Archive for Ottobre 2011

31 Ott 2011

BOSSI CHOC: “GIORNALISTI,VI SPACCHEREMO LA FACCIA”

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«Scrivete dei pezzi che meritereste di essere mandati in galera, pezzi sulla mia famiglia, prima o poi o vi spacchiamo la faccia o vi denunciamo». Così Umberto Bossi dal palco si è rivolto ai giornalisti.«Verrà un giorno – ha aggiunto – che la gente vi piglierà per il collo, la gente ne ha piene le scatole. Questi graffiano le pagine con tutte le balle e i magistrati non li condannano.Loro scrivono,perchè si sentono difesi alle spalle, qualcuno meriterebbe qualche cazzottone in faccia».

“PADANIA LIBERA” «Noi siamo abituati a lottare e non vogliamo andare a picco, il nord è la prima forza industriale d’Europa e sarà dura mandarci a picco, teniamo duro finchè un giorno non saremo liberi». Sono state queste le parole di Umberto Bossi, dal palco della Festa della Zucca di Pecorara. Ai militanti che gridavano «Padania libera» e «Secessione», Bossi ha detto che «questo è il grido che fa tremare quei coglionazzi del centralismo romano. Nessuno può fermare il popolo, ci ha provato anche Gheddafi, si èvisto che fine ha fatto».

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31 Ott 2011

Napoli la sosta abusiva si prenota con un semplice sms

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Trovare un parcheggio, si sa, può diventare un’impresa, a maggior ragione il sabato sera nelle strade della movida. L’ultima trovata fantasiosa in fatto di sosta, rigorosamente abusiva s’intende, viene da Napoli e consiste nel prenotare con un sms o per telefono uno spazio pubblico che il parcheggiatore amico (e abusivo) in cambio di una lauta mancia (10 euro la tariffa base) terrà occupato con vari espedienti fino all’arrivo del cliente che così non dovrà affannarsi alla ricerca di un posto laddove trovare un parcheggio a volte può compromettere la serata.La tecnica è stata scoperta dai Carabinieri della compagnia Centro in servizio nel quartiere Chiaia che hanno denunciato in stato di libertà un 20enne di Salita Vetriera ritenuto responsabile d’invasione di terreni destinati ad uso pubblico. Durante un servizio contro i parcheggiatori abusivi, i militari hanno sorpreso il 20enne mentre stava esercitando abusivamente l’attività di parcheggiatore occupando fisicamente stalli di parcheggi pubblici subito dopo aver ricevuto messaggini o telefonate da “clienti affezionati” consentendo la sosta nelle aree precluse solo a chi si era prenotato.

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30 Ott 2011

La terza guerra mondiale è vicina?

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Qualcuno ha sentito per caso parlare in giro della velata minaccia che monsieur Sarkozy ha espresso qualche giorno fa, paventando l’ombra della riaccensione dei conflitti internazionali in Europa nel caso l’euro dovesse cadere? E qualcuno, sempre per caso, ha sentito parlare in giro di quella strana frase pronunciata due giorni fa da frau Merkel, che diceva esattamente: “Se cade l’euro cade l’Europa. Nessuno prenda per garantiti altri 50 anni di pace in Europa”? Dette da chiunque, già così non sarebbero espressioni felici. Dette dai due leader che hanno stretto un asse di ferro, monopolizzando di fatto l’Unione Europea come se gli altri 15 rappresentanti dell’Eurogruppo di Van Rompuy non esistessero, risuona decisamente in maniera più che sinistra.

Se questo benedetto euro dovesse cadere, che ne sarebbe dei debiti incrociati che ora avviluppano le nostre economie come ragnatele in procinto di spezzarsi? Compensando i reciproci dare e avere, il New York Times ha calcolato che la Francia debba 22 miliardi di dollari al Regno Unito, che la Germania ne debba 54 alla Francia, 111 all’Italia e 88 al Giappone, che la Spagna ne debba 118 alla Francia, 26 al Giappone, 58 alla Germania e 6 all’Irlanda e, da ultimo, che Grecia e Portogallo debbano qualcosa un po’ a tutti. Senza contare il Giappone, che pure lui deve 8 miliardi alla Francia, e gli Stati Uniti che sono pieni di cambiali: esclusa la Cina, che avanza da loro 1,15 trilioni, devono restituire 322 miliardi alla Francia, 163 alla Spagna, 796 al Giappone, 345 al Regno Unito, 324 alla Germania e 1 miliardo al Portogallo.

Per complicare le cose, Sarkozy e Klaus Regling, il capo del fondo europeo salva stati (Efsf), stanno battendo cassa da Hu Jintao, il numero uno di Pechino, per convincerli a investire sul debito pubblico europeo. Il Financial Times sostiene che, dei 3200 miliardi di dollari di riserve che la Cina ha accumulato, potrebbero investirne 100, ma solo dopo avere esaminato a fondo i singoli piani che ogni stato ha elaborato per uscire dalla crisi.

Ve lo immaginate Hu Jintao con la letterina di Berlusconi alla Ue in mano, aperta al punto in cui dice che vuole ammodernare la pubblica amministrazione (la stessa cosa che prometteva nel 1994)? Non credo deciderebbe di investire. Tanto più che Jin Liqun, il presidente del fondo sovrano cinese, ci spiega senza mezzi termini che “l’Eurozona è una delle entità politiche ed economiche che si aspettano la carità dalla Cina e dai mercati emergenti. Noi vi rispettiamo, per favore rispettate voi stessi”.

Nella storia, le grandi crisi finanziarie non hanno mai preluso a nulla di buono. Dopo sessant’anni che, perlomeno nel nostro orticello, la parola pace non è mai stata messa in discussione – ed è senza dubbio il periodo più lungo che l’Europa abbia mai conosciuto senza conflitti – ora la Merkel e Sarkozy iniziano a fare allusioni poco piacevoli, nel migliore dei casi solo equivoche. Se l’ottimismo può indurre a considerarle una strategia politica per ottenere risoluzioni immediate ed efficaci, resta però un incontrovertibile dato di fatto: per la prima volta sentiamo due leader europei, rappresentanti delle due maggiori potenze del vecchio continente, mettere in discussione un concetto acquisito e dato per scontato come la pace. Per quanto mi sforzi, non riesco a considerarlo un buon segno.

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30 Ott 2011

ROMA, NON LE FANNO DONAREIL SANGUE PERCHÈ È LESBICA

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«No, lei non può donare il sangue, in quanto il suo rapporto sentimentale è considerato a rischio». È la risposta che un sanitario, al Policlinico Umberto I di Roma, ha dato a un donna lesbica di 39 anni che ieri mattina era andata al centro trasfusionale dell’ospedale per donare il sangue. È stata lei stessa a riferire l’episodio. «È una cosa assurda e discriminatoria nei miei confronti», ha detto la donna, impiegata in uno studio di un commercialista, che abita a Roma e convive con la sua compagna da quattro mesi. «Vivo e ho rapporti stabili con lei da quattro mesi, quindi rientro nella possibilità di donare», ha osservato riferendosi al limite previsto, secondo quanto spiegato dai medici della struttura, per escludere fattori di rischio legati ai rapporti sessuali. «Prima non avevo mai donato il sangue – ha raccontato – Quando sono giunta negli uffici del centro trasfusionale mi hanno fatto parlare con una persona, credo un medico, il quale mi ha fatto una serie di domande private, anche sulla mia vita sessuale. Quando gli ho detto che sono omosessuale lui mi ha risposto che purtroppo non potevo donare il sangue in quanto il mio rapporto sentimentale è considerato ‘a rischiò per la trasmissione di malattie veneree. Ma io e la mia compagna siamo una coppia normale, ci amiamo e rispettiamo come e forse più di tante altre coppie».

UMBERTO I: «IL MEDICO VALUTA, NON CONTA ESSERE GAY» «Non esiste alcuna legge che vieta agli omosessuali di donare il sangue. In generale non possono farlo le persone ‘a rischiò. Pertanto è il medico che esegue la visita a stabilire se la persona è a rischio, sulla base di quello che gli viene riferito e, a sua coscienza, decide se possono esserci rischi per chi deve ricevere il sangue. Ovviamente ognuno è libero di avere la propria vita privata e non si giudica nessuno». Lo ha detto Gabriella Girelli, la direttrice del Centro trasfusionale del Policlinico Umberto I di Roma dove a una donna lesbica che aveva chiesto di donare il sangue ne è stata negata la possibilità perchè – secondo quanto la donna stessa ha riferito – considerata ‘a rischiò. «Bisogna in ogni caso – ha precisato Girelli – avere un rapporto stabile con una persona da quattro mesi, ma dopo aver somministrato un questionario il medico deve ‘reinvestigarè sulla situazione del potenziale donatore con un colloquio e valutare con scrupolo. L’omosessualità non è motivo di esclusione e bisognerebbe verificare nell’ambito del colloquio che cosa in realtà è emerso, ma c’è un segreto professionale da garantire». «A volte si esagera nello scrupolo, ma i rischi vanno valutati scrupolosamente – ha spiegato Girelli – È capitato addirittura che padri di bambini malati, che si erano proposti di donare il sangue, abbiano mentito. In quei casi avevamo avuto riscontri rassicuranti nel questionario e durante i colloqui, ma poi ai test del sangue, erano risultati positivi ad alcune malattie e solo dopo avevano ammesso».

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29 Ott 2011

CANE VIVO DOPO 15 MINUTI DI CAMERA A GAS

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FLORENCE – Daniel è un cane fortunato, ma anche tenace, si potrebbe dire. E’ sopravvissuto a 15 minuti di camera a gas. È l’incredibile storia di un beagle di 10 chili vivo nonstante la “sentenza” emessa dal canile di Florence, in Alabama. Il cane non era stato adottato, per questo è stato condannato all’eutanasia, così come succede ad altri 8 milioni di randagi negli Stati Uniti. Ma Daniel è diverso: dopo essere stato chiuso in una camera a gas e aver passato lì dentro ben 15 minuti è uscito vivo e vegeto. “E’ un autentico miracolo” ha commentato la titolare del rifugio del New Jersey in cui Daniel è stato trasferito.

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28 Ott 2011

Regione, vitalizi addio?Consiglieri in rivolta

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La proposta di Boni
Davide Boni (Lega) ha proposto di abolire subito vitalizio e auto blu, scatenando la reazione del comitato che lavora sui tagli ai costi della politica.

Abolire il vitalizio (la pensione ottenuta a condizioni molto agevolate dagli ex consiglieri dopo i 60 anni)e le auto blu già a partire da questa legislatura. L’ha proposto ieri il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni (Lega Nord) al comitato ristretto che sta lavorando a un provvedimento per ridurre i costi della politica. L’annuncio di Boni è stato fatto durante una conferenza stampa convocata appositamente e ha scatenato le dure reazioni dell’intero comitato: “Così delegittima il nostro lavoro”, è stato il commento unanime. Anche l’esponente dello stesso partito di Boni, Stefano Galli, è stato molto duro: “Delle proposte di Boni? Non ce ne frega un c…”, ha commentato il leghista. Che ha aggiunto: “Boni ha commesso un grave atto di scortesia”. Il consigliere dell’Idv Stefano Zamponi ha addirittura proposto di sospendere i lavori del comitato. Insomma, le parole di Boni hanno aperto uno scontro istituzionale. Sulle auto blu, il comitato ha specificato che la decisione non riguarda il consiglio ma l’Ufficio di presidenza. Per quanto riguarda il vitalizio, proprio pochi giorni fa il comitato aveva raggiunto un accordo per ridurlo a partire dalla prossima legislatura. Dopo le parole di Boni, all’unanimità il comitato ristretto ha dato mandato al presidente Sante Zuffada (Pdl) di scrivere una lettera ufficiale al presidente del Consiglio regionale e ha suggerito di boicottare una riunione convocata dallo stesso Boni fra una settimana.

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27 Ott 2011

Evviva, non solo in Italia: l’autista di Helsinki manda sms mentre guida

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Il conducente del bus in servizio è impegnato a scrivere un messaggio sul telefonino al volante del mezzo pubblico. Ma attenzione, non siamo in Italia: dopo le tante denunce ricevute su analoghi casi italiani, la segnalazione di un lettore che ha ripreso la scena durante un viaggio di lavoro in Finlandia

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26 Ott 2011

Lettera d’intenti, Berlusconi: “Licenziamenti facili e pensioni a 67 anni”.

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Piano crescita entro il 15 novembre, mobilità e Cig per statali, dal 2012 licenziamenti più facili per motivi economici e liberalizzazione orari negozi, dal 2026 tutti in pensione a 67 anni, un piano dismissioni per da 5 miliardi l’anno in tre anni e il via libera alla delega fiscale. Sono questi in sintesi i punti principali della “lettera di intenti” dell’Italia sulle misure di rilancio dell’economia e contro la crisi presentata a Bruxelles. Silvio Berlusconi ha avuto un incontro bilaterale di circa 15 minuti con Manuel Barroso e Van Rompuy prima dell’inizio del vertice Ue ribadendo che “L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo”.

L’Ue è soddisfatta, l’opposizione italiana insorge – L’Europa promuove la lettera Il premier polacco Donald Tusk al termine del vertice Ue ha detto che i leader europei hanno avuto un’impressione “molto buona” della lettera inviata dall’Italia e dell’agenda molto dettagliata allegata, documenti che sono stati illustrati loro dal presidente Herman van Rompuy. “Per quanto riguarda Silvio Berlusconi e il problema italiano – ha detto Tusk – non era il centro del nostro dibattito (del vertice a 27, ndr) di stasera. Herman Van Rompuy ci ha informato di una lettera da Berlusconi e di un piano dettagliato, entrambi i documenti hanno fatto una impressione molto buona e sono stati accolti molto bene. Il premier Berlusconi era presente ma non ha preso parte al dibattito”. Ma i contenuti della lettera provocano una pioggia di critiche in Italia con il Pd che boccia come “vecchie, ma inapplicate” gran parte delle norme e che contesta apertamente la riforma mercato del lavoro. Dura la reazione della Cgil e dell’Idv che promettono battaglia.

Si parte il 15 novembre con il piano di crescita – Ma cosa prevede la lettera d’intenti? La strategia per la crescita e lo sviluppo dell’Italia, in funzione anti-crisi e anti-contagio è condensata in quindici pagine divise in capitoletti e contiene riforme strutturali deflagranti come ad esempio l’addio alla certezza del posto fisso a vita. Il governo italiano indica una tabella di marcia: entro il 15 novembre il piano di crescita. Inoltre sono 4 le direttrici, nei prossimi 8 mesi, su cui il governo intende operare: – Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori; – Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese; – Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia; – Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione.

Licenziamenti più facili dal 2012 – ll punto più discusso riguarda la riforma del lavoro con licenziamenti più facili dal 2012. Entro maggio del 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a) funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b) più stringenti condizioni nell’uso dei ‘contratti para-subordinati’ dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato.

Tutti in pensione a 67 anni – Nel 2029, con le riforme e regime, gli italiani andranno in pensione a 66,7 anni. In linea con Germania e Spagna (67 anni sempre nel 2029). Nella attuale legislatura la normativa previdenziale è stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i più sostenibili in Europa e tra i più capaci di assorbire eventuali choc negativi. Grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010, il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita.

Un piano dismissioni da 5 miliardi l’anno – Entro il 30 novembre 2011 il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali. (Entro il 31 dicembre 2011, il governo affiderà l’elaborazione del piano ad una commissione ristretta).

Zone sperimentali a “burocrazia zero” – Il Governo incentiva la costituzione di “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell’Ufficio Locale dei Governi quale autorità unica amministrativa che coinvolgerà i livelli locali di governo in passato esclusi.

Mobilità nella P.A. – Il governo interverrà nella Pubblica amministrazione e renderà effettivi “con meccanismi cogenti/sanzionatori: la mobilità obbligatoria del personale; la messa a disposizione (Cassa integrazione) con conseguente riduzione salariale e del personale; superamento delle dotazioni organiche.

Delega fiscale e riforma della Costituzione – Il provvedimento di iniziativa governativa è già all’esame del Parlamento e sarà approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Il Governo italiano è impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale che riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina più rigorosa delle finanze pubbliche. Pur nella complessità del processo di revisione costituzionale l’Italia intende approvare la prima lettura entro i prossimi 6/12 mesi.

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26 Ott 2011

Emergenza maltempo in Liguria e Toscana: la solita storia?

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Morti, dispersi, danni, aree isolate. La protezione civile sta lavorando per affrontare piogge, inondazioni e frane. Ma perché, finita l’emergenza, l’Italia non affronta seriamente il rischio idrogeologico?

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26 Ott 2011

Facebook ha un profilo anche per chi non è iscritto?

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http://www.wired.it

Forse non lo sai, ma potresti essere anche tu su Facebook. A tua insaputa. Parliamo ovviamente a chi non ha volontariamente scelto il social network per condividere amici e contenuti, ma i cui dati potrebbero essere comunque presenti nel database del colosso di Mark Zuckerberg. L’ultima accusa nei confronti di Facebook è infatti quella di creare profili ombra di persone che non hanno mai aperto un proprio account, di cui però la società di Palo Alto conoscerebbe nome, indirizzo mail, numeri di telefono professionali e forse anche altri dati più personali. Come è possibile? Il social network pescherebbe queste informazioni dagli utenti effettivamente iscritti, e ne manterrebbe memoria nei propri archivi. È quanto sostiene il reclamo inoltrato al Data Protection Commissioner irlandese nel mese di agosto e riportato alla cronaca da Fox News.

Come riporta il Guardian, tutto è cominciato quando Max Schrems, uno studente austriaco, si è rivolto a Facebook chiedendo una copia dei dati che lo riguardavano. Lo stupore è nato quando, tra le 1200 pagine di biografia memorizzata (un cd con tutte le chat, messaggi, tag, poke, etc) Schrems ha trovato anche dati che credeva cancellati. Ne sarebbe nata una serie di accuse di violazione della privacy nei confronti della Facebook Ireland Limited, sede legale europea del colosso californiano.

Facebook arriva anche su iPad
Tra le denunce, anche quella sull’esistenza dei cosiddetti profili ombra: una serie di dati di persone mai iscritte al social network. Come riuscirebbe Facebook a far questo? Pescando da fonti diverse, come cita il reclamo: “attraverso la sincronizzazione dei telefoni cellulari, importando dati personali da e-mail provider, mandando inviti ad amici e salvando le ricerche quando gli utenti cercano altre persone su facebook.com”. Un sistema attraverso cui il social network creerebbe non solo dei profili ombra (con dati anche piuttosto personali, come appartenenze religiose, opinioni politiche e orientamenti sessuali) ma che userebbe anche per arricchire la lista di informazioni dei propri utenti iscritti.

Ma Facebook non ci sta a incassare le accuse in silenzio, e risponde all’attacco: “Quello che facciamo è permettere ai nostri utenti di mandare delle email agli amici, invitandoli a unirsi a Facebook. Teniamo gli indirizzi di posta elettronica e i nomi dei destinatari di questi inviti, per consentire agli utenti di sapere quando questi si sono uniti al servizio” ha spiegato Andrew Noyes, portavoce di Facebook, a CNET News: “Ma questo è un procedimento comune a tutti i servizi che coinvolgono il concetto di invito – dalla condivisione di un documento alla pianificazione di eventi – e la dichiarazione che Facebook stia costruendo una sorta di profili ombra è semplicemente sbagliata. Facebook al contrario offre più controlli di altri servizi permettendo alle persone di cancellare i loro indirizzi email dal social network e scegliendo di non ricevere inviti” .

Per capire come andrà a finire, e capire se Facebook abbia violato davvero la privacy di utenti iscritti e non, bisognerà aspettare la fine del mese, quando cioè il Data Protection Commissioner sentirà quello che avrà da dire al riguardo Facebook Ireland.

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