Archive for Settembre 2013

30 Set 2013

Crisi di governo, i troppi servi della vergogna

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di Antonio Padellaro  www.ilfattoquotidiano.it
Una tale insopportabile vergogna non ha precedenti. Nelle democrazie occidentali ma neppure, a quanto si sa, nei Paesi del Terzo mondo o nei più sperduti Staterelli africani non si è mai visto un condannato per reati gravissimi disporre a suo piacimento di 97 deputati, 91 senatori e 5 ministri imponendo loro le dimissioni del Parlamento e dal governo come si fa con la servitù,anzi peggio visto che i domestici hanno diritto almeno a un preavviso.A parte i tardivi borbottii di qualche Cicchitto e Quagliariello(e il dissenso di Marina B. forse al corrente del fragile equilibrio psichico del padre), i camerieri del pregiudicato hanno prontamente ubbidito, alcuni per la sottomissione scambiata con una poltrona, altri per pura cupidigia di servilismo.È questo il vero cancro che sta divorando la democrazia italiana condizionata da un personaggio che pur di estorcere un qualcosa che possa salvarlo dalla giusta detenzione e dalla giusta decadenza da senatore non esita a mandare a picco il Paese che domani potrebbe essere investito da una nuova tempesta finanziaria. E tutto con la risibile scusa elettorale della contrarietà all’aumento dell’Iva.

Come ha potuto Napolitano mettere il governo nella mani di un simile individuo? Come hanno potuto Letta e il Pd accettarlo come alleato?

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30 Set 2013

VAJONT, DENUNCIA CHOC: “FRANA PILOTATA,C’ERA UN PIANO PER FARLA CADERE”

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di Lauredana Marsiglia www.leggo.it

«Facciamolo il 9 ottobre, verso le 9-10 di sera, saranno tutti davanti alla tivù e non ci disturberanno, non se ne accorgeranno nemmeno. Avvisare la popolazione? Per carità. Non creiamo allarmismi. Abbiamo fatto le prove a Nove, le onde saranno alte al massimo 30 metri, non accadrà niente e comunque per quei quattro montanari in giro per i boschi non è il caso di preoccuparsi troppo».
La sconvolgente conversazione tra dirigenti della Sade, sarebbe avvenuta, più o meno con queste parole, nell’ufficio di Longarone dell’allora notaio Isidoro Chiarelli. Dovevano firmare un atto relativo all’acquisto di un terreno. Poi un avvertimento: «Lei ha un segreto professionale da rispettare – aggiunsero -, altrimenti se ne pentirà». A mezzo secolo dall’onda maledetta, che non fu alta trenta metri bensì 300, Francesca, figlia minore del notaio, scomparso nel 2004, mette sul piatto una verità che, all’epoca, aggiunge la sorella Silvia, docente universitaria a Padova, «costò alla famiglia l’isolamento dalla Belluno che conta. Ma nostro padre, anche se per quasi due anni non lavorò più, schivato da tutti, non smise mai di farsi testimone di quelle parole. Per questo ebbe molti problemi, pressioni e minacce. Il suo grande cruccio fu quello di non essere mai creduto, nemmeno nella sua veste “certificante” di notaio». «La sera del disastro programmato – prosegue – mio padre ci fece stare pronti. Eravamo vestiti di tutto punto, pronti a scappare». E l’onda scese. Con soli 39 minuti di ritardo rispetto all’ora indicata dai dirigenti Sade: erano infatti le 22.39.
La prevalenza della popolazione era chiusa in casa a guardare la partita e questo, secondo la Sade, sarebbe stata una garanzia di tranquillità per eseguire la manovra di far scendere quella maledetta frana che pesava come un macigno sul valore dell’opera, destinata ad essere venduta all’Enel. I modelli di studio effettuati a Nove indicavano infatti che l’onda sarebbe stata alta una trentina di metri. Che mai avrebbe potuto fare uno spruzzo simile? Ma perché raccontare tutto questo solo ora?
«Mio padre ci provò in tutti i modi – prosegue Francesca -, ma non ebbe ascolto. Parlarne oggi, in cui l’attenzione mediatica è forte, per l’imminente cinquantesimo, non può che rendere onore al coraggio di nostro padre. E poi basta parlare di disgrazia: nostro padre lo chiamava eccidio».

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Sono le 22.39 del 9 ottobre 1963. E’ in questo istante che un’enorme frana di roccia di circa due chilometri quadrati di superficie e 260 milioni di metri cubi di volume, si stacca dalle pendici del Monte Toc, dietro la diga del Vajont, tra il Friuli e il Veneto.    L’enorme massa, un corpo unico, piomba nel sottostante lago artificiale nel quale l’11 aprile, con la terza ed ultima prova di invaso, l’acqua ha raggiunto quota 700,42 metri sul livello del mare.

Lo schianto solleva un’onda di 230 metri d’altezza e ben 50 milioni di metri cubi di materiale solido e liquido in sospensione si alzano. La metà della massa d’acqua scavalca la diga, abbattendosi nella sottostante valle del Piave, provocando la distruzione di sette paesi (Longarone, Pirago, Maè, Rivalta, Villanova, Faè, Codissago, Castellavazzo). L’altra parte dell’onda sale la valle e va a ‘colpire’ i paesini friulani di Erto e Casso e una miriade di borghi. Verso Longarone, allo sbocco del Vajont, l’onda è alta 70 metri e produce un vento sempre più intenso, che porta con sé, in leggera sospensione, una nuvola nebulizzata di goccioline. Tra un crescendo di rumori, le persone si rendono conto di ciò che sta per accadere ma non possono più scappare. Lo stesso 9, la prima notizia dell’ANSA titola ‘Disastro notte zona del Vajont’ e parla di decine di case spazzate via, di morti e feriti, di collegamenti interrotti.    La geografia dei luoghi, già sconvolta dalla realizzazione della diga, cambia per sempre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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28 Set 2013

IL PDL LASCIA IL GOVERNO, I MINISTRI SI DIMETTONO PER BERLUSCONI. È CRISI

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«I ministri del Pdl rassegnano le proprie dimissioni». Lo fa sapere Angelino Alfano – tramite la sua portavoce -, dicendo di parlare a nome di tutta la delegazione del Popolo della Libertà. Letta: “Chiarimento avvenga in Parlamento alla luce del sole e di fronte ai cittadini”.
Le dimissioni dei ministri del Pdl «sono una ulteriore azione di sfascio per l’azione del governo»: lo ha detto il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. LA MEMORIA DIFENSIVA DI BERLUSCONI «Ho invitato la delegazione del Popolo della Libertà al governo a valutare l’opportunità di presentare immediatamente le proprie dimissioni per non rendersi complici, e per non rendere complice il Popolo della Libertà, di una ulteriore odiosa vessazione imposta dalla sinistra agli italiani». Così Silvio Berlusconi. Dalla difesa all’attacco. Nella memoria difensiva depositata questa mattina, Silvio Berlusconi chiede la ricusazione di alcuni membri della giunta del Senato che deve decidere della sua decadenza. Nel testo, in possesso dell’ANSA, si chiedono le dimissioni dei senatori che hanno già espresso una posizione e, in subordine, la sospensione del giudizio e la ricusazione. «Nessuna utilità vi potrebbe essere nel partecipare a un giudizio del quale si sia già previamente conosciuta la sua conclusione. La presenza delle parti, dell’interessato o di un avvocato non sarebbe che una mera sceneggiata in un copione già ampiamente scritto». Così Silvio Berlusconi, nel chiedere la ricusazione della giunta.

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24 Set 2013

TELECOM ITALIA DIVENTA SPAGNOLA

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Telecom è ormai vicina a passare in mano spagnola. I negoziati tra Telefonica e i soci italiani di Telco sono alla stretta finale e già domani mattina potrebbe arrivare l’annuncio ufficiale che lascerà di fatto l’Italia priva anche dell’ultimo baluardo tricolore nel mondo delle telecomunicazioni.

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21 Set 2013

Quando nasco, sono nero. Tu, quando nasci sei rosa,

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Quando nasco, sono nero,
quando cresco, sono nero,
quando ho caldo, sono nero,
quando ho freddo, sono nero,
quando ho paura, sono nero,
quando sono malato, sono nero,
quando muoio, sono nero.
Tu, quando nasci sei rosa,
quando cresci sei bianco,
quando hai caldo sei rosso,
quando hai freddo sei viola,
quando hai paura sei giallo,
quando sei malato sei verde,
quando muori sei grigio.
Allora, perché continui a chiamare me uomo di colore?

 

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20 Set 2013

Donna uccisa a Rimini: accoltellata al cuore

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Domani in quale città ammazzeranno un altra DONNA???

 

Una donna di 33 anni, cameriera in un hotel di Rivabella di Rimini, è stata trovata morta con un coltello piantato nel cuore.

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20 Set 2013

SPARATORIA A CHICAGO,IL VECCHIO WEST E’TORATO!!

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Torna l’incubo delle sparatorie negli Stati Uniti. Questa volta tocca a Chicago: nella città dell’Illinois almeno 18 persone sono state ferite da colpi di arma da fuoco.
Il conteggio dei feriti appare decisamente provvisorio: secondo la CNN sono dodici, mentre il Chicago Tribune sono almeno diciotto. È accaduto alle 22.30 ora locale (ore 5.30 in Italia), presso il Cornell Square Park. Tra i feriti ci sarebbe anche un bambino di tre anni. Un uomo di 36 anni è stato ferito gravemente ed è morto una volta giunto in ospedale. Secondo quanto riportato dal Chicago Tribune, che sul suo sito pubblica le prime foto dei feriti soccorsi, 12 persone sono state colpite da colpi di armi da fuoco in un parco nella zona sud di Chicago. Quattro di loro, tra cui un bambino di tre anni, si trovano in condizioni gravi. Sul posto ci sono al momento una sessantina di poliziotti. Proprio ieri erano state pubblicate le statistiche dell’Fbi secondo le quali Chicago è diventata nel 2012 la città con più omicidi d’America, in cifra assoluta, battendo per la prima volta New York che ha tre volte abitanti di più. Nella città l’anno scorso ci sono stati 500 morti ammazzati, in aumento rispetto ai 431 del 2011.

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20 Set 2013

DON ANDREA GALLO

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18 Set 2013

SILVIA, UCCISA A UDINE,Donna uccisa a Rimini

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Domani in quale città ammazzeranno un altra DONNA?

 

 

 

 

Una donna di 33 anni, cameriera in un hotel di Rivabella di Rimini, è stata trovata morta con un coltello piantato nel cuore.

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16 Set 2013

SLALOM ???

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Non c’è niente da fare gli italiani sono fantasiosi

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