Archive for Agosto 2011

12 Ago 2011

Onorevole menù

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20110811_menu_senato_-_edit2imagesCANN4AFQLe istituzioni dilagano su internet e non esattamente per raccogliere un consenso diffuso sulla manovra anti crisi. In concomitanza con la seduta di stamane delle 4 commissioni parlamentari per le comunicazione di Tremonti, il popolo del web ha fatto una scoperta «culinaria»: qualcuno ha trafugato materialmente un menù del ristorante dei senatori e lo ha pubblicato tal quale. Un enorme successo mediatico. Chi ha la possibilità di frequentare la «mensa» di palazzo Madama sa bene che non si tratta di un falso. Il documento è stato sfilato da uno dei tanti menù distribuiti ai «clienti» e custodito in una cartellina rigida in pelle blu. La sua attendibilità è quindi fuori discussione. Compresi i prezzi. Un pasto medio costa poco più di dieci euro. L’iva non viene applicata perchè, come in tutti gli esercizi interni alle aziende private o alla pubblica amministrazione, non è previsto dalla legge. Si tratta infatti di un servizio che non ha scopo di lucro: viene fornito per agevolare la vita dei lavoratori, anche se di alto rango, come si presume che siano i parlamentari. La gestione del ristorante del Senato è affidata ad una ditta privata, la Gemeaz Cusin, con sede a Milano. Il Senato fornisce il locale al piano terra in stile liberty: quasi 200 coperti, su una superficie di circa 400 metri quadrati, cucine a parte. E anche le attrezzature per la cottura, le tovaglie,i bicchieri e le posate. Queste ultime debbono essere periodicamente rinnovate perchè recano lo stemma senatoriale e sono spesso «predate»come souvenir. Ovviamente il prezzo pagato dagli avventori non basta a pagare le spese. Così per ogni coperto del ristorante la «Camera alta» deve raddoppiare la cifra corrisposta dai commensali. L’operazione costa circa 1.200.000 euro l’anno. Il presidente del Senato ha fatto sapere in serata che i prezzi della ristorazione interna verranno presto adeguati ai costi effettivi. È una vittoria del web.

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11 Ago 2011

Chi eravamo la storia di ATM MILANO

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La nostra lunga storia inizia nel lontano 1931 quando, come recita il primo articolo del Regolamento Comunale, l’ATM diviene un’azienda autonoma per “l’esercizio del servizio tranviario comunale di Milano tanto nell’interno della città quanto tra la città e i centri che sono a essa collegati”.
Il dopoguerra e il boom economico
Negli anni che vanno dal 1931 al 1964 sono principalmente due le tappe che scandiscono l’attività di ATM, allora acronimo di Azienda Tranviaria Municipale: il progressivo incremento del trasporto su gomma urbano e interurbano, per fronteggiare le nuove esigenze di mobilità dal boom economico del dopoguerra, e l’inaugurazione nel 1964 della prima linea della metropolitana (“la rossa”) sul percorso Lotto-Sesto Marelli.
La linea verde della metro e il Jumbotram
Il primo gennaio 1965 ATM assume la denominazione di Azienda Trasporti Municipali e da lì a un lustro, nel dicembre 1969, inaugura anche la seconda linea della metropolitana (“la verde”), a cui presto seguirà l’inserimento sugli itinerari più affollati dei cosiddetti Jumbotram, vetture che possono ospitare complessivamente oltre 250 passeggeri.
La terza linea della metropolitana e l’impegno di ATM
Nel 1990 è la volta della terza linea della metropolitana (“la gialla”). ATM, dopo aver assunto nel 1999 la denominazione di Azienda Trasporti Milanesi, si trasforma nel 2001 da azienda speciale in società per azioni. Questo passaggio coincide anche con l’avvio del processo di certificazione del sistema qualità e ambiente e di tutta una serie di iniziative a carattere socioambientale che anticipano l’attuale attenzione per la mobilità sostenibile.
Oggi e domani
ATM gestisce oggi il trasporto pubblico del capoluogo lombardo e in 72 Comuni della Provincia, al servizio di un territorio con una popolazione complessiva di 2,6 milioni di cittadini. La nostra storia prosegue spedita verso il futuro con l’impegnativa e lungimirante sfida della sostenibilità, tema cardine anche di EXPO 2015.
Cronologia
1931
ATM diventa azienda autonoma
1964
Inaugurata la linea 1 della Metropolitana
1969
Inaugurata la linea 2 della Metropolitana
1971
Inizia la sperimentazione del Jumbotram
1990
Inaugurata la linea 3 della Metropolitana
1999
ATM diventa Azienda Speciale e assume la nuova denominazione di Azienda Trasporti Milanesi
2000
Presentazione del primo Eurotram. Nasce il Radiobus, nuovo servizio a chiamata
2001
ATM diventa Società per Azioni. Inaugurato il nuovo spazio ATM POINT nella stazione di Duomo. Siglato il contratto di servizio con il Comune di Milano. Avvio del processo di Certificazione del Sistema Qualità e Ambiente
2002
Presentazione del Sirio, tram di ultima generazione. Nasce il progetto “Buon Samaritano”, il servizio di accoglienza e aiuto per le persone senza fissa dimora
2003
Inaugurazione della stazione M3 di Maciachini e delle nuove Metrotranvie Nord e Sud
2005
ATM viene premiata da Legambiente per l’introduzione di autobus EURO 2 e EURO 3 nella totalità del servizio di area urbana. Entra in servizio il primo Cristalis, filobus di nuova generazione. Apre il primo asilo nido aziendale
2006
Costituzione del Gruppo ATM. ATM vince il Premio Impresa e Ambiente istituito dal Ministero dell’Ambiente
2007
Il Gruppo presenta il Piano d’Impresa 2008-2010

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09 Ago 2011

Un marito a carico. Per errore

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Nicola Catenaro
http://www.corriere.it
montesilvano4Un disguido o un banale equivoco, a volte, possono cambiare radicalmente la vita di una persona. Ne sa qualcosa un’impiegata della provincia di Pescara che, alcune settimane fa, ha scoperto di essere sposata da quattro anni con un uomo straniero. Un «incidente» dovuto ad uno scambio di persona, mistero svelato. Robetta da niente, insomma, che però alla malcapitata è costato un iniziale spavento e un bel capogiro. Forse anche per il fatto che il presunto marito risultava a suo carico.
ERRORE – Alla sorpresa è seguita presto la consapevolezza dell’errore, commesso per la distrazione di uno degli addetti ai servizi anagrafici del Comune di Montesilvano. Un caso di omonimia e il mancato controllo delle date di nascita – una sbadataggine di cui l’amministrazione si è già ampiamente scusata – ed ecco che lei, l’impiegata, risultava sposata dal 25 agosto 2007; mentre l’altra, la moglie vera, viveva libera da ogni vincolo coniugale. Anche se per quattro anni nessuno si è accorto di niente. Fino a quando l’interessata ha avuto bisogno di un certificato. Dopo due giorni di ricerche il mistero che avvolgeva la storia, nascosto nelle pieghe burocratiche del piccolo Comune, si è dissolto. Ma quanta fatica.
REAZIONI – La verità, ha raccontato la donna all’edizione abruzzese de Il Tempo, è venuta fuori solo quando ha richiesto un certificato. Al momento di verificare i dati, è spuntata un’altra persona, identificata come lei tranne che per la data di nascita. Il Comune, ad onor del vero, ha subito ovviato al pasticcio «girando» i dati esatti all’Inps, il cui sistema informatico aveva consentito di rilevare l’incongruenza. «Sono cose che possono capitare, e comunque all’errore abbiamo rimediato chiedendo scusa» è stata la versione per la verità un po’ piccata fornitaci dall’Anagrafe. È andata peggio quando, sempre da queste parti, è deceduta un’anziana che, invece, risultava essere in perfetta forma. La donna non deve averla presa troppo bene se è vero – come riferito – che, dopo aver toccato ferro e dimostrato di essere viva e vegeta, si è rivolta all’avvocato per costringere l’amministrazione a risarcirla. Il conto? Seimila euro tondi tondi.

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