Archive for Dicembre 2010

31 Dic 2010

IL 3D FA MALE AI BAMBINI

Filed under Argomenti vari

Guardare troppo la tv fa male agli occhi. Una frase ripetuta all’infinito dai genitori ai figli piccoli. Ora la parte di mamma e papà la fa nientemeno che Nintendo, azienda storica di videogiochi. Che sulla versione giapponese del proprio sito avverte che la nuova console di gioco portatile, il 3DS, non dovrà essere usata nella modalità a tre dimensioni da parte dei giocatori sotto i 6 anni. L’avvertimento in realtà si estende a tutto il 3D ed è ancora più serio se si considera che viene da un’azienda che il 26 febbraio (in Giappone, a marzo nel resto del mondo) lancerà la nuova macchina da gioco che permette una visione stereoscopica senza bisogno di utilizzare gli occhialini.12-29-103ds2-thumb-400x355Come spiega il comunicato rilasciato dalla compagnia guidata da Satoru Iwata, “i bambini dai sei anni in giù potranno giocare solo in modalità 2D poiché esporre gli occhi a immagini in 3D per un lungo periodo può avere effetti negativi sulla vista”. La nuova console è dotata di una levetta che permette di decidere la profondità delle immagini fino ad arrivare all’azzeramento completo dell’effetto tridimensionale dello schermo. Secondo gli esperti giapponesi la vista dei più piccoli è ancora in fase di sviluppo, dunque le modalità con cui lavora il 3D – fornendo immagini differenti ai due occhi – “ha potenziali impatti negativi sullo sviluppo degli occhi dei bambini”.

Se da Nintendo suggeriscono l’uso della console in modalità 2D per i più giovani (con la possiblità di usare un “parent lock” per le tre dimensioni) – e invitano comunque tutti a non abusare della console, consigliando di fare una pausa ogni mezz’ora di gioco -, l’avvertimento che viene da Kyoto è che tutto il 3D può fare male agli occhi. Non solo quello senza occhiali. E, come detto, se l’allarme arriva dal produttore stesso di un device per il 3D, a meno di particolari volontà autolesionistiche da parte di Nintendo, la cosa fa una particolare impressione.

Commenti disabilitati

30 Dic 2010

eBay, il cimitero dei regali di Natale

Filed under Argomenti vari

natale regaliIl giorno di Natale è passato, e il rituale dell’apertura dei regali è compiuto: molte persone avranno avuto ciò che desideravano, ma molte altre saranno rimaste deluse da oggetti che non erano nella lista dei desideri. Che fare allora di questi regali?
Le statistiche dimostrano che su eBay si registra un incremento di annunci eccezionale nei giorni successivi al Natale, vedendo un trend in crescita di 2000 regali riciclati nel 2006, 4500 nel 2007, 6000 nel 2008 e di 8000 regali nel 2009. Per quest’anno sono già stati creati 9000 annunci, e il picco nell’aumento di transazioni si avrà il 19 gennaio.
Quasi un italiano su due rivende il proprio regalo (44%), superando la media di tutti gli altri paesi europei, e questa rappresenta un’occasione d’oro per fare affari con oggetti nuovi venduti a prezzi più bassi. La soluzione di rivendere i regali on-line è efficiente e sopratutto ecologia, provvedendo ad una collocazione delle risorse più idonea a quelli che sono i gusti degli sfortunati destinatari dei doni.

E allora, che aspettate a fare un giro su eBay per riciclare i vostri regali?

Commenti disabilitati

29 Dic 2010

Capodanno, la vera festa è fuggire dai rumori

Filed under Argomenti vari

di Germana Consalvi
Fuori ci sono tante cose. La corsa frenetica alla località esotica o sulle montagne che rendono il Capodanno trendy o da cinepanettone. E se proprio non si può fare una vacanza così, almeno ci sia una partenza che non ci faccia sentire soli, pronti via, tutti incolonnati in autostrada. Fuori c’è la politica, con i suoi contorsionismi e con le sue acrobazie, comportamenti “trasversali” li definirebbe l’indulgente e astuto linguaggio politichese. “Trasversali” un po’ come noi cittadini italiani, in buona parte assorbiti dalla fresca celebrazione di Natale, tutti a messa a mezzanotte, e poi dal giorno dopo tutti a cercare con foga nell’oroscopo il responso profano del nostro 2011. E stiamo arrivando, come ogni anno, alla notte di San Silvestro facendo già da adesso orecchie da mercante a tutti i consigli di prudenza e di cautela nei confronti dei botti, che possono essere veramente molto pericolosi, che terrorizzano anche gli animali.
Ogni anno spuntano ottimi decaloghi, ogni anno c’è un bollettino di menomati. Perché il 31 dicembre si celebra l’euforia eccitante ed esagerata del passaggio, con tutte le aspettative e anche un po’ di paure, una specie di anestesia collettiva dai problemi e dallo stress delle nostre insicure quotidianità. È il 31 dicembre, tra poco faremo festa. Prima di prepararci, lasciamo fuori tutto quello che c’è fuori, via il rumore della vita sguaiata. Prima del brindisi in compagnia, ecco una proposta per un personalissimo, morbido viatico alla grande serata. Un bagno caldo, un aperitivo sul bordo della vasca per assaporare la dolcezza del momento, sottolineato da una musica amica (chiudete gli occhi e fate scivolare l’acqua sulla pelle cullati da “The great pretender” cantata da Freddy Mercury, tanto per cominciare bene). Poi, nell’abbraccio con l’accappatoio caldo, pensate ai versi che più sentite “a pelle”. Nulla, più della poesia, può sintetizzare le fibre arlecchine del nostro cuore e della nostra personalità. Quali sono i versi che fanno al caso vostro? Spiriti galanti ma soprattutto ironici e dissacranti? Rispolveriamo Roberto “Freak” Antoni di “Grazie dei fiori/anch’io ti farò un mazzo così”. Chi ama l’amore e ha fiducia in esso potrà avere come compagno di viaggio Hikmet (“i più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti…”). Chi vuole guardarsi a fondo e senza troppe illusioni penserà, come Quasimodo, che “ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole. Ed è subito sera”. Buon anno a tutti, in modo speciale agli spiriti più sensibili e semplici, e ai tanti lettori-compagni di viaggio nel nostro sito

http://www.ilmessaggero.it/

Commenti disabilitati

28 Dic 2010

Belen, Totti, Berlusconi e berluschini: ormai l’Italia è una cabina telefonica semoventedi

Filed under Argomenti vari

Oliviero Beha
Dicono che la campagna pubblicitaria in tv e ovunque, a tappeto ma lunghissimo, di una compagnia telefonica che vede protagonisti Christian De Sica, Belen Rodriguez e comprimari, “purtroppo non funzioni”. Dicono che la colpa sia di Belen, della sua immagine di rovinafamiglie, della sua bellezza dirompente e della sua simpatia da cortigiana contemporanea, del suo nome troppo vicino al significato principe almeno in genovese. Non sarebbe di Christian, grande attore cromosomico ma depresso e sprecato negli ultimi cascami della “farsa all’italiana” superata dalla realtà. E non sarebbe neppure degli autori degli spot (una batteria di intellettuali?), che a giudicare dalle idee e dal linguaggio considerano gli italiani tutti applicati al telefonino dei lungodementi.No, la colpa sarebbe proprio di Belen e della sua impudicizia trionfante, come se le famiglie italiane fossero ancora quelle di una volta, improntate a un matriarcato casareccio con machismi provinciali e intermittenti, e non quelle odierne, fatte di maschi violenti, maschietti immaturi, donne in lotta con l’età e fanciulle in fiore che appassiscono con il bisturi già sotto i 15 anni.Dicono che invece funzioni alla grande la campagna pubblicitaria concorrenziale creata sulla coppia formata nella vita e nell’immaginario pubblico da un calciatore famoso, Francesco Totti, e dalla show girl di complemento ma non aggiunta, Ilary Blasi. Non rovina le famiglie: Totti ha una naturalezza attorale fantastica, è per forza simpatico perché prende in giro da sé il suo esistenzialismo dialettale burinissimo, è uno dei calciatori più importanti dell’ultimo ventennio e non fa il testimonial di se stesso giocatore ma dell’immagine che rappresenta, dà l’idea -come valore aggiunto e comunque sia- di una bandiera calcistica intatta, mai abbrunata in tempi in cui di bandiere non se ne vedono più da nessuna parte e in nessun campo (non solo di calcio).Ilary è la sua compagna di spot, non tracima, è una Mondaini in trentaduesimo che per i tempi è già qualcosa. I testi e le “locations” funzionano nella loro semplicità quanto quelli già menzionati sono (o mi sembrano) per lungodementi.Dunque salvo sia Belen che Totti…, anzi per quest’ultimo prevedo una luminosa carriera anche nello spettacolo. Tutto qui? Ve la meno sugli spot dei telefonini e basta ? E no, carissimi post-natalizi. Vorrei arrivare ai prodotti pubblicizzati da coloro di cui ho appena scritto: i telefoni mobili. E al modo in cui vengono usati. A mente, per le ultime statistiche siamo uno dei Paesi o addirittura il Paese con più telefoni pro capite. E li usiamo sempre e comunque e dovunque. Lasciamo stare ogni forma di galateo, frantumato da un pezzo e polverizzato dall’uso dei cellulari il cui autentico pregio onomastico è quello di significare come vocabolo anche i furgoni delle forze dell’ordine.Parliamo delle strade. Una volta, forse solo anche due o tre anni fa, la patente a punti metteva paura e i 5 punti tolti a chi guidava con il cellulare senza auricolare funzionavano da deterrente. Oggi è uno sfascio totale. Non ce n’è uno che non guidi, in città o in viaggio, con il cellulare all’orecchio e a quel che vedo sono in pochissimi a farlo con l’auricolare, operazione che pure e comunque chiede un prezzo in termini di capacità di guida, distrazione, prontezza di riflessi ecc. Oggi guidano solo come accompagnamento della conversazione telefonica, e non viceversa. Debbono, dobbiamo risparmiare tempo e quello di guida è ormai considerato un inutile strazio fatto apposta per telefonare. E non solo in auto. Sulle due ruote succede di tutto, a chi guida e all’eventuale passeggero. Arrivano fino a tre telefoni, uno ad un’ orecchio di quello al manubrio e due quelli alle orecchie del trasportato.E parlo anche della bicicletta. C’è chi gira in bicicletta “contro l’inquinamento” e si produce in vertiginose e pericolose veroniche perché guida con una mano essendo l’altra impegnata dal telefonino. Mi fermo qui, perché ognuno sa di che cosa io stia parlando. Si paga un dazio altissimo al cambiamento del costume, sul piano della logica, della logistica, della disumanità del tutto, alla fine della nostra stessa stupidità.E poi la colpa è di Belen che sfascia le famiglie, meglio se tutte a bordo di una station wagon con ogni membro (componente) famigliare dotato di telefonino, dal guidatore a scalare…in un Paese diventato una cabina telefonica semovente.
P.S. Naturalmente la colpa è di Berlusconi, ma anche dei Berluschini…

Commenti disabilitati

28 Dic 2010

Perché Wikileaks fa bene al Terzo Mondo

Filed under Argomenti vari

L’altro giorno un amico mi ha chiesto: “Sento spesso riferirsi all’India come un Paese del terzo mondo. Ma cos’è esattamente il terzo mondo?” Mi ha colpito il fatto che la maggior parte di noi non conosca l’esatto significato di questa espressione. Ho risposto al mio amico che “terzo mondo” era un eufemismo per “nazioni disperatamente ed estremamente povere, sottosviluppate ed affamate, governate male da cleptocrati incredibilmente corrotti.”  E, ho aggiunto, di conseguenza il terzo mondo è un mondo di miseria creato dagli esseri umani.
Le immagini di persone estremamente povere sono strazianti. Pensate a quanto sia difficile essere uno del miliardo di persone in queste condizioni. Sono pelle e ossa, soffrono di fame cronica, malnutrizione, appaiono fisicamente rachitici e mentalmente ritardati.Un miliardo o giù di lì. E’ difficile immaginare dei numeri così grandi. Poi ci sono i leader di questo miliardo di individui. Depositano in banche offshore i miliardi che rubano alla loro gente. Questi tipi sono ben nutriti, vengono protetti dai terroristi – anzi, spesso sono proprio loro aver confidenza con i terroristi.Secondo il londinese The Guardian, fra le rivelazioni di Wikileaks risulta che il presidente sudanese “ha nascosto 9 miliardi di dollari in banche del Regno Unito”.Omar al-Bashir, presidente del Sudan, ha sottratto 9 miliardi al suo Paese impoverito, e parte di questi potrebbero essere al sicuro in alcune banche londinesi, secondo i cable diplomatici degli statunitensi che riportano conversazioni con il procuratore capo della Corte penale internazionale.Alcuni dei fondi potrebbero essere depositati presso il Lloyds Banking Group, secondo il procuratore Luis Moreno-Ocampo, che ha inoltre detto ai funzionari Usa che era tempo di rendere pubblica l’entità del furto di Bashir al fine di incitare l’opinione pubblica sudanese a ribellarsi.Ocampo ha suggerito che si sapesse la quantità di denaro imboscato da Bashir (si parla di 9 miliardi), ciò cambierebbe l’opinione del pubblico e da ‘crociato’ diventerebbe un ladro.
Si noti che i leader delle economie industrializzate avanzate, ossia i Paesi sviluppati, conoscono bene i cleptocrati che mantengono il terzo mondo in una situazione di fame miserabile. Ma non è nel loro interesse rivelare questo alla gente. Wikileaks, come nota Ocampo, cambia l’opinione pubblica. Informa la popolazione.La gente muore di fame, ma i leader sono grassocci e a proprio agio. La lotta disperata del popolo per sopravvivere si contrappone ai miliardi che i loro leader depositano in banche svizzere. Il Sudan è un Paese piccolo (45 milioni di abitanti) rispetto all’India. E i 9 miliardi di dollari di Bashir sono noccioline rispetto a quello che i leader politici e industriali indiani hanno accumulato all’estero: l’incredibile cifra di mille e cinquecento miliardi (1,500,000,000,000 dollari).Avendo così tanti soldi, questi capi possono permettersi di parlare alla pari con i leader dei Paesi industrializzati avanzati. Stanno sullo stesso piano. I leader del terzo mondo sono membri del club. Si confidano l’un con l’altro e si scambiano parole che non vogliono sentire a nessuno.”Sapete, il problema con le masse plebee è che sono troppo arroganti”, queste le battute che potrebbero scambiarsi durante un pranzo intimo in una delle loro lussuose dimore nella capitale di un Paese del terzo mondo. “Sono loro la causa del terrorismo, non lo sai?”Il popolo, naturalmente, non sa quel che pensano di loro i leader. Vengono nutriti dalla solita schifezza dei giornali e della TV – che peraltro sono pieni di marionette del regime.Ecco come la mette Elliot Abrams in un editoriale su “Council on Foreign Relations”, intitolato “Dictators, Democracies, and WikiLeaks” (1 dic 2010):Il secondo e più importante motivo per cui i leader stranieri richiedono segretezza è che vanno proteggendo dalla loro stessa gente. Dittatori e capi di regimi autoritari non dicono al popolo le verità che ci raccontano, i loro discorsi pubblici sono fatti per manipolare, non per informare. Invece di passare le informazioni ai propri cittadini, come si dovrebbe fare in una democrazia, utilizzano le emittenti televisive di proprietà dello Stato e i giornali controllati sempre dallo Stato. Il loro approccio è sorprendente: Dite la verità agli stranieri, ma non al vostro stesso popolo.
Wikileaks ci permette di dare un’occhiata a quanto accade realmente dietro le quinte. Ci spiega che un “principe azzurro” crede che il terrorismo islamico finanziato dal Pakistan sia una minaccia per l’India minore a quella di un gruppo di radicali indù.Da sempre qualcuno sospetta che gli Stati Uniti (e in precedenza l’URSS) abbiano sul loro libro paga i leader dei Paesi del terzo mondo. Wikileaks ne fornisce le prove.Una cosa va tenuta a mente. Gli Stati Uniti sono la nazione più potente del pianeta. Non sono arrivati ad esserlo senza manipolare il resto del mondo per raggiungere questo scopo. Dovevano – e devono – controllare il terzo mondo. Non possono inviare soldati americani in ogni angolo del mondo. Il modo più semplice per agire è quello di “comprare” i leader del terzo mondo. L’India non fa eccezione in questa strategia.Questo mi porta ad un altro punto. Gli Stati Uniti vogliono leader del terzo mondo “comprabili”. Gli Stati Uniti non sarebbero molto felici se l’India avesse un primo ministro che non può essere comprato. Quindi faranno del loro meglio per sostenere qualcuno che sia docile (diciamo, per esempio, un meticcio la cui lealtà è divisa tra due culture e Paesi) e per evitare che un nazionalista indiano arrivi a New Delhi.Wikileaks ci dirà se questa mia teoria sia corretta o meno.Inutile girarci intorno: Wikileaks ci dice ciò che abbiamo bisogno di sapere. E’ uno dei migliori strumenti di istruzione pubblica. Noi – i cittadini dell’India – abbiamo la responsabilità di cacciare i cleptocrati che hanno governato l’India per tanti decenni. Spetta a noi liberare l’India dalla ‘kakistocrazia’ in cui si è trasformato il Congresso .Se anche dopo queste rivelazioni la gente non apre gli occhi e mette i cleptocrati al patibolo, allora, ovviamente merita la fame e le privazioni che va subendo.E’ la legge del karma, no?[1] La mia definizione di terzo mondo – “nazioni disperatamente ed estremamente povere, sottosviluppate ed affamate, governate male da cleptocrati incredibilmente corrotti.” – è solo una definizione operativa. La definizione etimologica ovviamente è diversa. Wikipedia lo spiega bene.
Terzo mondo è un termine politico che sta ad indicare globalmente i paesi in via di sviluppo, contrapposti ai cosiddetti primo mondo (paesi sviluppati, democratici e capitalisti) e secondo mondo (paesi socialisti e comunisti che gravitavano nell’orbita dell’Unione Sovietica).Il termine fu usato per primo dall’economista francese Alfred Sauvy agli inizi degli anni cinquanta (alludendo al “Terzo Stato”, cioè la gran maggioranza di coloro che nella Francia di Luigi XVI prima della rivoluzione del 1789 non erano né ecclesiastici né nobili) per riferirsi ai paesi “non allineati” che rimanevano fuori dalla divisione nei due “blocchi” sovietico e americano. Entrò nel linguaggio della politica internazionale nel 1955 durante la conferenza di Bandung (Indonesia), per distinguere i paesi in via di sviluppo dai paesi ad economia di mercato e dai paesi ad economia centralizzata

Commenti disabilitati

27 Dic 2010

Inter, il vero “sgarbo” è Maldini

Filed under Argomenti vari

300558Ai tifosi rossoneri stavolta un mezzo sobbalzo non lo toglie nessuno. Altro che “sgarbo” di Moratti con l’ingaggio di Leonardo quale successore di Benitez, e non si tratta nemmeno di un clamoroso ritorno, sulla sponda opposta del Naviglio, di Kakà, a far mangiare il fegato al popolo di fede milanista sono le notizie relative a un possibile approdo in casa Inter anche di Paolo Maldini, cui i neo campioni del mondo per club potrebbero offrire un ruolo da dirigente, lancia il sasso nello stagno soprattutto la “Gazzetta dello Sport”, forti della reciproca stima fra la bandiera del Diavolo e il tecnico brasiliano, suo compagno di squadra nemmeno troppi anni orsono.Già a metà novembre, al momento del “siluro” da parte del Chelsea a Ray Wilkins quale vice di Carlo Ancelotti, i media inglesi, con l’autorevole “The Guardian” in testa, avevano ipotizzato un invito (esteso al tempo anche a Filippo Galli,altra colonna storica dell’epopea milanista) ad entrare nello staff tecnico dei Blues da parte dell’ex “capo” al recordman (cioè il mister di Reggiolo) di presenze in serie A (647), nelle coppe (174) e in assoluto con la casacca rossonera (902). Non se ne fece poi nulla, ma ora l’allarme risuona ben più forte.Maldini, 42 anni, si è ritirato, dopo un’intera carriera al Milan, al termine della stagione 2008-2009, nel suo palmarès vanta 7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Coppe dei Campioni/Champions League (con il primato, condiviso con Gento, di 8 finali giocate), 5 Supercoppe europee, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del Mondo per club FIFA. In Nazionale ha disputato 126 match, secondo solo a Fabio Cannavaro.Un eventuale coinvolgimento di Maldini nell’avventura di Leonardo in nerazzurro completerebbe il quadro dei “dispetti” incrociati che si sta sempre più delineando all’interno delle opposte fazioni cittadine. E il presidente interista avrebbe allora davvero i suoi bravi problemi a smentire motivazioni “beffarde” circa le sue scelte.

Commenti disabilitati

24 Dic 2010

auguri

Filed under Argomenti vari

Che la notte di Natale brilli per voi di luce, di grazia e di amore.

Commenti disabilitati

14 Dic 2010

Maso, nozze segrete in chiesa

Filed under Argomenti vari

http://www.youtube.com/watch?v=cOLzl3o4a0I

Pietro Maso si è sposato in gran segreto in una chiesetta in provincia di Verona. Il giovane di Montecchia di Crosara che il 17 aprile del 1991 uccise entrambi i genitori per appropriarsi dell’eredità, secondo il settimanale «Chi» è convolato a nozze alcuni mesi fa. Il periodico mostra le foto di Maso a spasso per Milano con la neomoglie Stefania. Oggi gode della semilibertà ed è proprio nelle ore fuori dal carcere che nel 2008 ha conosciuto Stefania, una ragazza milanese di buona famiglia. La coppia ha scelto il rito del matrimonio canonico, cioè solo religioso; alla cerimonia erano presenti il parroco che ha celebrato il matrimonio, due suore e don Guido Todeschini, guida spirituale dello sposo. Maso nel marzo 2011 potrebbe ottenere la libertà totale, con alcune restrizioni: l’obbligo di firma, di residenza o il divieto di espatrio e allora potrà decidere di sposarsi in Comune e depositare ufficialmente gli atti del matrimonio.

ALCUNI COMMENTI LASCIATI DAI LETTORI

nonnopiero

Come un “signore” che ha ucciso i genitori per un pugno di soldi sposato in chiesa! Ma come è possibile, se un divorziato/a non ci può neanchè entrare in chiesa, com’è possibile che accadano certe cose. Pentito! ma allora anche un divorziato/a può pentirsi, magari se si è sposato un’altra volta! Mistero, certo che la parabola del buon pastore che rinuncia alle cento pecore per andare alla ricerca della pecorella smarrita è sempre di moda. Ma quando ritornerà con la pecorella smarrita come farà per radunare le cento pecore che nel frattempo si sono perse

Commenti disabilitati

14 Dic 2010

«Abiti indecenti», frustata in pubblico

Filed under Argomenti vari

Video importato


Cinquanta frustate in pubblico come punizione per aver indossato «abiti indecenti». Una minigonna secondo alcuni, un paio di pantaloni, sostengono altri. Il tutto ripreso da una telecamera e poi postato su YouTube. In Sudan ha scatenato numerose polemiche il video fatto circolare in Rete da alcuni attivisti locali. Il filmato è stato girato nel luglio del 2009, probabilmente di nascosto e secondo Al Jazeera è stato diffuso il 10 dicembre scorso in occasione della giornata mondiale dei Diritti umani, per portare all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale e sudanese il problema della violazione dei diritti delle donne nel paese africano. Come era prevedibile, la diffusione del video ha scatenato, in poche ore, accese polemiche. Centinaia di utenti sudanesi hanno protestato tramite il web accusando la polizia di aver violato la legge e la Costituzione. Le immagini sono assai forti: la ragazza frustata finisce a terra e alza le braccia più volte implorando pietà, ma senza successo. Attraverso la Rete sono in molti a sostenere di aver assistito alla scena, spiegando che la donna punita è stata colpita senza un regolare processo e senza avere la minima possibilità di difendersi. Le associazioni per i Diritti umani di Khartoum hanno diffuso un comunicato nel quale chiedono l’apertura di un’inchiesta sulla vicenda e l’abolizione dell’articolo 152 del codice penale che punisce chi indossa «abiti indecenti». La storia della ragazza frustata in pubblico ricorda quella di Lobna Ahmed Al Hoseini, la giornalista sudanese sotto processo nel 2009 in Sudan per avere indossato pantaloni in pubblico. Grazie alla campagna di sensibilizzazione dei media arabi, la reporter fu condannata a 200 dollari di ammenda, ma riuscì a evitare le frustate.

1 commento

12 Dic 2010

Le donne si fanno usare dalla Tv come a una fiera equina

Filed under Argomenti vari

Di Mariano Sabatini
Si è fatto un gran sparlare dell’uso del corpo delle donne in televisione. Nonostante l’impegno, chiunque avrà modo di notare che l’attitudine a considerare il mondo femminile, in relazione al piccolo schermo, poco più di un arredo scenografico non va scemando. Anzi. Con il moltiplicarsi delle piattaforme – digitali e satellitari – e il proliferare dei canali gli autori gareggiano nell’inventare format incentrati sul micro/macro cosmo femminile, concepito immancabilmente come subalterno ed ancillare. Sbaglia chi immagina si tratti in gran maggioranza di programmi burlesque o soft core, capaci di titillare la bestia che alberga in ogni maschio in età riproduttiva. Ci sono anche quelli: su Sky addirittura sovrabbondano.I più offensivi o mortificanti per le stesse donne, quelle che li animano come quelle che assistono a certi spettacoli, mi sembrano i titoli in apparenza meno sfacciati. Poiché insinuano, in modo subdolo, l’idea di signore lagnose, spesso scontente della propria immagine, e comunque ansiose di compiacere il maschio alfa.Ad Uno Mattina, tanto per dire, è sempre prevista la rubrica sul look. Un estetista parrucchiere si adopera per trasformare la Bestia – tale appare anche per il crudele raffronto finale tra il prima e il dopo – in Bella. Nulla di male, intendiamoci, nel volersi migliorare. Discutibile che lo si faccia davanti a milioni di persone, trasformando il passaggio in video in un rito palingenetico. Soprattutto a disturbare è lo stile di racconto televisivo.Prendiamo 10 anni più giovane: la sfida, in onda su Lei (canale, figuriamoci, dedicato alle donne, su Sky 125). Una signora cinquantaquattrenne che sente, per sua esplicita ammissione, svanire la sua scintilla deve sottoporsi all’umiliazione della vox populi sul suo aspetto: “ha la pelle opaca”, “avrà 68 anni o forse 70”, “mia madre ha un aspetto migliore”, “sul viso ha molti segni”, “sembra Morticia”, “no assomiglia Crudelia Demon”, dicono i passanti a cui viene mostrata la foto della sventurata, ex hostess.Dunque, per coerenza linguistica, la conduttrice sentenzia: “Marie, ha perso la sua carta d’imbarco verso il sembrare più giovane”. Un verdetto di condanna capitale suonerebbe meno definitivo. Mi chiedo se, con una macellaia, avrebbe detto: “Marie, a 54 anni, sembra una bistecca in avanzato stato di decomposizione”. Con una fioraia: “E’ avvizzita come un garofano davanti a una lapide”. Molto probabile.A Jenny, trentaquattrenne madre di due figli, va peggio. I passanti – ma questi non hanno di meglio da fare che rendersi conniventi di simili aggressioni!? – le attribuiscono 45 anni. “Undici più dei tuoi!!!”, infierisce squittente la presentatrice. Poi, come buon peso, il regista raffrontata la figura di Jenny a quella delle due Kate, star di Hollywood, Moss e Beckinsale. La telecamera la scruta in tutta la sua bassezza, perlustra busto e gambe tozze, e lei mostra i denti come si fa con gli equini al mercato del bestiame. Vuole migliorare: da quel gentiluomo che è, il marito non dovrà più definirla “una vagabonda”.C’è molto da fare. Per far risplendere la pelle Jenny, con la sua immagine da “informale disagiata” (etichetta degli autori), si sottoporrà a dieci, dico: dieci, interventi di lifting facciali non chirurgici in sei settimane… Manco fosse una deturpata dall’acido. Evvai con la micro dermo abrasione, che rimuove gli strati superficiali di pelle morta, il foto ringiovanimento, il micro lifting viso…Trattandosi di una sfida, Marie e Jenny superano ogni limite, come ovvio. Marie acconsente a farsi riprendere, sedata e intubata, durante l’intervento di peeling chimico, blefaroplastica, eccetera. E subito dopo, quando – gonfia come una boule di acqua calda – si rimira soddisfatta. Anche dei punti metallici che le contornano il viso. Lady Frankestein sorride e tanto basta.Finiamola qui. La descrizione dello sputtanamento televisivo di proporzioni cosmiche, visto che il format è diffuso a livello planetario, può bastare. Non ditemi che le donne non possano e non debbano sottrarsi a queste gogne mediatico-estetistiche. Se non lo fanno, sono corresponsabili quanto gli uomini che le inventano e realizzano.10 dicembre 2010

2 commenti

Articoli precedenti »