Archive for Marzo 2014

30 Mar 2014

“Napoli puzza”: la foto dei tifosi della Juve con la mascherina fa infuriare gli azzurri

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Bufera sul web su un’immagine che ritrae un pullman di tifosi juventini durante il viaggio verso Napoli, dove stasera ci sarà la super sfida tra gli azzurri e la Juventus. A far arrabbiare i tifosi partenopei è il fatto che i supporter bianconeri si siano fatti ritrarre tutti con una mascherina sulla faccia, una chiara insinuazione al fatto che Napoli possa essere una città maleodorante. I tifosi napoletani si sono subito scatenati su Facebook e Twitter, criticando in maniera aspra l’immagine, offensiva per la loro città. Sul web la sfida tra Napoli e Juventus è già iniziata.

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23 Mar 2014

“Via Fani, due poliziotti aiutarono i brigatisti”. L’accusa dell’ex ispettore

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Via Fani, c’erano due poliziotti sulla Honda che aiutò i brigatisti». Questa l’accusa dell’ex poliziotto.Tutto è partito da una lettera anonima scritta dall’uomo che era sul sellino posteriore della Honda in via Fani quando fu rapito Moro. Diede riscontri per arrivare all’altro. Dovevano proteggere le Br da ogni disturbo. Dipendevano dal colonnello del Sismi che era lì»: lo ha raccontato all’Ansa Enrico Rossi, ispettore di polizia in pensione.La lettera anonima. Rossi racconta che tutta l’inchiesta è nata da una lettera anonima inviata nell’ottobre 2009 a un quotidiano. Questo il testo: «Quando riceverete questa lettera, saranno trascorsi almeno sei mesi dalla mia morte, come da mie disposizioni. Ho passato la vita nel rimorso di quanto ho fatto e di quanto non ho fatto e cioè raccontare la verità su certi fatti. Ora è tardi, il cancro mi sta divorando e non voglio che mio figlio sappia. La mattina del 16 marzo ero su di una moto e operavo alle dipendenze del colonnello Guglielmi, con me alla guida della moto un altro uomo proveniente come me da Torino; il nostro compito era quello di proteggere le Br nella loro azione da disturbi di qualsiasi genere. Io non credo che voi giornalisti non sappiate come veramente andarono le cose, ma nel caso fosse così, provate a parlare con chi guidava la moto, è possibile che voglia farlo, da allora non ci siamo più parlati, anche se ho avuto modo di incontralo ultimamente…».L’anonimo fornì anche concreti elementi per rintracciare il guidatore della Honda. «Tanto io posso dire, sta a voi decidere se saperne di più». Il quotidiano all’epoca passò alla questura la lettera per i dovuti riscontri. A Rossi, che ha sempre lavorato nell’antiterrorismo, la lettera arriva sul tavolo nel febbraio 2011 «in modo casuale: non è protocollata e non sono stati fatti accertamenti, ma ci vuole poco a identificare il presunto guidatore della Honda di via Fani». Sarebbe lui l’uomo che secondo uno dei testimoni più accreditati di via Fani – l’ingegner Marini – assomigliava nella fisionomia del volto ad Eduardo De Filippo. L’altro, il presunto autore della lettera, era dietro, con un sottocasco scuro sul volto, armato con una piccola mitraglietta. Sparò ad altezza d’uomo verso l’ingegner Marini che stava «entrando» con il suo motorino sulla scena dell’azione.«Chiedo di andare avanti negli accertamenti – aggiunge Rossi – chiedo gli elenchi di Gladio, ufficiali e non, ma la “pratica” rimane ferma per diverso tempo. Alla fine opto per un semplice accertamento amministrativo: l’uomo ha due pistole regolarmente dichiarate. Vado nella casa in cui vive con la moglie ma si è separato. Non vive più lì. Trovo una delle due pistole, una beretta, e alla fine, in cantina poggiata o vicino ad una copia cellofanata della edizione straordinaria de La Repubblica del 16 marzo con il titolo “Moro rapito dalle Brigate Rosse”, l’altra arma». E’ una Drulov cecoslovacca, una pistola da specialisti a canna molto lunga che può anche essere scambiata a vista da chi non se ne intende per una piccola mitragliatrice.Rossi insiste: vuole interrogare l’uomo che ora vive in Toscana con un’altra donna ma non può farlo. «Chiedo di far periziare le due pistole ma ciò non accade». Ci sono tensioni e alla fine l’ispettore, a 56 anni, lascia. Va in pensione, convinto che si sia persa «una grande occasione perché c’era un collegamento oggettivo che doveva essere scandagliato». Poche settimane dopo una «voce amica» gli fa sapere che l’uomo della moto è morto e che le pistole sono state distrutte. Rossi attende molti mesi – dall’agosto 2012 – prima di parlare, poi decide di farlo, «per il semplice rispetto che si deve ai morti».

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15 Mar 2014

Don Mazzi: “Riuscirei a perdonare un assassino, ma non chi ha condannato Silvio Berlusconi”

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Parole forti di don Antonio Mazzi, che nel programma KlausCondicio di Klaus Davi, dice la sua sulla condanna inflitta a Silvio Berlusconi.
“Mai perdono a chi ha condannato Berlusconi. È venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che ha fatto. Sarei capace di perdonare chi ammazza qualcuno se chiede il perdono, ma un magistrato che ha in mano un potere così forte e che lo usa solo per suo interesse, commette un peccato grave”, commenta don Antonio Mazzi.”Secondo me è stato perseguitato dai magistrati. È una magistratura che ha giocato sull’uomo, come anche in altri casi, diciamocelo”, ha spiegato il sacerdote. “Questa magistratura per certi versi la amo, per altri la critico. È venuto il momento in cui tutti coloro che hanno giudicato Berlusconi si facciano un serio esame di coscienza su quello che ha fatto”.
Si riferisce alla Boccassini? “Mi riferisco a tutti i magistrati”, ha risposto.
Alla domanda di Davi se i giudici abbiano commesso peccati contro Silvio, Don Mazzi ha replicato: “altrochè, peccati imperdonabili. Sarei capace di perdonare chi ammazza qualcuno se chiede il perdono, ma un magistrato che ha in mano un potere così forte e che lo usa solo per suo interesse, commette un peccato grave. Non capisco perchè si possano usare attenuanti nei riguardi di pedofili e assassini seriali, e poi ci si accanisca contro Berlusconi. O c’è una linea che al di là della giustizia capisce la storia di ogni uomo e cerca di interpretarla… Ma se la giustizia vale per se stessa, e davanti non ha più una storia o un uomo, ma soltanto una esecuzione fredda, mi spiace, ma io non ci sto”.
Don Mazzi ha poi risposto ”certo” alla domanda se sarebbe o meno disposto a perdonare il Cavaliere. “Non l’ho mai giudicato, anzi – ha proseguito – io lo assolverei in cinque minuti. L’uomo per un verso è stato sottovalutato, e ha sviluppato parte più superficiale di se stesso, ma ha grandi qualità e verrà rivalutato”.

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12 Mar 2014

Sesso a 14 anni, parlano i maschietti: Se vai male a letto, ti rovinano via sms

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“La mia prima volta? Vorrei fosse con una ragazza di cui sono innamorato. Non con una che mi salta addosso e mi ribalta”, a parlare è Mattia, 15 anni, liceale alle prese con le prime cotte e la sensazione di inadeguatezza davanti alle ben più sfrontate coetanee. La sua esperienza si aggiunge a quelle emerse dall’inchiesta pubblicata su Il Fatto Quotidiano sul sesso a 14 anni. Questa volta però la prospettiva è maschile.
Dopo la prima puntata sulle abitudini sessuali degli adolescenti, che si focalizzava sull’esperienza di un gruppo di studentesse di un liceo classico milanese ecco un altro punto di vista.
Milano, litri di alcol stanno per salutare l’anno nuovo e alla festa partecipano ragazzi e ragazze, tutti adolescenti. In Mattia è forte il desiderio di rivedere l’ex. “L’ho vista ubriaca, che girava e chiedeva ad alta voce: ‘Chi vuole un pompino?’. È stata una cosa orribile, tristissima”, racconta lui. La parte peggiore però è arrivata poco dopo: “C’erano quattro ragazzi e due ragazze, tutti di 16 anni, che facevano le loro cose al piano di sopra. Poi la mia ex, che ha solo 14 anni, si è aggiunta a loro. A quel punto i miei amici mi hanno portato via, ero disgustato”. Non è stato solo l’alcol, secondo Mattia, a spingere l’ex nell’orgia: “L’ha fatto solo per farsi notare, perché sapeva che c’erano i ragazzi più grandi. Me l’aspettavo, perché queste ragazze aprono le gambe come niente – dice mordendosi il labbro – ma ci sono rimasto comunque malissimo”.
Mattia non è il tipico liceale: beve poco, non fuma, è ancora vergine: “le ragazze ci provano, ma io non voglio che la mia prima volta sia con una che mi salta addosso e mi ribalta. Voglio che sia speciale, voglio essere innamorato”.
L’AGGRESSIVITÀ DELLE RAGAZZE Avere a che fare con ragazze così aggressive è una costante fonte d’ansia. Per vari motivi: “Intanto non sappiamo bene cosa dobbiamo fare. Metti che ci andiamo a letto e va male: diventa molto imbarazzante… Non fai a tempo a uscire dalla stanza che lei sta già messaggiando con le sue amiche per mandare un resoconto completo di tutto quello che abbiamo appena fatto. Descrivono ogni dettaglio e poi ti danno il voto, dicono se sei stato bravo o no. È davvero una sfida avere a che fare con queste cose”. I ragazzi sono preoccupati dal finire intrappolati nella casella sbagliata, quella dello “sfigato”, “imbranato”, “effeminato”, di quello che “ce l’ha piccolo” o che “non ci sa fare”.
I PRELIMINARI “Noi a loro non facciamo niente. Sono loro ad andare ‘di bocca e di mano’. Mi pare ovvio: loro ci osservano, giudicano ogni nostra mossa e movimento. E noi, per esempio il sesso orale, non sappiamo esattamente come farlo. Quindi non ce la sentiamo. Insomma, è un rischio inutile”.
I RISCHI DI UNA GRAVIDANZA “La mia compagna di banco -racconta ancora Mattia – aveva il sorriso stampato in faccia. Le ho chiesto perché fosse così felice e mi ha detto che le è venuto il ciclo, che per fortuna non è rimasta incinta”. Ma non è il rischio di una gravidanza indesiderata a farlo innervosire: “Quello che davvero non concepisco è che si sia sverginata con un tipo, che tra l’altro ha davvero la faccia da stronzo, con cui è uscita per una settimana, che l’ha mollata per un’altra e poi è tornato da lei. E la sera stessa in cui si sono rimessi insieme lei c’è andata a letto, senza precauzioni e senza il minimo rispetto per se stessa”.

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08 Mar 2014

Sesso a 14 anni, le ragazzine si raccontano: Se non ti fai ‘sverginare’ sei una sfigata

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L’ansia di essere al passo con le proprie coetanee, di vivere uno dei momenti più importanti della propria vita soltanto per il piacere di condividerne i dettagli tra i banchi di scuola. E così da un’incursione nel mondo delle adolescenti nasce un’inchiesta, pubblicata da Il Fatto Quotidiano, che sottolinea come le 14enni italiane facciano sesso per non essere giudicate delle ‘sfigate’.
LA PRIMA VOLTA Dopo gli scandali sulle baby squillo e il sesso per denaro si scopre che le liceali sono assillate dall’esigenza di essere ‘sverginate’ per essere accettate dal gruppo. “Mi hanno stappata”, ecco la frase con cui soprattutto il lunedì mattina le ragazzine si presentano a scuola per informare tutte le compagne che hanno avuto la loro prima esperienza. Una ragazzina ha spiegato che solitamente in prima liceo solo tre o quattro si presentano già sverginate. “La regola è che bisogna liberarsene entro l’anno successivo. Per questo, a fine estate, ci sono un sacco di noi che vanno col primo che passa giusto per non sforare i tempi perché a settembre si fa il bilancio”. Chi arriva al secondo anno di liceo senza avere ancora avuto un uomo è fuori, una sfigata.
I PRELIMINARI Ai preliminari, spiega Chiara, non si dà alcun peso: “Se esci con un ragazzo per un paio di settimane, è normale fargli almeno una sega. Sì, lo racconti in classe, ma non è una gran notizia: nessuno si stupisce”. Non si diventa popolari nemmeno per il sesso orale: “Le mie amiche lo fanno spesso nei bagni delle discoteche, il sabato sera. Poi ci ridono su: ‘Tanto ero ubriaca’, dicono. Anche perché, quando si esce, si parte subito con i vodka-pesca o gli shot di rum e pera, quindi non ci vuole molto per perdere il controllo. L’altra scusa è che si erano fumate tre o quattro canne, che erano fatte. Ma nessuna si pente, e pochissime si ricordano anche solo il nome del ragazzo a cui hanno fatto un pompino”. Il mondo dei ragazzi, invece, è diverso. Loro vivono il momento del primo rapporto sessuale con ansia. Hanno paura di essere giudicati e che le loro scarse prestazioni diventino di dominio pubblico.
LE PRECAUZIONI Molte usano la pillola, altre usano il preservativo, ma c’è anche chi il lunedì arriva a scuola nel panico perché non riesce più a ricordare se ha usato l’anticoncezionale. “In più non sanno chi è il ragazzo con cui hanno scopato” oppure spiega una ragazzina “si vergognano di chiedere. Quindi le più furbe vanno in consultorio e prendono la pillola del giorno dopo e le altre aspettano e pregano che il ciclo arrivi”.

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03 Mar 2014

Oscar a Sorrentino “La Grande Bellezza”

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Nella 86esima notte degli Oscar di Los Angeles Paolo Sorrentino ha conquistato la statuetta per il miglior film straniero con “La Grande Bellezza”, sulla scia della lunga serie di premi e riconoscimenti internaziali al suo film con protagonista Toni Servillo nei panni di Jep Gambardella e la città di Roma, compreso il Golden Globe. A 15 anni dalla vittoria di Roberto Benigni con “La vita è bella” il cinema italiano torna così a trionfare ad Hollywood. “Grazie alle mie fonti di ispirazione Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona, a Roma, a Napoli e alla mia più grande bellezza personale, Daniela, Anna e Carlo”. Queste le prime parole di Paolo Sorrentino sul palco del Dolby Teathre. “Grazie a tutti gli attori, i produttori e a tutta l’equipe”. Il regista ha ringraziato anche i Talking Heads, autori del brano che ha dato il titolo ad uno dei suoi film, “This must be the place”.

Cate Blanchett miglior attrice protagonista – “Gravity” di Alfonso Cuaron ha fatto incetta di Oscar ma il premio al miglior film è andato a “12 anni schiavo” di Steve McQueen, che si è aggiudicato anche il premio per la miglior attrice non protagonista Lupita Nyong’o, strappato alla favorita Jennifer Lawrence per “American Hustle”, rimasto “a secco”, e quello per la sceneggiatura non originale. “Gravity” il thriller ambientato nello spazio con George Clooney e Sandra Bullock ha fatto incetta di premi tecnici, oltre a quello per la regia a Cuaron: miglior montaggio, montaggio sonoro, effetti speciali, fotografia, colonna sonora. Come miglior attrice protagonista ha vinto Cate Blanchett per “Blue Jasmin”, mentre tra gli attori beffato ancora Leonardo DiCaprio, ha vinto Matthey McConaughey, malato terminale di Aids in “Dallas Buyers Club” e il suo collega e amico nel film Jared Leto ha trionfato come miglior attore non protagonista.

Frozen miglior film d’animazione – Come miglior sceneggiatura originale ha vinto “Her” di Spike Jonze, Oscar alle migliori scenografie e per i costumi a “Il Grande Gatsby”, mentre quello per trucco e acconciatura a “Dalls Buyers Club”. Infine il cartoon Disney “Frozen” di Chris Buck, Jennifer Lee e Peter Del Vecho ha sbaragliato la concorrenza come miglior film d’animazione e come miglior canzone “Let it Go”, battendo persino gli U2.

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02 Mar 2014

Como l’ultima vittima

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Aggredita in un sottopassaggio e uccisa a coltellate. Così è morta Como una donna di 38 anni nei pressi delle Ferrovie Nord di Mozzate.
La vittima, stando alle prime ricostruzioni, si trovava nel sottopasso quando è stata aggredita. I soccorsi sono stati immediati, ma non c’è stato nulla da fare: la donna è morta dissanguata. Indagano i carabinieri di Cantù.La donna è stata aggredita nel sottopassaggio che consente di attraversare i binari ed è stata colpita più volte con un oggetto appuntito. L’aggressore sarebbe un uomo. All’arrivo dei soccorritori la donna era già in gravissime condizioni ed è spirata poco dopo.CACCIA A UN GIOVANE A colpire la donna uccisa nella stazione ferroviaria di Mozzate potrebbe essere stato un giovane probabilmente italiano. Secondo una prima ricostruzione la donna, da pochi mesi residente a Mozzate, era appena scesa dal treno proveniente da Milano e stava scendendo nel sottopassaggio quando è stata aggredita da un uomo, che l’ha colpita alle spalle. L’aggressore è poi fuggito. Nonostante i soccorsi siano arrivati tempestivamente, la donna, 35 anni, è morta dissanguata. Secondo gli inquirenti, la dinamica non lascia pensare a un’aggressione a scopo di rapina, la matrice del delitto potrebbe quindi essere passionale.IL VOLTO DEL KILLER RIPRESO DALLE TELECAMERE? I carabinieri hanno lavorato tutta la notte per esaminare le riprese delle telecamere della stazione di Mozzate, del municipio e di altre zone del paese per individuare l’assassino di Lidia Nusdorfi, 35 anni, uccisa a coltellate ieri sera nel sottopassaggio della stazione ferroviaria, lungo la linea Trenord Saronno-Varese.Si cerca un uomo, abbastanza giovane, che avrebbe atteso la donna nel sottopassaggio e poi l’ha poi aggredita alle spalle, colpendola con almeno due fendenti risultati fatali. L’omicidio non ha avuto testimoni diretti: l’allarme è stato lanciato da due giovani egiziani che stavano aspettando il treno e hanno sentito un urlo. Quando sono andati verso il sottopassaggio, uno di loro ha notato un uomo, giovane, all’apparenza italiano, che si stava allontanando dalla stazione sotto la pioggia, con l’ombrello aperto. L’altro ha visto la donna ferita e ha chiamato i soccorsi che non hanno potuto salvarle la vita dato che per la gravità delle ferite la donna è praticamente morta dissanguata. Nata in provincia di Milano, a Garbagnate Milanese, Lidia Nusdorfi si era trasferita e poi aveva vissuto a lungo a Rimini. Disoccupata, era tornata da qualche mese in Lombardia a Mozzate, dove era ospite di parenti. Ieri sera stava tornando verso casa: era scesa dal treno e si stava dirigendo verso il parcheggio dietro la stazione quando è stata aggredita. L’ipotesi è che l’assassino la stesse aspettando e che l’accoltellamento sia legato a motivi personali e non ad un’aggressione a scopo di rapina.

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02 Mar 2014

Vergogna allo Juventus Stadium, striscioni su tragedia di Superga

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Il derby Juventus-Torino vinto 1-0 dai bianconeri grazie a una rete di Tevez non sarà ricordato purtroppo solo per il risultato. A rovinare quello che dovrebbe essere un momento di festa per tutta la città sono stati due striscioni, vergognosi, esposti da alcuni tifosi bianconeri allo Juventus Stadium (“Quando volo penso al Toro” e “Solo uno schianto”) in chiaro riferimento alla tragedia di Superga del 4 maggio 1949 a seguito della quale scomparve il Grande Torino.Non è purtroppo la prima volta che i tifosi della Juventus si rendono protagonisti di striscioni offensivi su Superga. Lo scorso anno, sempre in occasione del derby casalingo contro il Toro, nella curva bianconera apparve la scritta “Noi di Torino orgoglio e vanto, voi solo uno schianto”, condannata anche dal presidente della Juve Andrea Agnelli.In quell’occasione il club bianconero venne punito dal Giudice sportivo con un’ammenda di 10mila euro ma stavolta, considerata la recidiva, il provvedimento potrebbe essere più pesante e portare alla chiusura di uno o più settori dello Stadium.

 

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