Archive for Maggio 2012

31 Mag 2012

Sisma Emilia, commissione di 5 euro sulla beneficenza.L’ABI “Un errore “

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Il terremoto, disgrazia nella disgrazia, la retorica buonista che incita alla solidarietà può risultare indigesta a tanti, soprattutto se ai cittadini risparmiati dal cataclisma si chiede di essere partecipi del dolore altrui mettendo mano al portafogli. Eppure in tanti, in questi giorni, in silenzio e senza tante smancerie stanno offrendo i propri risparmi per la ricostruzione dell’Emilia, duramente provata dal sisma nel suo tessuto sociale ed economico. Chi si sta recando in banca per effettuare un bonifico mai penserebbe che offrire il proprio denaro possa avere un costo. E invece in tanti stanno scoprendo che quel bonifico costa 5 euro, la commissione trattenuta dalla banca per effettuare il versamento.L’esperienza di un cittadino che voleva essere generoso – Il Giornale racconta oggi la vicenda del dottor Francesco Baldisserotto che si è recato presso una banca a versare la sua donazione per il terremoto dell’Emilia sul conto Mediafriends- Intesa San Paolo, ma alla fine ha desistito perché si è sentito preso in giro. Dopo questa segnalazione il quotidiano ha approfondito l’argomento telefonando a diversi direttori di filiale che hanno confermato i cinque euro di commissione bancarie sui bonifici destinati alla solidarietà per il terremoto. “Le banche – rileva Il Giornale – specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico. In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà.”Basterebbe una disposizione dell’Abi – I direttori interpellati si sono giustificati affermando che “ci vorrebbe una disposizione ufficiale dell’Abi, una normativa ben precisa per uniformare il comportamento di tutte le banche in questo tipo di situazioni: commissione zero o infinitesimali per donazioni di qualsiasi importo”.Mussari: la commissione sulle donazioni è stato un errore – E alla fine l’Abi si pronuncia per bocca del suo presidente Giuseppe Mussari, il quale dichiara che i cinque euro di commissione chiesti dalle banche su alcuni bonifici nelle donazioni a favore dei terremotati dell’Emilia Romagna, “sono dovuti ad un errore del sistema informatico che verrà risolto, spero già domani”. Per Mussari “non c’è assolutamente la volontà delle banche di guadagnare” dalle donazioni. “L’Abi inviterà le banche a non far pagare nulla” ha concluso.La Rete si ribella – Intanto sui social network la notizia delle commissioni da 5 euro si è diffusa con la velocità tipica del Web e gli utenti cercano di correre ai ripari segnalando le banche che trattengono una commissione di soli 0.50 euro. In genere la somma trattenuta è minima nei casi in cui la banca beneficiaria e quella del correntista donatore coincidono. Anche i bonifici eseguiti on line godono di un costo inferiore e in alcuni casi possono essere addirittura gratuiti.Imprenditore emiliano: la banca ci ha dimezzato il credito – Ma a questo si aggiunge il caso di un imprenditore della zona terremotata al quale è stato tagliato il credito subito dopo il sisma e senza ragione. “La linea di credito è stata dimezzata perché, all’improvviso, ne avevamo più bisogno”. L’imprenditore Roberto Fabbri, amministratore delegato della Abk Industrie Ceramiche di Finale Emilia (Modena), in un’intervista al Sole 24 Ore racconta della telefonata con cui una banca di cui non rivela il nome, all’indomani del secondo sisma, gli ha comunicato il dimezzamento del finanziamento proprio a causa del terremoto. “Stavamo aspettando l’autorizzazione di una banca per un finanziamento da 1,5 milioni di euro, per metà garantito dalla Sace”, spiega l’imprenditore. “Era tutto a posto, non c’era motivo per temere nulla. E invece mi hanno comunicato che sarebbe stato dimezzato: al posto dei 750 milioni, la banca ne sborserà 375. So bene che sto parlando di milioni – precisa – però mi è parsa un’elemosina”.31 maggio 2012

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29 Mag 2012

TERREMOTO AL NORD: 10 MORTI. “FORTE REPLICA ALLE 12.56″

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Una scossa forse peggiore delle più gravi che l’hanno preceduta è stata avvertita in tutta l’Emilia-Romagna alle 12.56. È stata forte ed è durata una trentina di secondi. Segnalati crolli ovunque. Il sisma è stato avvertito anche a Milano con la gente che si è riversata in strada.MATTINA DI PAURA. Nuova fortissima scossa di terremoto di magnitudo 5.8 stamani alle 9 in Emilia Romagna, con epicentro in provincia di Modena. Sono almeno otto le vittime accertate finora e tanti i crolli di edifici già danneggiati dal sisma del 20 maggio. I comuni prossimi all’epicentro sono Medolla, Mirandola e Cavezzo. All’origine della nuova scossa potrebbe essere la rottura di una nuova faglia. Sono undici le vittime accertate del sisma nel Modenese: tre a San Felice, nel crollo della azienda Meta, 2 a Mirandola, 1 a Concordia, 1 a Finale. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, anche se non è chiaro se sia rimasto vittima di un crollo o di un malore. La nona vittima è una donna deceduta a Cavezzo, mentre la decima è un parroco deceduto I NUMERI DI EMERGENZA Numeri di emergenza per il terremoto: Ferrara: 0532771546, Modena: 059200200, Mirandola: 0535611039, San Felice: 800210644, Cento: 3332602730.PARLA MARIO MONTI «Dico chiaramente che questa nuova scossa che infligge ferite all’Emilia Romagna non coglie le Istituzioni impreparate». Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti. «Al momento del sisma il presidente della Regione Emilia Romagna ed il prefetto Gabrielli – ha spiegato – erano con me a Palazzo Chigi per una riunione operativa sulla gestione post terremoto. Ora ovviamente ci impegniamo a fare fronte alle conseguenze del nuovo sisma», ha concluso Monti.Ore 12.56. Nuovia fortissima scossa. Una scossa forse peggiore delle più gravi che l’hanno preceduta è stata avvertita in tutta l’Emilia-Romagna alle 12.56. È stata forte ed è durata una trentina di secondi.Ore 12.47 Sette feriti nel mantovano. Si aggrava di ora in ora il bilancio dei danni della scossa del terremoto di questa mattina nel mantovano. I feriti, che hanno fatto ricorso alle cure negli ospedali sono 7 ma nessuno, a quanto si è appreso, sarebbe in condizioni gravi. In vari comuni della Bassa si registrano crolli. A Schivenoglia è crollata la chiesa già danneggiata dalla scossa del 20 maggio e tutta la piazza del paese è stata transennata. Anche a Quistello e Moglia si registrano danni alle chiese. A Sermide crolli alla torre civica. Un cavalcavia sulla A22 tra Moglia e Gonzaga risulta chiuso al traffico per le verifiche sul ponte. Crolli si registrano un pò ovunque nelle campagne, con le case rurali che hanno subito gravi danni. Anche a Mantova gravi danni alla staticità per la basilica Palatina di Santa Barbara. Domani intanto, per precauzione, le scuole saranno chiuse a Ostiglia, Sermide e Felonica mentre si sta valutando la possibilità di chiuderle anche a Mantova.Ore 12.26 Disponibili 70 letti d’emergenza a Bologna Il Comune di Bologna ha messo a disposizione della Protezione civile regionale tre aree per la gestione dell’emergenza terremoto: Parco nord, area mercato della Scarpa (via Saliceto, nei pressi dello svincolo della A13) ed eventualmente il parcheggio della Fiera. In più a disposizione circa 70 posti letto in appartamento. Le aree possono essere usate «sempre e solo nel caso di richiesta da parte della Protezione civile regionale – si legge in una nota del Comune – anche per ospitare gli sfollati provenienti dai territori maggiormente colpiti dal sisma». Anche i posti letto sono «nella disponibilità della Protezione civile che darà tutte le indicazioni in merito alla gestione dell’emergenza».Ore 12.19 Ok le autostrade Nessuna conseguenza per la circolazione sulla rete autostradale dopo l’ultima scossa di terremoto. Lo rende noto Autostrade per l’Italia aggiungendo che immediatamente dopo la scossa tellurica sono state attivate le procedure di verifica dell’ infrastruttura e sono stati stabiliti costanti contatti con la Protezione Civile. La prima visita ispettiva è stata completata e – si informa – non si sono registrati problemi, in particolare sull’A13 Bologna-Padova e sull’A1 Milano-Napoli nel tratto tra Modena e Bologna. Durante la giornata proseguiranno le verifiche tecniche di dettaglio.Ore 12.11 Estratta viva una persona È stato estratto vivo uno dei due operai dispersi nella ditta Bbg di Mirandola. Lo riferisce l’emittente ‘Telemodenà. Continuano le ricerche dell’altra persona.Ore 12.09 Morto un sacerdote Le vittime diventano dieci. La decima sarebbe un parroco di Rovereto.Ore 12.05 Dispersi a San Giacomo Roncole Due persone sono disperse sotto le macerie di un palazzo a San Giacomo Roncole. Sono entrati in azione i cani per cercare di rintracciare i due individui.Ore 11.48 Morti diventano nove Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti. Le vittime del sisma sono così salite a 9. A Cavezzo, spiega al telefono il comandante della Polizia Municipale, Egidio Michelini, «la situazione è molto grave. Ci sono feriti, vittime, non non saprei dire con precisione. Al momento – racconta – stiamo facendo il giro delle verifiche nelle diverse frazioni, dove ci sono gli edifici più vecchi».Ore 11.39 Gravi danni nel mantovano Ci sono danni molto gravi, ma non ci sarebbero persone coinvolte, in tutto il basso mantovano, a causa della forte scossa di terremoto: lo ha detto il prefetto di Mantova Mario Rosario Ruffo. La situazione più critica è nei Comuni già colpiti dalla prima scossa del 20 maggio scorso, e cioè a Moglia, San Giacomo delle Segnate, Gonzaga, Quistello e Quingentole. Qui si sono verificati alcuni crolli. I vigili del fuoco di Mantova sono all’opera con otto squadre e si attendono rinforzi dalla province di Como e Pavia. Al momento non vengono segnalati feriti. In città a Mantova sono segnalati danni ad alcune chiese. Nella Latteria sociale di Porto Mantovano sono crollate le scalere, le scaffalature, con 80 mila forme di Grana Padano, gli operai fortunatamente sono riusciti a mettersi in salvo.Ore 11.31 Vittime salgono a otto Sono 8 le vittime accertate del sisma nel Modenese. Tre a San Felice, nel crollo della azienda Meta, 2 a Mirandola, 1 a Concordia, 1 a Finale. Morto anche il parroco di Rovereto di Novi, anche se non è chiaro se sia rimasto vittima di un crollo o di un malore. A dirlo il com. provinciale dei carabinieri, Salvatore Iannizzotto.Ore 11.24 Trema l’albergo degli Azzurri Gente in strada a Parma, e paura. Il sisma che colpito questa mattina l’Emilia è stato avvertito in tutta la città, anche nell’albergo dove alloggia la nazionale azzurra che questa sera giocherà al Tardini l’amichevole con il Lussemburgo. Quando la terra ha tremato, i giocatori erano già scesi nelle loro stanze per fare colazione mentre Prandelli si apprestava all’intervista esclusiva con la Rai. «Questi sono momenti che ti fanno riflettere, e pensi che ci sono cose ben peggiori…», ha detto il commissario tecnico dell’Italia che ieri aveva affrontato la dura giornata dello scandalo scommesse. All’interno dell’albergo, distante circa un chilometro dal Tardini, non è stato lanciato alcun allarme particolare perchè l’edificio ha solo due piani. Ma anche così tutti gli azzurri hanno nettamente avvertito la scossa da Balotelli, che telefonava passeggiando di fronte all’ingresso, ai suoi compagni all’interno del ristorante. Di fronte all’hotel, gente in strada che usciva da palazzi più alti. Intorno alle dieci è stata avvertita anche un’altra scossa.Ore 11.22 Cinque vittime, forse una sesta Oltre ai tre morti di San Felice e agli altri due deceduti a Mirandola, ci sarebbe anche una sesta persona rimasta uccisa a Roveredo, anche se sembra si sia trattato di un malore, forse dovuto allo spavento per il sismaOre 11.19 Le vittime a San Felice Arrivano le prime notizie sulle generalità delle tre vittime di San Felice Panaro Secondo le prime informazioni sarebbero un italiano, un marocchino e un pachistano.Ore 11.17 Opeari feriti nel piacentino Due operai di un caseificio sono rimasti feriti, uno in modo gravissimo, a Castelvetro piacentino, nel deposito di stagionatura formaggi ‘Aimì, per la caduta di un ingente quantitativo di forme di grana padano dagli scaffali. Riccardo Poli, cremonese, 20 anni, residente a Castelvetro, ha subito lo schiacciamento del torace ed è stato trasportato all’ospedale civile di Cremona in prognosi riservata. Laurentin Danut Popa, romeno, 44 anni, ha subito un trauma al piede giudicato guaribile in 30 giorni.Ore 11.16 Quattro scosse in 80 minuti Nell’arco di 80 minuti sono avvenute nel modenese quattro forti scosse di terremoto di magnitudo superiore a 4, l’ultima delle quali, di magnitudo 4,7, è stata registrata alle 10,27. Questa la sequenza resa nota dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv): dopo la prima scossa di magnitudo 5,8 registrata alle 9,00, alle 9.07 è avvenuta una scossa di magnitudo 4.0; due minuti più tardi, alle 9,09 è stata registrata una scossa di magnitudo 4,1; alle 10,25 un’altra di magnitudo 4,5 e alle 10,27 la replica maggiore, di magnitudo 4,7. Nello stesso arco di tempo sono state registrate anche numerose scosse di magnitudo compresa fra 3 e 4 e molte altre di magnitudo inferiore a 3.Ore 11.07 Cavezzo distrutto per il 75% Sono pesantissimi, secondo le prime notizie, le conseguenze del sisma a Cavezzo, comune in provincia di Modena a pochi chilometri da Medolla. Secondo Twitter «tre quarti del paese è crollato» e crolli ci sono stati anche nella zona industriale. Segnalazioni analoghe arrivano da tutto l’hinterland modenese, in particolare da Mirandola. Anche a Cento, nel ferrarese, il sisma ha danneggiato il teatro. Il centro di Cavezzo è stato chiuso pochi minuti dopo il sisma delle 9. I danni sono ingenti: sono crollati molti edifici storici e il tetto della chiesa, già danneggiata dal terremoto della scorsa settimana. Per ora non si hanno notizie di vittime, ma i controlli sono ancora in corso.Ore 11.05 Anche un disperso in Emilia Sono due le persone morte sotto le macerie della ditta Meta di via Perossaro a San Felice sul Panaro. Ci sarebbe anche un disperso e ci sono due feriti non gravi.Ore 10.59 Crolli a Mantova Nuove lesioni e crolli in alcune chiese del Mantovano sono fra i primi danni riscontrati dalla protezione civile lombarda dopo il sisma che ha fatto nuovamente tremare la terra stamattina. A San Benedetto Po è crollato il campanile della chiesa, è crollato in parte a San Giovanni del Dosso e anche a Poggio Rusco. A Moglia è crollata una parte alta della chiesa e si registrano lesioni anche a quella di San Giovanni Segnate.Ore 10.57 Ancora scosse Alla scossa di magnitudo 5.0 verificatasi questa mattina alle ore 9 ,sono seguite già alcune repliche: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1).Ore 10.49 Altre due vittime Due vittime ulteriori sarebbero state accertate nei comuni di Concordia e Nonantola, mentre secondo quanto scrivono alcuni utenti su Twitter, sarebbe crollata una scuola a OstigliaOre 10.46 Crolli a Medolla Crolli di edifici e di capannoni sono segnalati a Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro, già pesantemente colpite dal sisma del 20 maggio, e si dice che una persona, non si sa se un anziano o un operaio, sia morto sotto le macerie di un edificio in via Perossaro a San Felice. A Mirandola è crollata la facciata del Duomo e i vigili del fuoco stanno facendo un sopralluogo nella ditta di abbigliamento Gymnasium, alla ricerca di eventuali persone. Stessa situazione alla biomedicale Gambro a Medolla.Ore 10.44 Cade una statua a Venezia A Venezia la scossa di terremoto ha provocato la caduta di una statua che ha sfiorato una donna ai Giardini Papadopoli, vicino a Piazzale Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i vigili urbani. Nessuno si è fatto male, assicurano i pompieri.Ore 10.35 Tre vittime nel modenese Sale il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito stamattina il nord Italia. Sarebbero tre le persone morte nel modenese, si tratterebbe di operai rimasti schiacciati dal crollo di un capannone.Ore 10.31 Studenti in strada in Trentino In numerose scuole del Trentino, dopo la scossa di terremoto di questa mattina, gli studenti sono stati fatti uscire nei cortili. In strada anche molti cittadini e impiegati degli uffici. La Protezione civile di Trento invita la popolazione, i dirigenti scolastici e quanti hanno la responsabilità delle strutture ed edifici luogo di lavoro di effettuare una prima ricognizione visiva per accertare la presenza di eventuali danni, fessurazioni o crepe, in particolare negli edifici più vecchi, segnalando tale circostanza alla centrale di emergenza ’115′, disponendo però il rientro negli edifici stessi qualora non via sia alcun danno. La Protezione civile rinnova l’invito a non intasare il ’115′ di chiamate per avere soltanto informazioni.Ore 10.20 Evacuazioni a Milano Numerosi palazzi del centro di Milano, compresa la sede della Regione Lombardia, il cosiddetto Pirellone, sono stati fatti evacuare per ragioni di sicurezza poco dopo la scossa. Gran parte della gente comunque sta già rientrando negli uffici e nelle abitazioni.Ore 10.17 Crolli e danni in Emilia La nuova scossa di terremoto, che ha avuto magnitudo 5.8, ha provocato crolli di edifici già danneggiati e danni a strutture che erano state risparmiate dal sisma del 20 maggio. Lo si apprende da operatori impegnati nei soccorsi nelle aree colpite dal terremoto.Ore 10.08 Una vittima nel modenese A San Felice in via Perossaro un morto e un ferito per il crollo di un trave. I ponti telefonici hanno subito un black out: cellulari fuori uso in città.Ore 10.00 Operai in trappola a Mirandola A Mirandola è crollato un capannone in via Di Mezzo: quattro operai sono rimasti sotto le macerie e i vigili del fuoco stanno cercando di trarli in salvo.Ore 9.50 Scosse anche al sud Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 è stata registrata a 00:51 al confine tra Calabria e Basilicata, tra le province di Cosenza e Potenza. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 3,2 km di profondità ed epicentro in prossimità del comune cosentino di Morano Calabro e di quelli potentini di Rotonda e Viggianello. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano danni a persone o cose. Si tratta della settima scossa nella zona negli ultimi due giorni, la prima e più forte delle quali di magnitudo 4.3 alle 3:06 di ieri.Ore 9.35 Evacuate alcune scuole a Bologna A Bologna, dopo la forte scossa di terremoto delle 9 di questa mattina, sono andati fuori uso i collegamenti telefonici cellulari. A causa della scossa che si è sentita nettamente in tutta la città e anche a San Lazzaro di Savena alcune scuole sono state temporaneamente evacuate. Gli studenti sono stati fatti uscire dalle aule dagli insegnanti in via precauzionale.Ore 9.00 Epicentro a 5-10 km Secondo gli esperti della sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa «fa parte della sequenza in atto». La scossa, il cui epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena), è stata abbastanza superficiale, avvenuta ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri.

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26 Mag 2012

Emirati, basta abiti succinti e baci in pubblico.La campagna su Twitter di due residenti: «Occidentali, rispettate la cultura locale»

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 «Per favore, copritevi!». E’ bastata una stringa di testo su Twitter per innescare l’incendio. E forse era proprio la pioggia di polemiche quello che cercavano Hanan Al Rayes e Asma Al Muhairi – due donne che vivono negli Emirati – nel momento in cui hanno lanciato la campagna contro l’abbigliamento «irrispettoso» degli Occidentali nei paesi arabi. L’hashtag #UAEDressCode è decollato in poche ore, dando voce a personaggi pubblici e commentatori di spicco. Interventi al vetriolo e plausi d’incoraggiamento, equamente distribuiti, continuano ad animare, da più di una settimana, la pagina di commenti: «Bisogna rispettare cultura e sensibilità locali», dicono i favorevoli. «È ridicolo, come lo è proibire alle donne di indossare il velo integrale nelle strade di Francia», sentenziano i detrattori.

ISLAM – La miccia è parEmirati, basta tita da Dubai, forse il Paese più liberale del Golfo. Tutto nasce sulle spiagge bianche e nei mega centri commerciali dove turiste ed expat cercano refrigerio alle alte temperature, sfoggiando bikini, sarong, minigonne, pantaloncini succinti. Incuranti degli avvisi che prescrivono quanti centimetri di pelle sia opportuno lasciare in mostra. «Incoraggiano sguardi lascivi. E’ una vergogna, soprattutto per le famiglie con bambini», ha dichiarato a un giornale l’ideatrice della campagna, Asma, professionista del marketing. Che invita i turisti a «rispettare la cultura del Paese», ovvero degli Emirati Arabi, evitando di vestirsi in modo «ripugnante». Asma e Hanan hanno detto di voler porre l’attenzione su ciò che i residenti considerano abbigliamento e comportamenti «appropriati», puntando così il dito contro abiti troppo succinti o effusioni in pubblico, considerati inaccettabili per la cultura islamica e conservatrice.

DIFFERENZE – A dar loro manforte, un’amica, Laila, che lavora in un ufficio governativo: «Ci rendiamo conto delle differenze di cultura e religione e le rispettiamo», ha detto «ma regole di abbigliamento esistono in tutto il mondo e vanno seguite. Gli Emirati hanno una cultura conservatrice, chi viene da fuori deve tenerne conto. Una donna non può entrare in uno shopping mall con abiti trasparenti o in minigonna». «Io – prosegue – lavoro in un ufficio governativo dove le donne non possono accedere se vestite in modo indecente».

RISPETTO – L’ambasciatore britannico negli Emirati, Dominic Jerbey, ha invitato a un maggior rispetto turisti e lavoratori in trasferta. Sulla rivista del ministero degli Interni ha scritto: «Lavoriamo a stretto contatto con tour operator, scuole locali, linee aeree, per sostenere la campagna “Know before you go”, per informare su cosa è appropriato e cosa no, quando ci si reca in un paese arabo. Per non sentirsi in imbarazzo e ancor più per non mettere in imbarazzo la popolazione locale».

INDAGINE SUL CAMPO – Emirates 24/7 ha fatto una sorta di sondaggio sul campo, andando a vedere nei luoghi «incriminati» – il Marina Mall ad Abu Dhabi e il Dubai Mall – che cosa indossa la gente che entra nei centri commerciali. E ne ha registrato le opinioni. Che cosa è «sconveniente»? «Tutto ciò che mostra parti private del corpo», ha risposto una dipendente, filippina. «Ciò che si indossa per attirare attenzione», ha detto una turista del Bahrein. «Quello che svaluta o umilia una donna», è il commento di un’inglese, che risiede a Dubai.

SANZIONI – C’è chi chiede sanzioni. Le stesse applicate in Francia con la legge antiburqa. I commessi riportano critiche e lamentele dei clienti. Ma due teenager locali candidamente ammettono: «A noi non fa nessun effetto. E’ quello che indossano le ragazze di tutto il mondo. Sarebbe sbagliato inasprire ancor di più regole già severe».

VALORI SOCIALI – Secondo la psicologa Nadia Bouhanad, la campagna lanciata su Twitter mostra «la paura degli emiratini di poter perdere i loro valori sociali». La maggioranza delle donne, negli Emirati, indossano il velo integrale e nero, mentre la maggior parte degli uomini indossa il tradizionale mantello bianco, il «thawb». Ma si tratta anche di una minoranza nel loro stesso Paese. In base alle ultime stime del governo, solo l’11 per cento degli 8,2 milioni di abitanti sono «emiratini». La maggioranza della popolazione viene da fuori.

Antonella De Gregorio  www.corriere.it

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19 Mag 2012

MELISSA, MORTA A 16 ANNI A BRINDISI:”I GENITORI VIVEVANO PER LEI”

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BRINDISI – Era figlia unica Melissa Bassi, di Mesagne (Brindisi), la studentessa sedicenne morta nell’ attentato dinamitardo compiuto stamani davanti alla scuola ‘Morvillo Falconè in viale Aldo Moro, a Brindisi. Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. «Era figlia unica – racconta il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori – e ovviamente era una ragazza molto amata e coccolata, era la gioia di questi genitori che vivevano per lei». «Il papà e la mamma della ragazza sono tornati a Mesagne dopo essere stati nell’obitorio dell’ospedale di Brindisi e ora – racconta il sindaco – sono nella loro casa, distrutti dal dolore. Quando li ho incontrati non sono riuscito purtroppo a trovare parole di conforto».

LA RABBIA SU FACEBOOK Morire a 16 anni fuori scuola, il tragico finale di Melissa Bassi, la ragazzina coinvolta nell’esplosione dell’ordigno appena al di fuori dell’Istituto preofessionale “Morvillo Falcone”.
Dalle foto e dai messaggi che scambiava su Facebook emerge il ritratto di una ragazza solare, con tante amiche. Melissa studiava moda nell’istituto di Brindisi, dove arrivava ogni mattina da Mesagne, a pochi chilometri dal capoluogo.
Ora proprio su Facebook si susseguono i messaggi sbigottiti degli amici, che non riescono ancora a credere a come si possa morire a 16 anni, andando a scuola di sabato mattina. Tanti chiedono, su Facebook, la «pena di morte per questi animali». Intanto su Twitter molti utenti stanno protestando per «il saccheggio delle foto» cominciato «a pochi minuti dall’attentato». Sono due le immagini che gli utenti di Facebook stanno condividendo per piangere la morte della ragazza: una sua foto in classe, sorridente nel suo banco, e uno scatto all’aperto, l’ultimo visibile nel suo profilo. Nelle condivisioni il commiato, e i pensieri di affetto per la sua famiglia, lasciano spazio allo sdegno: «Vergognatevi, vi auguro che i vostri figli, se mai ne avrete, facciano la stessa fine», è uno dei commenti più duri indirizzati alle «bestie» che hanno ucciso «questa piccola stella», mentre alcuni post fanno riferimento a «trame oscure» e a una nuova «escalation di mafia».

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15 Mag 2012

Dal boia per uno scambio di persona Il caso che riapre la polemica sulla pena di morte

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Francesco Tortora   www.corriere.it

Giustiziato per un crimine commesso dal suo sosia omonimo. Che la pena di morte fosse uno strumento fallibile l’aveva raccontato con grande pathos nove anni fa il regista Alan Parker nel film “The life of David Gale” interpretato da un superbo Kevin Spacey. Adesso, grazie al lavoro del professore di diritto James Liebman, coadiuvato da un folto team di studenti della Columbia University di New York, vi sono le prove concrete che dimostrano come in passato una persona sia stata giustiziata per un delitto portato a termine da un’altra persona. La vittima del tragico errore giudiziario si chiamava Carlos De Luna, era un americano di origine ispanica e fu arrestato dalla polizia per aver ucciso il 4 febbraio del 1983 Wanda Lopez, un’impiegata della stazione di servizio Sigmor Shamrock nella cittadina americana di Corpus Christi, in Texas. Il docente, che ha lavorato sul caso per cinque anni e che ha pubblicato recentemente un lungo dossier intitolato «I sosia Carlos: anatomia di un errore giudiziario», è riuscito a dimostrare come quel delitto fu commesso da Carlos Hernandez, un vecchio amico di De Luna che non solo aveva il suo stesso nome, ma assomigliava tantissimo al ragazzo giustiziato nel 1989.

IL DELITTO – Durante il processo, De Luna, che aveva appena 20 anni all’epoca dell’arresto, avrebbe raccontato la verità, ma non sarebbe stato creduto dalla Corte. Il giovane avrebbe dichiarato di aver incontrato Hernandez in un bar e di essersi fermato a parlare con lui. Più tardi avrebbe visto il suo amico litigare animatamente con una donna nella stazione di servizio e per non ritrovarsi nei guai sarebbe scappato via (De Luna era in libertà condizionata). Dopo 40 minuti la polizia lo avrebbe arrestato e in seguito sarebbe stato condannato a morte sulla base del racconto di un testimone oculare che avrebbero visto un ispanico sul luogo del delitto, nonostante «tutti gli altri indizi dimostrassero la sua innocenza». Il lavoro del docente della Columbia University afferma che le indagini furono compiute in un modo «troppo spedito e superficialmente», identifica «numerosi errori, indizi perduti, occasioni mancate che hanno portato all’accusa contro De Luna».LA CONDANNA – Hernandez che era già stato in carcere per diversi reati e più tardi sarebbe stato condannato a 10 anni di galera per aver tentato di uccidere un’altra donna, fu definito dal giudice che seguì il processo contro De Luna «un fantasma frutto dell’immaginazione dell’imputato». Questa teoria fu supportata anche dall’avvocato d’ufficio che difese l”allora ventenne: il legale dichiarò che Carlos Hernandez «probabilmente non era mai esistito». Nel 1986, un giornale locale ritornò sulla vicenda pubblicando la foto di Carlos Hernandez definendolo “il vero omicida di Walda Lopez”, ma non servì a nulla: De Luna fu giustiziato con un’iniezione letale tre anni dopo: «Se un nuovo processo fosse condotto oggi, la giuria dovrebbe assolvere De Luna», ha dichiarato Richard Dieter, direttore del Death Penalty Information Center, organizzazione no profit fondata nel 1990 – Fino ad oggi non avevamo ancora un caso così eclatante in cui una persona innocente era stata condannata a morte. Ma grazie a questo studio ci siamo arrivati». «Nonostante tutto sia andato storto in questo processo, l’imputato poteva essere salvato», rileva l’autore del lavoro che alla fine dell’opera denuncia: «Disgraziatamente le stesse crepe che hanno portato alla condanna per errore di De Luna continuano oggi a mandare a morte persone innocenti».

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12 Mag 2012

L CANE FA PIPÍ DAVANTI AL BAR, PADRONE DI 16 ANNI ACCOLTELLATO DA UN ANZIANO

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Accoltellare un ragazzo perchè il suo cane faceva i bisognini davanti al bar. É accaduto a Vallecrosia, in provincia di Imperia, dove un uomo di 66 anni si è scagliato contro il padrone del cane, un ragazzo di 16 anni, con il quale sembra ci fossero vecchi dissapori.
Inizialmente le ferite riportate dal giovane non sembravano tanto gravi e l’uomo era stato semplicemente segnalato alle autorità, ma la situazione è cambiata quando nella notte le condizioni si sono aggravate e le lesioni al polmone sono diventate preoccupanti. L’aggressore, adesso è accusato di tentato omicidio e si trova in carcere. L’uomo sembra anche abbia rischiato il linciaggio da parte dei presenti e ha ricevuto un morso da parte del cane del ragazzo, ma la prognosi è solo di pochi giorni.

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05 Mag 2012

«Siamo scippatori baresi il vademecum è una c……L’opuscolo? Un autogol»

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di ALBERTO SELVAGGI

Aué, buongiorno a tutti, baresi, pugliesi, basilicati, l’ politc’, amministratòuri e soprattutto turisti belli. Mè? Siamo qua riuniti nelle ‘ndrame (viscere) di Bari Vecchio a scrivervi questa lettera con la Montblanc arrubbata tanne (all’epoca) allo storico Jaques Le Goff. Com’è ‘u fatt? Qual è la novità? Si teme un ritorno di Scippolandia, il questore Pinzello – «prrr!» (pernacchia) – deve fare una riunione interforze dopo gli ultimi episodi di collanine e borsette sparisciute. Così u Municipi’ colla Questura (che cos’è?) e il Corpo consolare di Puglia, Basilicata e Molise (chi è? che ce ne freca a loro?) hanno fatto i depliànt per i turisti contro a noi, gli scippatori. Cioè spiegano come difendersi quando ci frechiamo le rrobbe. Hahahahaha (risata)! Hahahahahahaha! Moh! Bbboooòh (moh enfatizzato)! E che ce ne dobbiamo fare? ooouph… burp (eruttazione peronesca)! fiuuùu (sfiatata alcolica fetosa)!
Dice che distribuiranno questi brosciure un poco di qua e un poco di là, a kidd sort’ d’ ttrèmone (a quegli ingenuotti) dell’ forestìr’ (turisti). Ma, inzomm’, si può essere kiù babbion’ (tonti)?
Tanto per incominciare, questa, secondo noi è tutta una manovra di cudd scornacchiat di Mario Mond’ (Monti), u presidente della Repubblica o l’ mortacc’ ka iè. Secondo noi è tutta una manovra politica per pigliare le tasse alle povere persone come a noi topini (imberbi ladruncoli) di Bari: tanti si sono uccisi per questo. Ma a parte la politica, sopra alla quale abbiamo fatto dibattito vicino alla Cattedrale, è delle cose concrete che vogliamo parlare: soprattutto a kidd’ mammalùcc’ (quei fessi) che hanno fatto ‘sti volantini.
Sopra alla copertina del vademecum stanno du’ fèss’ (due beoti) azzis’ alla panghin du Lungomar (su una panchina del Lungomare). E dietro a essi un lampione e nu cretinett’ in divisa che fa pure il saluto militare. Mah, mi pare kiù (più) intelligente u lampione di cudd ‘mbriache (rintronato). Sotto sta scritto: «Consigli per la tua sicurezza». Nah!
Où, dentro stanno un sacco di numeri di telefono, commissariato di qua e di là, la madàm’ (polizia). Ma se pure chiami ti dicono: «sim quattr’ gatt’ spelacchiat’, non teniamo nemmaco la benzina per la pattuglia, ci stanno 16 aggressioni e un omicidio e secondo te dobbiamo pensare al tuo Rolèx scippato? Mavaffamoccalmuertdmamt!».
Ma la cosa più peggiore sono le cose che stanno scritte, in cinque lingue! Aaaaaooaaah (immensa eruttazione)! «Mantener siempre los documentos y los objetos de valor bajo control». E ci volevate voi a dirci ai crocieristi: «Tenete documenti e valori sotto controllo»? Poi noi frechiamo tutto lo stesso. Meni il taratuzzo (testata con rincorsa), la stampata (calcio), lo sputo, e sta a pposto. E poi, scusa, fate i poliglotta, e il francese ve lo siete scordato sopra alla brogiures? Siete stati offensivi, inoltretutto. Piglia e leggi: «Los ladrones…». E questo sarebbe un Comune progressista? E il politicamente corretto dove sta? Ladrones a chi?! Noi topèin’ (topini) scippator’ siamo ragazzini costretti dalla società a arrubbare le cose agli altri e a spaccarci le Peroni in testa. Sim’ (siamo) emarginat’, sim’ sfortunat’, altro che ladrones: màmete!
E le figurine che hanno messo dentro al depliant? Nella prima vignetta si vede uno coi soldi fuori alla tasca e nu scem’ che ce li freca. Ma noi siamo smutandato con la lametta pure quelli che se li mettono nelle brache. Tr’mon’ tr’mon’ tr’mon (signorile intercalare). Poi si vede ‘na zucculon’ (zoccola, cioè donna) colla borzetta in mano, e sotto l’altra vignetta che consiglia di mettersela a tracolla. Ma con lo scooter la auandiamo (afferriamo) lo stesso e la trasciniamo. Se poi la femmina non si stacca, scendi: bu-bum, bum, bu-bum! e la sfazzani (la fai a polpette). Se è vecchia ci meni la stampata nella dentiera e vai… Fiuùùù (altro abominio ventoso birresco). Poi si vede un altro turista con l’orologgio e uno che lo segue col giornale sopra agli occhi. E ci jjè, 007? Alla fine sta un forestiero che si chiude nella macchina. Mè? Ci crepi il vetro, meni la mano dentro e vvai. Oppure se scappa lo segui e come posteggia ci fai la cacatura (defecazione) sopra alla maniglia, vendetta che consigliamo a tutti i colleghi topini scippatori. Poi se proprio stai nella puppù, dice la brochurs, chiami al 113. Eh, così arriv’ pescrà (dopodomani).
Comunque vi comunichiamo, caro Comune e Questura eccetera eccetera, che siamo già fatto le copie pirata di ‘sti deplianti, li venderemo a kidd ttremòne dell’ forestìr’ a 50 centesimi. Non ci sta il copyrait sopra, è nei nostri diritti di «marginalizzati» (così ci ha detto un avvocato di strada): e vaffangul propr’.

In fede, Mariolìn «’u ranocchiett’» reggente de l’ topéin d’ Bbare

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05 Mag 2012

L’opuscolo per turisti è un autogol pazzesco»

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di Ninni Perchiazzi

BARI – Volantino antiscippo, non si placano le polemiche sull’iniziativa. I principali operatori del settore turistico bocciano sonoramente il depliant ideato e realizzato da Provincia di Bari, questura e corpo consolare. Altro che «Assistenza pubblica ai turisti, consigli per la tua sicurezza», come assicura l’intestazione della brochure tradotta in quattro lingue, l’effetto della descrizione delle varie tipologie di borseggio o scippo dei quali si può essere vittime è un vero e proprio autogol sotto l’aspetto promozionale o in termini del cosiddetto marketing territoriale. Un danno incalcolabile per l’immagine della città.A prendere le distanze dall’iniziativa, lo stesso vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri, con delega alla Cultura e al Turismo, che rivela di essere all’oscuro di tutto. «Ha fatto tutto il mio collega (l’assessore Fanelli, Ndr)», dice, mascherando abilmente l’arrabbiatura mattutina che gli aveva fatto perdere il consueto aplomb. «Ho visto i fumetti sulla Gazzetta, ma non ne sapevo nulla – aggiunge -. Si tratta di consigli utili per turisti in visita in tutte le maggiori città del mondo. Sarebbe stato più utile pensare ad un opuscolo diretto ai baresi, in modo da trasferire loro l’enorme opportunità rappresentata dal turismo per tutta la città». «Il turismo è una risorsa non solo economica, ma anche culturale, che dobbiamo capire di poter sfruttare». conclude.Anche Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia preferisce giocare di fioretto. «Nessuna polemica – dice -, ma preferirei si parlasse di pubblicità attrattiva. Vorrei iniziare a vedere Bari sul portale della Ryanair, che è cliccato da milioni di persone». E sulla brochure contestata, che sembra fosse stata proposta al numero uno di Aeroporti di Puglia dal Corpo consolare, ma senza successo. «Forse sarebbe meglio impegnarci per rendere più sicura la città e migliorare l’accoglienza. E soprattutto dirlo di meno e farlo di più».Francesco Mariani, presidente dell’Autorità portuale, appare interdetto. Quasi non ci crede. E per spiegare la sua contrarietà all’iniziativa si affida ai numeri. «È stato scippato un crocerista su 600mila che ne arrivano ogni anno in città – afferma -, uno sul doppio della popolazione barese! Mi sembra davvero eccessivo creare tutto questo allarmismo. Forse sarebbe stato utile 10-15 anni fa, quando gli scippi ai turisti erano in quantità maggiore, ma adesso no».«Un conto è dare informazioni utili, altra cosa è creare allarme – incalza Mariani -, l’effetto di quel volantino è davvero controproducente. Serve solo a intimorire i turisti, ma soprattutto dà un’immagine della città, che non è realistica. A Bari vecchia non succede nulla, i croceristi fanno le foto con le signore che preparano le orecchiette in un clima assolutamente tranquillo».E conclude. «Se fossi un crocerista intenzionato a visitare la città e scendendo dalla nave trovassi la polizia che mi distribuisce questo volantino, me ne tornerei subito a bordo. È una follia, così la città muore».In piena sintonia, anche Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi. «È un autogol pazzesco – esordisce -. Davvero non è il massimo in termini di comunicazione e marketing territoriale. Perlomeno avessero coinvolto gli operatori. Capisco le esigenze della questura, ma così si crea solo allarmismo senza risolvere il fenomeno».«Non credo che Bari sia messa peggio di Milano o di altre capitali e città europee. Io sono stato scippato sul lungomare di Nizza senza ricevere alcun tipo di assistenza», sostiene per poi fare un tuffo in un passato cheb per fortuna non c’è più. «Con quel volantino torniamo ai tempi di “scippolandia” negli anni ‘90 – afferma -, quando i flussi turistici dalla Germania saltavano Bari a pie’ pari. Non conosco il fenomeno, ma non credo che siamo di nuovo in quelle condizioni».

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04 Mag 2012

GURU DEL WEB ANNUNCIA LA FINE DI FB: “MORIRÀ ENTRO 10 ANNI”

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 Eben Moglen, docente di legge alla Columbia University, ha presentato a Berlino quello che secondo lui porterà alla fine di Facebook: “Freedom Box”, annunciato come un social network in cui per la prima volta vengono ovviati i problemi legati alla privacy sul web.Questa “scatola della libertà” dovrebbe essere in grado di collegare gli utenti tra di loro senza dover passare per mediazioni esterne, come accade con Facebook. Sarà una sorta di modem collegato alla presa telefonica e al pc i cui dati inviati e ricevuti rimarrebbero criptati. Secondo Moglen la sua creatura potrebbe essere in commercio negli Usa già entro la fine del 2012.In una intervista rilasciata alla Stampa, Moglen ha puntato il dito contro Facebook e il suo creatore: “La colpa è di gente come Zuckerberg, il fondatore di Facebook. E’ come se avesse barattato il controllo su milioni di persone con un accesso gratis al Web e ai contatti umani. Io prevedo il tracollo di Facebook. La gente si sta già ribellando allo sfruttamento e alla commercializzazione delle proprie informazioni personali. Quando sarà possibile scegliere, le persone manderanno quell’arrogantello signor Zuckerberg a quel paese”.

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