Archive for Luglio 2011

29 Lug 2011

IN INGHILTERRA,UCCIDE LA EX,SEDICENNE ,A SASSATE”ERA UNA SCOMMESSA”

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Una colazione gratis: è il motivo per cui Rebecca Aylward, 15 anni, è stata uccisa dal suo ex fidanzato, il 16enne Joshua Davies, pieno di rancore nei confronti della ragazza. Joshua l’ha ammazzata, spronato da un suo amico che, per scherzo, gli aveva promesso una colazione gratis se avesse avuto il coraggio di commettere l’omicidio. Rebecca, che viveva in una cittadina vicino Bridgend, nel Galles, è stata uccisa con una serie di violente sassate alla testa. Davies ha in seguito portato l’amico sul posto per mostrargli il cadavere e gli avrebbe detto: «Sai quanto è duro rompere il collo di qualcuno? Era girata dall’altra parte e mi sono detto ‘ci siamo’, ho provato a romperglielo, ma lei urlava e così ho preso una pietra e ho cominciato a colpirla. La cosa peggiore è stato sentire e vedere il cranio che si rompeva». Il ragazzino ha poi cercato di nascondere le sue tracce su Facebook e altri social network, facendo finta di essere stato a casa mentre il delitto veniva commesso. Davies da tempo meditava di uccidere la ex, condividendo i suoi piani con gli amici attraverso i social network o via sms. Ispirato dal film 300, aveva pensato di buttare Rebecca giù da una rupe e aveva addirittura comprato della digitale purpurea da metterle nel bicchiere. Ma i suoi amici non pensavano avrebbe davvero realizzato i suoi piani omicidi e nell’ottobre dello scorso anno Rebecca è stata uccisa.
Vi state chiedendo quando arriva la fine del mondo?? non vi preuccupate per qualcuno è gia qui !!

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27 Lug 2011

CASERTA, I ‘BIMBI MAI NATI’SI POSSONO SEPPELLIRE

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20110727_bimbi-mai-nati Un Protocollo ospedaliero nella città di Caserta per la sepoltura ‘dei bambini non nati’, ovvero dei feti abortiti. A puntare i riflettori sulla vicenda è la Fp-Cgil Medici, affermando che si è dinanzi ad una «violenza psicologica sulle donne da fermare». Ma l’iniziativa raccoglie l’approvazione del sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella: È, afferma, «una scelta di civiltà e umanità». Sotto accusa da parte del sindacato medico è dunque il protocollo di intesa, approvato con delibera del 22 luglio 2011, tra l’Azienda ospedaliera S.Anna e San Sebastiano di Caserta e l’Associazione ‘Difendere la vita con Maria’ al fine di promuovere il seppellimento dei ‘bambini non natì, con la disponibilità del sindaco di un apposito spazio nel cimitero cittadino e, afferma la Fp-Cgil, «il plauso del vescovo». Un protocollo, sottolinea il sindacato medico, che potrebbe estendersi a diversi altri ospedali secondo la volontà espressa da Don Maurizio Gagliardini (presidente dell’associazione ‘Difendere la vita con Maria’, con sede a Novara) di volerlo utilizzare come testimonial e ‘locomotiva’ in particolare nel Mezzogiorno. L’Associazione ‘Difendere la vita con Marià nasce, infatti, proprio con l’obiettivo, come si legge nel suo sito, di promuovere «il rispetto e il seppellimento delle spoglie dei bambini che, a causa di aborti naturali o volontari, non sono venuti alla luce».
La sepoltura per i ‘bambini mai nati’ registra comunque già dei precedenti. La Regione Lombardia ad esempio, nel 2007, rileva la Fp-Cgil Medici, ha approvato un regolamento che impone alle Direzioni Sanitarie di informare i genitori della possibilità di richiedere la sepoltura anche per i feti di età inferiore a 20 settimane. In caso di assenza di richiesta, il regolamento prevede comunque la sepoltura come si fa per le «parti anatomiche riconoscibili» in un’area riservata dei cimiteri. E il 7 maggio 2010, rileva il sindacato, al Cimitero di Cremona si è tenuto il primo rito funebre per i feti abortiti presso l’Ospedale Maggiore, e di cui i familiari non hanno voluto farsi carico, alla presenza di membri della Associazione, anche qui dopo apposito accordo con l’Ospedale. «L’ospedale dovrebbe tutelare la salute delle donne che effettuano la scelta consapevole ma dolorosa della interruzione volontaria di gravidanza. – afferma Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici – La sepoltura nel cimitero può accrescere i sensi di colpa della donna, con il rischio di disturbi psichici post-aborto». Il servizio pubblico, prosegue Cozza, «non dovrebbe compiere scelte ideologiche di natura religiosa a danno della salute della donna ed in conflitto con la deontologia dei medici. Chiediamo quindi norme che rispettino su tutto il territorio nazionale il diritto alla salute e alla autodeterminazione della donna». E dal segretario regionale Fp-Cgil Medici Campania, Giosuè Di Maro, arriva la richiesta al presidente della Regione Caldoro di intervenire «per garantire il rispetto della salute della donna e la piena applicazione della 194 in Campania, regione già nel 2007 con uno dei massimi numeri di obiettori tra ginecologi (83%) e anestesisti (77%)». Un parere opposto arriva invece dal sottosegretario Roccella: «Mi pare un’iniziativa di civilt… e umanità – afferma – dal momento che, altrimenti, questi feti andrebbero a finire nei cosiddetti ‘rifiuti specialì, e non credo che il sentimento di una donna che decide di abortire vada in questa direzione». Tale pratica, conclude il sottosegretario, «non si configura cio‚ come una forma di violenza contro la volonta’ della donna, la cui scelta deve essere rispettata

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24 Lug 2011

REIVIK, SU FACEBOOK LA FAN-PAGE DEL KILLER

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20110724_breivik-fan-page-facebook Come spesso avviene con i serial killer, in Rete c’è anche chi ama e acclama Anders Behring Breivik. Su Facebook è nata una fan page a sostegno del ragazzo arrestato per gli attentati di Oslo. La missione è «uccidere tutti quelli che odiano Anders Behring Breivik» («Kill everyone who hates Anders Behring Breivik») e al momento «piace» a 27 persone. In controtendenza con le migliaia di internauti che sul social network hanno condannato l’azione di Breivik, ecco spuntare ora i primi fan. Alcuni, poche decine, si sono riuniti in piccoli gruppi di supporto, altri si sono iscritti alla Fan page. Tra i «post» raccolti (la maggior parte sono di rabbia e denuncia per la pagina), uno inneggia all’azione del giovane svedese, definendolo un eroe. Ma a fianco di Breivik non si schiera solo una piccola parte della rete. A definirlo «un eroe» è anche Bruno Berardi, presidente dell’ Associazione Domus Civitas vittime della mafia e del terrorismo. «Finalmente – afferma in una nota – si sta risvegliano una coscienza comune per difendersi dalle forti invasioni che i cercatori di profitti a ogni costo di tutto il mondo ci hanno costretto a subire tenendoci in ostaggio con mille bugie senza poter reagire. Questa gente distrugge il nostro benessere, la nostra religione cristiana e la nostra cultura. Pertanto viva Breivik».

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24 Lug 2011

Letizia Moratti: «Pdl senza senso etico»L’ex sindaco di Milano: «Avverto un disagio profondo»

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mora_b1DI ALDO CAZZULLO http://www.corriere.it/politica/11_luglio_24/moratti-intervista-pdl_ef03f240-b5c4-11e0-b43a-390fb6586130.shtml Un mese e mezzo dopo aver lasciato Palazzo Marino, Letizia Moratti rompe il silenzio. «La manovra del governo è rigorosa. È stata approvata da Bruxelles. Ma non risponde alla domanda, che sale dal Paese, di una nuova etica politica. Non si possono chiedere ai cittadini sacrifici durissimi, senza fare sacrifici a propria volta. Non si possono tassare i pensionati, senza tagliare i costi della politica: gli emolumenti dei parlamentari, ma soprattutto le inefficienze della macchina amministrativa dello Stato, che costituiscono il maggior impedimento allo sviluppo del Paese. Questo mi induce oggi a riflettere sulla scelta che ho fatto due anni fa di entrare nel Pdl. Avverto un disagio profondo: non so più se la mia idea di politica, di una politica eticamente fondata, corrisponda ancora alla politica che pare aver smarrito il significato vero di servizio ai cittadini».
Letizia Moratti, sta pensando di lasciare la politica, o il suo partito?
«Di certo non lascio la politica. Non voglio comunque fare passi affrettati in un momento in cui verrebbero strumentalizzati per alimentare una polemica tra schieramenti che non produce riflessioni e chiarimenti profondi. È una scelta difficile perché mi sento stretta nella tenaglia tra una politica egoista, che difende privilegi e poteri, e una politica demagogica che cavalca il vento dell’opinione pubblica ma non affronta i nodi del sistema. Il mio impegno continua, nel solco del riformismo liberale e della solidarietà espressa nella dottrina sociale della Chiesa. Trovo però sempre più difficile riconoscermi in un partito che non ha saputo fare le scelte di libertà e di equità che il Paese chiedeva».
Quali colpe imputa al Pdl?
«La questione non riguarda solo il Pdl. Anche l’opposizione ha le sue colpe: nei momenti cruciali si è limitata ad astenersi e non ha mai fatto proposte concrete per il rinnovamento e la crescita del Paese. Ma la responsabilità della manovra è del partito di maggioranza. Il vero ostacolo alla crescita è questa resistenza al cambiamento. Purtroppo, l’impulso al cambiamento che era venuto dal governo Berlusconi del 2001, e prima ancora dai governi di centrosinistra, oggi sembra perduto».
Il Pdl si è appena dato un nuovo segretario, Alfano.
«Sarebbe ingiusto, prematuro, non corretto dare giudizi su chi si accinge a operare in un ruolo delicato. Massima apertura e rispetto. Ma il Pdl deve tornare alle radici. Alle forze del Partito popolare europeo. All’idea di libertà, di responsabilità individuale. Io seguirò con attenzione il nuovo cammino del partito. E ne trarrò le conseguenze».
Lei ha parlato di questo con Berlusconi?
«Sì. Ne ho parlato in passato, con Berlusconi e con Tremonti, e anche negli ultimi giorni. Ho espresso la mia convinzione che si debba andare oltre la politica dei tagli lineari, verso la spending review , un’autentica riforma della spesa pubblica. Invece si va nella direzione opposta. Si è ridotto al minimo lo scarto tra Comuni virtuosi e Comuni non virtuosi, riducendo sia la premialità per chi ha i bilanci in ordine sia le penalizzazioni per chi non li ha. La revisione e ristrutturazione della spesa pubblica erano state avviate dal governo Berlusconi nel 2001, ma sono state interrotte. Anche il cammino del federalismo fiscale è rimasto incompiuto. Manca la cultura dell’efficienza e del merito. Manca una forte motivazione etica».
Non crede che anche il tono della campagna elettorale e il clima da scontro finale con la magistratura spieghino il calo del Pdl, in particolare a Milano?
«A Milano, caso unico in Italia, il Pdl non è calato. Sommando i voti del partito a quelli della lista civica a me vicina, si arriva a quota 186 mila. Più che alle Regionali 2010, sui livelli delle Provinciali 2009».Ma per la prima volta il centrodestra ha perso il Comune.
«E anche da questo si devono trarre riflessioni. È sempre doveroso riflettere sulle sconfitte».Non crede che la strategia di Berlusconi abbia disorientato molti moderati?
«Il momento imporrebbe di operare per una maggiore coesione nel Paese, come ha più volte chiesto il presidente Napolitano. Non voglio fare polemiche sul passato. Metto in guardia su un pericolo: per chiedere i sacrifici ai cittadini occorrono consenso e credibilità. Rinviando i tagli della politica, non si hanno né l’uno, né l’altra».
Quali tagli propone?
«Se anche tutti i parlamentari si riducessero lo stipendio del 10 per cento, avvicinandosi alle medie europee, sarebbe un fatto poco più che simbolico. Bisogna agire su proposte di riforma molto più forti, che devono essere realizzate subito. Per esempio, la riduzione del numero dei parlamentari. La drastica riduzione, se non abolizione, delle Province; difese anche dal Pd, affezionato a privilegi e clientele. Il rilancio del progetto delle città metropolitane, cui all’Anci avevamo lavorato con il ministro Maroni. Il federalismo fiscale, con il meccanismo del fabbisogno standard, che introdurrebbe principi di maggiore qualità e minori costi nei servizi ai cittadini. Sulla sussidiarietà, sul trasferimento di funzioni ai privati, lavorano il governo britannico, quello tedesco, persino Obama. E il nostro? Tra il ’92 e il 2000, con i governi Amato, Ciampi, Prodi, D’Alema, i costi della macchina amministrativa erano scesi di due punti di Pil. Segno che riformare è possibile».
Che effetto le ha fatto il caso Penati?
«I giudizi si danno alla fine. Mi sembra però la conseguenza di un allontanamento dallo spirito di servizio che dovrebbe sempre animare la politica. È quello che bisogna ritrovare».
E il caso Milanese?
«Idem. Dobbiamo essere più rigorosi possibile, quando è in gioco l’etica politica».
L’etica è un problema anche per il Pdl?
«Certo. L’ultima manovra è il risultato di una politica che ha perso il senso etico. Da qui il mio disagio. Ma in gioco c’è molto di più. In tutto l’Occidente si avverte la necessità di ritrovare una cultura del limite e il compito spetta prima di tutto alle classi dirigenti».
Pensa che la leadership di Berlusconi possa avere un futuro? O è finita?
«È finito il tempo di questa politica. Una politica che non è capace di coniugare rigore e crescita, che chiede sacrifici ai cittadini ma non li sa imporre a se stessa».
Il Pdl paga anche il fatto di aver lasciato troppo spazio alla Lega?
«Il Pdl deve recuperare la cultura dei popolari e dei liberali europei, che tutela i più deboli e non le rendite di posizione, che propugna una big society , come quella di Cameron. Il Pdl ha abbandonato questa via perché troppo forte è stato il condizionamento della Lega? Può darsi. Il Pdl deve tenere un dialogo più stretto con mondi attorno a cui potrebbe ritrovarsi, i moderati, i cattolici? Personalmente, ne sono convinta».
Ma dove immagina il suo futuro? Dopo Berlusconi, saranno altri leader e altri partiti a rappresentare i ceti moderati?
«Il mio impegno politico sarà indirizzato al dialogo con tutte le forze che intendono lavorare su una piattaforma programmatica davvero riformista, liberale e solidale. Le mie critiche vogliono ancora essere un contributo costruttivo al rinnovamento del Pdl. Mi auguro sinceramente che il Pdl possa mettersi alla guida di questo necessario cambiamento».
Se non lo fa?
«Se non lo fa il Pdl, lo faranno altre forze. I vuoti politici vengono sempre colmati».

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21 Lug 2011

Il coltellino svizzero si aggiorna con l’USB

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Il coltellino svizzero è uno strumento indispensabile per qualsiasi viaggiatore, specialmente in campeggio o quando si ha a che fare con ambienti diversi dagli alberghi a 5 stelle.
Ma i tempi stanno cambiando, e se un tempo coltellino, forbicine e limetta erano tutto quello che si poteva chiedere in situazioni d’emergenza, oggi sembra che anche la pennina USB rientri nel novero degli accessori indispensabili.

I più divertenti gadget USB
Ci pensa quindi Victorinox a mettere in vendita due nuovi modelli di coltellini svizzeri “ufficiali”, dotati rispettivamente di una o due chiavette USB da 4 Gb fino a 128 Gb.

Il costo è in linea con le riserve auree del paese elvetico, arrivando fino a 250 euro per la versione full optional. Ma la qualità, si sa, ha il suo prezzo…

www.hobbymedia.it

20 luglio 2011

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19 Lug 2011

Mi spiace cari signori: per me potete anche fallire. Anzi forse il default non sarebbe così male

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imagesCA2D225VEmanuele Perugini
No scusate ma io non ci sto. Non ci sto a dover pagare ancora più tasse in cambio di sempre minori servizi. Stavolta proprio non mi va giù e vi rispondo come mi rispondete voi quando provo a proporre idee e servizi progetti e soluzioni: mi spiace, c’è la crisi, non ho una lira. E si perché a questo punto per me è arrivato il momento di dire basta. Basta non ce la faccio più. So che sono condannato a non avere una pensione, un’assistenza sanitaria adeguata, una scuola per i miei figli competitiva, un percorso sociale di crescita e di sicurezza. Davanti a me, nella prospettiva c’è solo un grande enorme punto interrogativo. L’unica cosa che so è che se vi permetto di prendere questi soldi domani me ne chiederete degli altri e dopo molti altri ancora. Io quindi ho deciso che vi dico “BASTA”.
Le tasse si devono pagare. Giusto, ma è lecito sapere per che cosa devono essere pagate e a chi vanno tutti questi soldi??. So che cosa mi direte. Dobbiamo intervenire con urgenza, rassicurare i mercati. Dobbiamo fare la manovra per pagare gli interessi che se non lo facciamo andiamo incontro al fallimento, anzi al default come usa dire. A questo punto, signori miei, occorre fermarci un attimo e tradurre questi termini in un linguaggio un po’ più comprensibile.
Prima di tutto che cosa vuol dire “i mercati”? Chi c’è dietro questa entità astratta che viene evocata manco fosse una specie di spectre internazionale? La Banca d’Italia dice che oltre la metà del debito pubblico italiano e cioè i BOT, i Buoni Ordinari del tesoro, sono di proprietà di famiglie italiane. Il resto appartiene a Stati e Banche straniere. Lasciamo perdere gli stranieri e concentriamoci sugli italiani.
Chi sono i possessori di BOT? Chi si nasconde dietro al termine mercati? Le famiglie? Magari quelle medie e piccole che a fatica hanno messo da parte depositi da 20.000 euro? In parte si, ma poi penso alla mia, a mio padre e dico, no, non sono loro, sono altri, banche assicurazioni, società di capitale che invece di investire in fabbriche e stabilimenti preferiscono la rendita finanziaria. Insomma alla fine i padroni del debito pubblico sono gli stessi signori che dai consigli di amministrazione delle Banche delle Fondazioni, delle assicurazioni e dei Palazzi quelli che grazie ai nuovi interessi sui Bot che io sono chiamato a pagare con le mie nuove tasse si metteranno in tasca 59.000 euro netti per ogni milione prestato allo stato ogni anno per dieci anni. Due stipendi in pratica. Non uno due.
Ora si scopre che il prossimo anno dovrò pagare mille e più euro di tasse in più perchè certi signori che guadagnano prestando soldi allo stato che a sua volta li spende per tutti ma non per me, ritengono che il governo attuale del paese non sia affidabile, non sia in grado di garantire la crescita eccetera eccetera. Signori miei io questo governo non l’ho votato. Ho sempre saputo che mister B e i suoi ministri non erano affidabili. Ma voi niente, anzi avete continuato a sostenere che questa era l’unica maggioranza possibile, che senza B non potevamo andare da nessuna parte. Oggi mi chiedete più soldi perchè B non è piu’ affidabile e quindi per prestargli soldi volete maggiori interessi.
Io più soldi non ce li ho. Anche volendo proprio non ce li ho. Nel mio portafoglio non ci sono obbligazioni, azioni, e tantomeno ci sono i bot. Niente non c’è un euro di titoli di stato. La mia situazione attuale è di un saldo positivo di circa 3000.00 euro e un mutuo che corre ogni fottuto mese, che, grazie alle vostre nuove richieste, aumentarà a dismisura nei prossimi mesi. Insomma non ho un becco di un quattrino. Ho però una figlia, un lavoro che ogni giorno devo sudare per consolidarlo e per mantenenerlo ostacolato dai soliti discorsi e ostacoli, e devo dirmi fortunato rispetto a tanti. Misera consolazione.
Ma è così. Ora li stessi signori che non ti fanno accostare alla stanza dei bottoni nemmeno con il binocolo, mi stanno dicendo che io devo pagare di più perchè loro facciano sempre più soldi. Mi stanno dicendo che hanno deciso che mia figlia non avrà lo stesso tipo di formazione scolastica che ho avuto io – gratuita e di alta qualità – perché loro si sono indebitati e io devo pagare. No signori, io non pago. E se arriverà il default forse ci rimetterete più voi di me, perché io quello che non ho non posso perderlo.
Postilla: la rivoluzione francese è cominciata così, con il fallimento fiscale dello stato. Forse è per questo che il default fa così paura?

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16 Lug 2011

La Manovra è legge, via ai tagli alle agevolazioni fiscali, ticket e superbollo, da subito ticket e tassa su titoli

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CF3CEE69F437AE355C5978BD8A1D8 La manovra per stabilizzare i conti pubblici è stata pubblicata in Gazzetta. Il testo era stato approvato venerdì in tempi record, solo 5 giorni per l’esame parlamentare a cui è seguita ieri pomeriggio la firma del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il decreto diventa così legge dello Stato. La manovra corregge il deficit per circa 48 miliardi di euro al 2014 e impone una serie di sacrifici: ben il 60% delle maggiori entrate arriverà infatti da nuovi tributi e a pagare un conto salato saranno pensionati, sanità, ministeri, statali ed enti locali. Tra le misure da subito in vigore, il superticket sanitario da 10 euro sulle visite specialistiche e le analisi mediche. Per evitarlo le regioni potranno usare fondi propri o ricorrere ad altri ticket. Immediati anche gli aumenti del bollo sui conti titoli, dell’Irap sulle concessionarie dello Stato e per banche e assicurazioni. Rincari da subito anche per il bollo sul deposito titoli e per il superbollo per le auto con una potenza superiore ai 225 kw. Rimandate al 2012 e al biennio 2013-2014 le altre misure di contenimento della spesa, dai tagli alla politica, alla stretta sulle pensioni e al taglio alle agevolazioni fiscali alla proroga del blocco degli stipendi degli statali.
La manovra finanziaria è legge a tempo di record – Una “straordinaria prova di coesione nazionale”, sottolinea Giorgio Napolitano, un risultato “impensabile senza il deciso concorso delle forze di opposizione”. Un clima che Silvio Berlusconi auspica possibile anche per le riforme “necessarie al Paese”, ma che per le opposizioni sarà difficile ricreare, viste anche le dure critiche rivolte alla manovra e al premier. La nota diramata dal Quirinale per comunicare la firma in calce alla manovra sottolinea dunque la dimostrazione di “consapevolezza”, che “rafforza la fiducia nell’Italia delle istituzioni europee e dei mercati”. Ma oltre a questo, rimarca il capo dello Stato, “non si è verificata alcuna rinuncia alle proprie posizioni da parte di qualsiasi forza politica né alcuna confusione di ruoli e di responsabilità”. L’invito del Capo dello Stato è ora “agli opposti schieramenti” di “confrontarsi nel modo più aperto e concludente sulle scelte che restano da adottare per rompere la morsa alto debito-bassa crescita che stringe l’Italia e per contribuire a un vigoroso rinnovamento e rilancio del progetto europeo”.
Una prospettiva che anche il premier Silvio Berlusconi sembra auspicare: “Abbiamo due anni per fare le riforme”, magari “in un clima politico simile a quello che abbiamo saputo far prevalere” sulla manovra, dice ilasciando l’Aula della Camera. Riforme necessarie per “superare i problemi ereditati dal passato e che impediscono un andamento della nostra economia” ai livelli di altri Paesi europei.
Ma le opposizioni sono scettiche. Per Pierluigi Bersani “la nostra responsabilità si ferma qui”, ovvero alla disponibilità ad un ok rapido ad una manovra di cui contesta i “contenuti ingiusti” a partire dai ticket sanitari che il Pd proporrà nei prossimi giorni di revocare individuando una diversa copertura economica di uguale importo. La strada per Bersani è solo una, le elezioni. Al massimo precedute da una riforma della legge elettorale. Anche per il leader dell’Udc “oggi Berlusconi è parte del problema che abbiamo di fronte e non ne può quindi determinare la soluzione”. Il passaggio necessario è dunque che la maggioranza rinunci alla “sindrome di autosufficienza”. Un concetto esplicitato anche dal capogruppo di Fli Benedetto Della Vedova: “Se prendete atto che da soli non rappresentate la soluzione dei problemi, allora è possibile mettere insieme le energie politiche e intellettuali di destra, centro e sinistra e siamo disponibili ad affrontare insieme le scelte radicali per risolvere i problemi che ci attendono”. E radicale è la posizione del leader Idv Antonio Di Pietro: “Signor presidente della Repubblica, è l’ultima e unica volta che lo facciamo, perché questo Governo è screditato”.
Romani: “Aumento delle tasse? Paese è a riparo dalle speculazioni” -Se nella manovra c’è un aumento delle tasse è stato per mettere il Paese al riparo dalla speculazione. Lo dice Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico, al Corriere della Sera. Sono state fatte alcune operazioni di consolidamento necessarie.Ma ci saranno altre risorse che non arriveranno dal fisco” ad esempio “dall’asta delle frequenze televisive, il cui ricavato oggi non è calcolato nella manovra” spiega il ministro, chiarendo che l’attacco all’Italia c’è stato per “l’unico punto debole, quel debito pubblico pari al 120%”. Ma il Paese “continua ad essere in condizioni migliori perché abbiamo il deficit più basso rispetto al Pil dopo la Germania” e siamo “il secondo Paese manufatturiero in Europa”. Quanto al ticket sanitario è legato al fatto che “purtroppo la spesa sanitaria vede un incremento di anno in anno che bisogna tenere sotto controllo”. Mille euro di tasse in più all’anno? “Sarei più cauto con le cifre. Aspettiamo la riforma fiscale che, a fine 2013, determinerà equamente da dove e da chi verranno queste risorse”.
Fitto: “Sacrifici siano per tutti” – “La manovra non taglia risorse al Mezzogiorno più di quanto non ne sottragga ad altre aree del Paese”. Ad affermarlo è il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, in un’intervista al Mattino, nella quale commenta l’impatto della manovra economica sulle Regioni del Sud. “I tagli ci sono, e vanno ad aggiungersi a quelli degli anni precedenti – sottolinea il ministro – ma sono inevitabili perché ci consentono di allontanare i rischi per il nostro Paese ventilati nelle ultime ore”. Si tratta di un provvedimento che “chiede un sacrificio a tutti” ma nella quale sono contenuti anche aspetti positivi, come “la conferma dei 400 milioni di euro stanziati per il trasporto pubblico locale e, per quanto riguarda la sanità – aggiunge Fitto – l’aumento, per il 2011 e il 2012, di 4 miliardi di euro del fondo nazionale. Gli aumenti tendenziali saranno, poi, dello 0,5% nel 2013 e dell’1,4% nel 2014. Inferiori rispetto ai precedenti ma sempre di aumenti si tratta. Ed è vero che si introducono i ticket, ma non per gli esenti”. Il ministro, inoltre, fa sapere che il Piano per il Sud non è fermo: “negli ultimi mesi – afferma Fitto – stiamo registrando un’accelerazione che può consentirci di raggiungere gli obiettivi di spesa”.
Bonanni: “Pescano sempre nelle pensioni” – E’ critico sulla manovra il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, specie per l’intervento sulle pensioni. Una manovra che “mostra tutti i limiti di una classe politica – o sarebbe meglio dire ‘ceto’ – che non sa prendersi le proprie responsabilità” e poi “mi dovrebbero spiegare perché si pesca sempre e comunque nel sistema previdenziale pur essendo quello riconosciuto come il più solido d’Europa perché si sono fatte molte riforme che altri non hanno fatto. Eppure non è possibile, non è giusto che non facciano sforzi sui patrimoni, sulle transazioni finanziarie, sui guadagni in Borsa”. In questo contesto “non esagerano” le famiglie preoccupate per l’aumento delle tasse.

Colombo a Fini: “Si affronti il tema del costo della politica” – “Chiedo al presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, di assumersi, di fronte ai deputati e assieme ai deputati, la responsabilità di affrontare il problema” del costo della politica, “un problema che non può (non può più) essere accantonato, mentre ciascuna famiglia viene inseguita fino alle squallide sale del pronto soccorso con l’intimazione di pagare molto e subito”. E’ l’appello che il deputato del Pd, Furio Colombo lancia al presidente della Camera, dalle pagine del Fatto Quotidiano. “Camera e Senato hanno votato interventi duri e pesanti – scrive Colombo -. Ma il Parlamento sembra non avere voluto notare uno tra i costi che il Paese non può sopportare. Ci deve essere una risposta. E la risposta, per realizzarsi con ordine e decoro, può avvenire solo per iniziativa immediata di coloro che sembrano invece chiusi in una loro cittadella protetta. E’ l’ultima occasione per restare agganciati ai sentimenti del Paese”. Il deputato del Partito Democratico chiede a Fini “di riconoscere e guidare il difficile compito di ricongiungere la vita di tutti con le istituzioni politiche del Paese” altrimenti “tutti sembreranno persone difficilmente distinguibili da Papa, da Romano, da Milanese”.
Lauro: “Costi della politica vanno tagliati per tutti” – “La sintesi di un verbale (e non un resoconto), che non ha riportato, nel dibattito sulla manovra, il mio intervento integrale in Commissione Affari Costituzionali, sui tagli della politica, mi ha inserito di ufficio, sulla stampa nazionale di stamane, nella lista dei difensori della casta, quando, al contrario, dal mio ingresso in Parlamento, con proposte di legge coraggiose ed interventi coerenti sui tagli da effettuare, non ho fatto altro che battermi contro tutti i privilegi ingiustificati dei politici e dei burocrati”. Lo dichiara il senatore Pdl Achille Lauro. “Sarebbe bastato leggere bene o dare un’occhiata alla mia attività parlamentare per evitare questa errata semplificazione, che, in nessun modo, posso accettare. Ho messo in guardia dal trattare il problema solo con riferimento ai parlamentari in carica, alimentando un antiparlamentarismo, che, in passato, ha prodotto frutti velenosi per la democrazia, ma ho chiesto sempre di affrontarlo in maniera generalizzata, con riguardo a tutti, a partire dai parlamentari in carica e dagli ex-parlamentari. I costi della politica vanno tagliati per tutti, compresi i benefici ancora goduti da chi ha ricoperto incarichi pubblici (dagli organi costituzionali all’ultima delle società municipalizzate); i rimborsi ai partiti vanno ridotti del 50% e negati totalmente a quei partiti che, dolosamente, disapplicano, alle candidature, il codice etico antimafia; gli aerei blu vanno aboliti, tranne che per le più alte cariche dello Stato e solo in missione ufficiale; le auto blu potrebbero essere contenute dell’80%, restituendo il personale delle forze dell’ordine ai compiti di istituto; le corporazioni e gli ordini andrebbero cancellati, senza eccezioni, come da me proposto”, conclude.

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06 Lug 2011

Vuoi un bambino?Puoi vincerlo alla lotteria

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Vuoi un bambino? Puoi vincerlo con un biglietto della lotteria. Per quanto brutale possa sembrare, ecco il nuovo gioco, la «IVF lottery», inventato per venire incontro alle coppie che hanno problemi di fertilità. Pare che sia il primo al mondo, così dice «To Hatch», l’Associazione britannica che aiuta le aspiranti mamme e gli aspiranti papà ad avere un figlio e che aveva chiesto alla Gambling Commission di Londra l’autorizzazione a cominciare la vendita dei ticket. Il via libera dello Stato è arrivato nei giorni scorsi.

COME FUNZIONA? – Semplice. I biglietti, venti sterline l’uno, saranno disponibili online oppure nelle rivendite di giornali, i newsagent. L’estrazione all’inizio sarà mensile poi, forse, diventerà bisettimanale. Chi avrà la fortuna di centrare il jackpot otterrà il diritto a un pacchetto del valore di 25 mila sterline comprensivo di soggiorno in un hotel di lusso, di cure per la fertilità in una delle cliniche specializzate e convenzionate con «To Hatch» e di autista per il tragitto dall’albergo al centro medico. La lotteria è pensata per aiutare le giovani coppie che non riescono a procreare. Ma non vi sarà preclusione alcuna per single, per omosessuali e per anziani: i vincitori saranno però invitati a cedere il loro biglietto ad amici o familiari.

DUBBI – Il gioco non è ancora cominciato ma già si sollevano alcuni interrogativi. Uno su tutti: è eticamente giusto trasformare la maternità e la paternità in una lotteria? I promotori sono convinti che, questa scelta, sia un passo in avanti per incentivare ai corretti trattamenti di fertilità chi desidera un bambino ma non riesce ad averlo. Ma non solo: i responsabili di «To Hatch» rivelano che coi tagli imposti dall’austerità la sanità pubblica britannica non è più in grado di garantire il suo sostegno, la «IVF lottery» è dunque un modo di tenere viva la speranza di aspiranti mamme e papà che non hanno la possibilità economica di ricorrere alle cure private. L’altra faccia della medaglia è che, come tutti i giochi, la «IVF lottery» rischia di alimentare unicamente illusioni. In ogni caso, il dado è tratto: si parte il 30 luglio.
http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_06/bambini-lotteria_f6f97ec6-a7a4-11e0-80dd-8681c9f51334.shtml

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05 Lug 2011

Notte della Rete, il web si difende

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Un minuto di silenzio e un bavaglio bianco indossato da tutti partecipanti: così è iniziata a Roma alla Domus Talenti la Notte della Rete, manifestazione contro la delibera dell'Agcom in materia di diritto d'autore, che domani verrà discussa dall'Autorità. Nella no-stop si è alternato un parterre di relatori trasversale: politici, artisti, blogger, imprenditori, giornalisti, giuristi: tutti per difendere il diritto alla libertà della rete. Tra questi Emma Bonino, Vincenzo Vita, Nicola D'Angelo, Antonio Di Pietro, Dario Fo, Alessandro Gilioli, Peter Gomez, Giulia Innocenzi, Roberto Natale, Luca Nicotra, Flavia Perina, il Piotta, Franca Rame, Fulvio Sarzana, Marco Scialdone, Guido Scorza, Mauro Vergari, Carlo Verna, Vittorio Zambardino. «Siamo veramente una nazione orrenda – ha detto Dario Fo, intervenendo in collegamento – dobbiamo darci da fare in un modo accanito, anche essere triviali nel nostro risentimento. Dobbiamo muoverci con una aggressività a loro pari. Siamo veramente scocciati, non possono permettersi in ogni momento gabole oscene per far cancellare tutto. Dobbiamo farci capire e far intendere che siamo scocciati al limite e che così non si va avanti». La diretta streaming era su 100 siti e blog (comprese tante testate giornalistiche) e dopo mezz'ora dell'inizio della manifestazione c'erano già 15 mila persone connesse e molti Twitter sull'iniziativa.

«Diciottomila cittadini hanno firmato la nostra petizione e chiedono all'Agcom di fermarsi e di far decidere il Parlamento», ha detto Fulvio Sarzana, tra i promotori dell'iniziativa Sitononraggiungibile.it. Tramite il sito Avaaz.org, invece, sono 200 mila i cittadini che hanno espresso via mail il loro dissenso all'Agcom. «Sono fiducioso, malgrado tutto, che domani il Consiglio dell'Autorità riuscirà a trovare una giusta e equilibrata soluzione, poggiante su un saldo fondamento giuridico», ha detto oggi a distanza il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò rispondendo ad una lettera sul tema della tutela del diritto d'autore inviatagli dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro. «Ho detto 'soluzionè, non 'decisionè – prosegue Calabrò -, perchè quale che sarà il testo finalizzato (scusi il brutto termine tecnico) dall'Autorità, esso sarà comunque sottoposto ad un'amplissima e trasparente consultazione pubblica, accordando ai soggetti consultati tutto il tempo occorrente per ragionate osservazioni e all'Autorità per susseguenti, ponderate riflessioni». Risponde a stretto giro Di Pietro: «Proprio per le difficoltà da lei più volte ricordate, che 'disposizioni di legge non ben definitè comporteranno per l'azione dell'Agcom, sarebbe opportuno e serio, prima di sottoporre un testo a consultazione pubblica, porre esplicitamente e formalmente alle Camere – com'è nei poteri dell'Agcom – il problema delle norme di legge che, a suo parere, andrebbero rese più chiare e definite».

«La libertà di rete è ossigeno vitale per le nostre democrazie», ha scritto Pierluigi Bersani in un messaggio alla Notte della Rete. «Chiediamo con forza che venga fugato ogni dubbio che il varo imminente della nuova disciplina sul diritto d'autore in relazione alle tecnologie dei nuovi media da parte dell'Agcom – ha aggiunto – possa interferire in alcun modo con la libertà di espressione dei cittadini della rete. Per questo ho chiesto e ribadisco oggi che l'Agcom si fermi e consenta una riflessione più ampia. La democrazia italiana non pu• permettersi bavagli di alcun genere – conclude Bersani nel messaggio – e vigileremo su tentativi diretti o surrettizzi di introdurli». Dal palco della notte della rete Emma Bonino chiede di «tornare alla minima prassi del contraddittorio, al conoscere prima di deliberare, a partire da questo settore. L'Agcom si prenda del tempo per pensare. Non c'è fretta per approvare questo regolamento e credo che non sia compito dell'Autorità ma del Parlamento». Anche il gruppo di Futuro e Libertà ha aderito «convintamente a questa iniziativa e raccoglie la proposta di una moratoria sul diritto d'autore in Parlamento», ha detto Flavia Perina del Fli è intervenuta alla Notte della Rete. «Non è la prima volta – ha aggiunto – che questa maggioranza si produce in un'aggressione delle rete in Italia – ha aggiunto -. Internet è un nuovo spazio pubblico di dibattito, nella rete non ci sono 'padronì. Il web è visto come un nemico da chi è nemico dello spazio pubblico. E la mobilitazione referendaria ha dimostrato quale valore ha questo spazio pubblico».

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05 Lug 2011

Giro di vite dell’UE sulle tariffe Roaming

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Ottime notizie in arrivo per chi è costretto a usare più di una scheda SIM a causa degli alti costi degli operatori telefonici. La Commissione Europea infatti è intenzionata ad adottare in settimana una misura volta a livellare i prezzi delle tariffe per il roaming, che al momento sono ancora troppo alte. Simili costi rappresentano di fatto una barriera per la mobilità internazionale all’interno dell’Unione Europea, e ridurre il divario fra le telefonate domestiche e quelle europee, secondo il Financial Times, è di primaria importanza.
Entro 3 anni il tetto sulle tariffe per le chiamate internazionali dovrà scendere di 11 centesimi, raggiungendo la media nazionale di 24 centesimi livellando così la situazione, che diventa particolarmente critica quando entra il gioco il roaming dati.
Infatti, sempre secondo la Commissione, i costi del “prestito delle infrastrutture” per il traffico dati all’estero con portatili o smartphone (e con scheda SIM straniera) non potrà costare più di 50 centesimi al MegaByte, obiettivo da raggiungere entro i prossimi 3 anni.Ottime misure quelle dell’istituzione Europea, che andranno a sgravare i costi per i consumatori.
http://www.hobbymedia.it/

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