il famoso squalo che terrorizza Marty da un cartellone pubblicitario), e in qualche modo, i carburanti alternativi. Di macchina del tempo ancora nemmeno l’ombra, ma, nel 2015, il futuro è un po’ più vicino.

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