Archive for Novembre 2010

26 Nov 2010

L’angolo dello straniero

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imagesCA5H2ZGNmetro mMilano ore 8.00 del mattino, metropolitana verde, fermata Centrale :
una folla più che numerosa si accalca per andare a lavorare.
Seduti l’uno a fianco all’altro un orientale, un sudamericano e un africano.
No, non si tratta dell’incipit della solita barzelletta, ma della realtà quotidiana di questa città,
multiculturale per eccellenza.
Tutti insieme nello stesso luogo ogni mattina per andare a lavorare.
dati numerici circa la popolazione straniera presente
a Milano, forniti dal Settore Statistica e
S.I.T. (Sistema Informativo Territoriale) del Comune
di Milano stessa e aggiornati al dicembre
2009, parlano chiaro: si tratta di una popolazione
eterogenea in forte crescita, che merita particolare
attenzione anche perché la maggior parte
è in età “produttiva”, cioè nella fascia tra i 20 e i 40
anni. Mentre l’Italia invecchia e non fa figli, altri giovani
cittadini del mondo arrivano per vivere, lavorare,
integrarsi e migliorare le proprie aspettative di futuro.
Un secolo fa gli italiani, ugualmente mossi da povertà
e voglia di riscatto, fecero lo stesso, emigrando dal
Nord, dal Centro e dal Sud per approdare in prevalenza
nel Nord America, al sogno americano.
Da quanto esiste il fenomeno della migrazione e quali
ne sono le principali ragioni? Lo spostamento temporaneo
o permanente di un singolo o di un gruppo da un
luogo a un altro non è nuovo ma esiste da sempre ed
è appunto antico quanto l’uomo. Grazie ai mezzi di comunicazione,
ai trasporti e quindi alla globalizzazione,
la migrazione ha raggiunto oggi dimensioni mai conosciute
prima. Le motivazioni che spingono a lasciare
un luogo per un altro sono molteplici: si sommano ragioni
economiche, politiche, naturali e personali, cause
interne al Paese di provenienza e cause esterne, dovute
anche all’attrazione esercitata dalla nazione in cui si
decide di stabilirsi. Ci si sposta per sfuggire alla povertà,
per garantirsi una stabilità lavorativa e di futuro,
per sottrarsi all’instabilità politica e alla violazione dei
diritti umani, all’assenza di pace e sicurezza, a seguito
di disastri naturali o situazioni ambientali estreme.
L’immaginario comune si inserisce in questa dinamica
e a volte falsa la realtà: l’idea dell’immigrazione è associata
spesso a quella della criminalità per il fatto che
il soggetto immigrato, più debole perché magari non
dispone di un’occupazione o di un reddito stabili, potrebbe
essere più facilmente spinto a delinquere. Per
quanto riguarda l’Italia, ricerche econometriche hanno
dimostrato che non c’è nessun nesso tra immigrazione e criminalità, cioè l’una non causa né favorisce
l’altra.
In una realtà sociale completamente diversa da quella
originaria, situazioni di indigenza, di difficoltà di relazione e di lingua, senza un adeguato e tempestivo
apporto delle istituzioni in termini di misure atte all’inserimento, a cominciare dall’infanzia, di per sé costituiscono terreno fertile per il sorgere di contrasti che possono degenerare pericolosamente. E così ecco le banlieu, gli scontri e le violenze, i connubi tra le diverse
forme di criminalità organizzata e non contro i quali non si deve transigere.
Siamo consapevoli che le regole ci sono e vanno rispettate
nell’ottica del vivere comune e civile e questo è un punto fermo, ma siamo altrettanto sicuri che è necessario
l’impegno di tutti affinché ciò possa accadere senza
incorrere nel razzismo.
Questa rubrica si propone quindi un intento preciso e ambizioso: vogliamo essere d’aiuto a chi si trova in un Paese diverso da quello d’origine e ha difficoltà ad affrontare leggi, normative, tradizioni e approcci alla vita che all’inizio possono sembrare estranei se non incomprensibili.
Si chiama l’angolo dello straniero perché
abbiamo pensato che questa nuova realtà sociale emergente dovesse avere la dignità di una sezione a sé stante. Angolo proprio perché si tratta di uno spazio
interamente dedicato a coloro che hanno bisogno di spiegazioni, chiarimenti e indicazioni per inserirsi appieno nella nostra società.
Sempre i dati statistici ci danno informazioni interessanti
per quanto riguarda le nazionalità maggiormente
presenti sul territorio milanese. La comunità prevalente
è quella filippina con più di 30 mila persone, seguita a stretto giro da quella egiziana, 25 mila persone.
Seguono poi quella cinese, peruviana, equadoregna,
rumena, marocchina, albanese e ucraina, in calce con quasi 5 mila individui. Ci siamo chiesti: chi sono queste persone? Che bisogni hanno? A quali difficoltà
vanno incontro? Ecco, a tutto questo cercheremo di dare una risposta per quanto ci sarà possibile.
In un’ottica di integrazione, per una società realmente
interetnica, ci proponiamo di affrontare di volta in volta le problematiche quotidiane inerenti al mondo dell’immigrazione. Mandateci le vostre richieste, proposte
e testimonianze! (Dati tratti dal sito del Comune
di Milano.)
http://nuovaidea.it

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26 Nov 2010

MANTOVA, ANZIANO ABUSA DIUNA 16ENNE: ARRESTATO

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Un pensionato di 70 anni è stato arrestato con l’accusa di aver violentato, in un bar del paese, una sedicenne affetta da problemi comportamentali. Il fatto è avvenuto due settimane fa in una frazione del comune di Viadana, dove entrambi i protagonisti risiedono. La ragazzina aveva denunciato subito il suo violentatore, ma l’uomo era rimasto a piede libero. A conclusione delle indagini il 70enne è stato accusato di violenza sessuale e arrestato. Secondo l’accusa, l’anziano avrebbe atteso che la giovane, che passa molte ore al bar entrasse nella toilette, l’ha seguita e poi avrebbe abusato di lei.

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26 Nov 2010

NOVARA, 31ENNE ABUSA DI UNA MINORE AFFETTA DA HANDICAP

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Accusato di aver abusato di una ragazza di 15 anni affetta da lieve handicap, un uomo di 31 anni di Novara è stato arrestato dalla Polizia per violenza sessuale. La Squadra Mobile della Questura ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Gip di Novara. I fatti risalgono al marzo scorso e sono emersi grazie allo stretto rapporto tra la scuola e l’Ufficio Minori della Questura. Le prime confidenze della ragazza, infatti, sono state fatte all’insegnante di sostegno che aveva colto alcuni segnali di disagio. Alla fine, la ragazza ha raccontato agli investigatori di aver avviato un rapporto di amicizia con l’uomo che si era presentato come una persona sensibile e premurosa. Di colpo, però, dopo averla portato in auto in un luogo isolato, l’ha costretta con la violenza ad avere un rapporto sessuale. I riscontri su tabulati telefonici e le testimonianze delle amiche della vittime, che avevano ricevuto le sue confidenze, hanno permesso alla Polizia di raccogliere gli elementi che hanno portato il Gip di Novara a emettere la misura della custodia cautelare.

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26 Nov 2010

STRIP POKER IN FAMIGLIA: BIMBA VIENE VIOLENTATA

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Una bimba di dieci anni coinvolta in uno strip poker a base di alcol e sesso. È la storia shock venuta alla luce a distanza di anni a Salisburgo. La madre ha trovato il vecchio diario della figlia, ormai sedicenne, e è venuta a conoscenza degli abusi di cui è stata vittima quando, un giorno di sei anni fa, accompagnò la sorella più grande a casa di quello che ai tempi era il suo fidanzato. Un pomeriggio noioso per la coppia che decise di movimentarlo un po’ con alcol e uno strip poker in presenza della piccola. Ogni mano persa corrisponde ad un indumento indossato in meno, e ad un bicchiere in più. La sorella e il ragazzo diedero da bere anche alla bimba (vino e coca cola) fino a stordirla. Allora, l’uomo la costrinse a un rapporto orale, mentre la sorella (vedendo la bambina) restia, la invitava a non essere noiosa. Dopo il ritrovamento del diario da parte della madre, la teen ager ha confermato di esser stata vittima di tali abusi. L’ex compagno della sorella ha dichiarato fin dall’inizio che era stata la bimba a voler fare una fellatio, ma alla fine ha ceduto e ha confessato. L’uomo è stato condannato a 24 mesi e la sua ex fidanzata a 18. Per l’ex bambina, invece, potrebbe passare un po’ più di tempo prima di riuscire a superare il trauma.

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17 Nov 2010

Le foto ricordo sulla tomba di Harry Potter, soldato ucciso nel ’39

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GERUSALEMME – Vanno sulla tomba d’un omonimo. E perdipiù, l’omonimo d’un personaggio che non è mai esistito. C’era una volta il turismo intelligente: per risollevare le sorti di Ramla, la biblica Arimatea, 70mila abitanti non lontani da Tel Aviv e non esattamente i più visitati d’Israele, si sono inventati il turismo demenziale. Quello che ogni settimana scarica davanti al cimitero della cittadina un paio di pullman, gitanti del sabato e pure qualche pellegrino europeo. Che al seguito di guide con microfono e bandierina passeggiano per le tombe, fino a trovare l’ambito sito: la lapide che commemora Harry Potter. Ma che ci fa in Israele il maghetto? UCCISO A HEBRON NEL 1939 – Che è accaduto all’inesistente personaggio, nato solo nella testa della fantasiosa J. K. Rowling e qui sepolto? Nulla. Perché Harry Potter è ormai quasi adulto e in questi giorni è tornato nei cinema. Mentre la tomba di Ramla accoglie solo i resti del soldato matricola 5251351, 1° Battaglione del reggimento Worcestershire, ucciso a Hebron il 22 luglio 1939. Un oscuro Harry Potter venuto da Birmingham al servizio di Sua Maestà, caduto a 19 anni in un agguato durante il mandato britannico in Palestina, dimenticato dalla storia e ripescato dalla fiction: «Lo sappiamo benissimo e lo diciamo, che questo Harry Potter non c’entra nulla con quello dei libri – spiega candido Ron Peled, guida israeliana -, ma alla gente non importa: basta il nome, per venderlo. Ci chiedono di vedere la tomba. E noi li portiamo». TURISMO DELL’ERRORE – Il tamtam è cominciato cinque anni fa. Qualche foto su Internet, il passaparola, i primi turisti dell’errore. Ragazzini e genitori che si mettevano in posa vicino alla lapide. Poi, sono cominciate a fiorire le leggende internautiche: che la Rowling avesse preso il nome del suo eroe da questo ragazzo degli anni Trenta; che la scrittrice fosse una sua lontana parente; che prima o poi il finto Harry Potter dei libri incontrerà il fantasma di quello vero, sepolto in Israele… Tutte favole, naturalmente. Ma che hanno fatto gioco a Ramla, dove già si fregiano del titolo di “capitale” degli animali misteriosi: nel 2006, la comunità scientifica mondiale fu messa a rumore dalla scoperta, in una grotta dei dintorni, d’otto specie “sconosciute”. Scorpioni ciechi e biancastri, strani crostacei albini, serpenti e creature che starebbero bene fra i gufi e gl’ippogrifi della Rowling: spuntarono da un lago sotterraneo, trovato per caso dagli operai d’una cava, e furono classificati come il risultato di specie segregate dal mondo esterno per milioni d’anni, mutazioni di animali già conosciuti perché sopravvissute al buio totale. «Siamo solo felici che queste vicende, casuali e misteriose, attraggano turisti dalle nostre parti», dice il sindaco di Ramla. Lui non ha perso tempo: sul sito web che elenca le bellezze della cittadina, fra il Minareto dei 40 Martiri e la Piscina di Sant’Elena, da quest’anno c’è pure la Tomba del Maghetto. Potrebbe corredarla con celebre una frase di Albus Silente, il preside della scuola di Harry Potter: «In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura».

Francesco Battistini potter_b1bis

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17 Nov 2010

Troppo sesso in tv anche perché… ce n’è pochissimo

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Mariano Sabatini
La televisione italiana è subdolamente pervasa da messaggi sessuali: per il modo con cui le donne si abbigliano, per la morbosità dei conduttori, inclini a battutacce sulle scollature notevoli delle scrittrici inesperte, per la scelta degli ospiti, calati come i cavoli, o se volete i piselli, a merenda. La variante degli sferici legumi verdi è suggerita dalla partecipazione a Pomeriggio sul 2 del pornodivo Franco Trentalance, noto alle vaste platee per l’arruolamento nel reality La Fattoria . Manco si trattasse di un pisellino al burro, Caterina Balivo – gran signora – gli ha fatto raccontare di quando per l’inesperienza di una collega il “Siffredi formato famiglia” rimase sul set con lo scettro virile impigliato nella zip.Perché quando si gira un film porno, Trentalance l’ha spiegato all’uditorio delle 15.30 su Raidue, gli uomini non usano indossare slip o boxer per praticità, per velocizzare le attività. Buono a saperlo. Così i brufolosi studenti di ogni ordine e grado, le allegre casalinghe, i pensionati in pace coi sensi sono avvertiti, nel caso decidessero di dare una svolta alla propria grigia esistenza, asessuata.Fin da piccoli si viene educati, dalla tv, alla malizia. A Ti lascio una canzone, Antonella Clerici invoglia i cantanti bonsai a sbirciarsi con un interesse innaturale, inconsueto a quell’età. Ma, visto che la conduttrice ci tiene, capita di ascoltare un adorabile seienne parlare delle bambine o ragazzine sul palco come farebbe un bavoso commendatore con la capezza d’oro al collo. Tanto per gradire, Paolo Bonolis definisce “ingrifato” (leggi, eccitato) uno scricciolo di forse sette anni, a Chi ha incastrato Peter Pan?. Una sortita, a voler essere benevoli, sproporzionata.Insomma, il sesso o l’idea di sesso dilagano ovunque, compresi in format che avrebbero meno da spartire con essi. Rai e Mediaset non sono mai riuscite ad allestire una trasmissione di educazione sessuale, che per la tv di stato risponderebbe oltretutto alla missione di servizio pubblico. Quello che più infastidisce e danneggia i telespettatori è la casualità: la mancanza di pianificazione, la superficialità con cui certi messaggi e linguaggi vengono fatti passare; perché non possono difendersi, tenersi alla larga. Soprattutto viene difficile decifrare, ridimensionare quello che si ascolta o percepisce. Così si alimenta il tabù.Soltanto Mtv provvedere a colmare la mancanza. La rete musicale frequentata dai giovani torna, più giorni a settimana alle 23.00, a fare divulgazione sessuale con il classico Loveline, scritto da Ennio Meloni, Furio Andreotti, Caterina Gaia. Non c’è più Camila Raznovich, al suo posto Angela Rafanelli: intelligente autrice (per Current) prima che conduttrice, infonde a Loveline la sua ironica toscanità.Parlando di “prime volte” interviene al telefono una ragazza preoccupata per certe richieste del ragazzo, il sessuologo Roberto Bernorio la rassicura sulla tecnica che se affinata fa scemare il dolore. Non mancano momenti di sorriso, quando un ragazzo racconta del disagio, al primo bacio, con quello che gli sembrava un merluzzo vivo in bocca. C’è anche chi rivela tutta la sua ansia per l’erezione che svanisce al momento di infilare il preservativo. Forse, apprendiamo, lo si può far diventare un gioco tra i partner, scegliendo oltretutto modelli della giusta misura e magari aromatizzati…A ben vedere, non c’è nulla di erotico o lascivo nel parlare, con serietà e non con seriosità, di sesso in tv. A tempo e luoghi opportuni.

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13 Nov 2010

Ciampino, sequestrato carico di porta-targhe taroccate anti-Autovelox

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Un semplice clic sul telecomando, dall’interno dell’auto, e una paratia nera scende sul numero della targa nascondendola all’occhio dell’autovelox. È l’ultimo escamotage «made in China» scoperto dalla polizia che, nell’ambito dei sempre più severi controlli sulle merci trasportate via aerea e su segnalazione della locale dogana, ha sequestrato all’aeroporto di Ciampino un carico di porta targhe «taroccati» importati dall’Asia e destinati al mercato napoletano.

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09 Nov 2010

Che fine ha fatto il Teatro Lirico?

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liricolirico2Dal 1717 fino agli anni ’90 del secolo scorso il Teatro Lirico era un prestigioso centro di vita sociale, culturale e artistica e ospitava non solo le grandi prime assolute di Cilea, Leoncavallo, Massenet ma anche eventi storici, manifestazioni politiche e culturali. Ricordiamo l’ultimo famoso discorso del Duce prima che fosse catturato e ucciso…
La storia del Lirico è attraversata da periodi di grande fama e gloria e momenti bui, dai quali il Teatro ha sempre ritrovato nel tempo il suo storico ruolo di protagonista indiscusso del palcoscenico milanese.
Arriviamo ai tempi odierni. Grazie al progetto di restauro dell’architetto Luciano Maria Colombo, vincitore di un concorso pubblico, il Lirico diventerà il primo teatro polifunzionale in Italia.
Dopo una serie di ricorsi burocratici e politici i lavori erano ricominciati a luglio di questo anno, con la promessa di riconsegnare il Teatro alla città di Milano entro 2 anni. Ma dalla mia recente indagine il cantiere risulta deserto e abbandonato. Il timore è che ci ritroveremo, come spesso capita nel nostro Paese, l’ennesimo progetto non realizzato a causa di oscuri problemi politici. Cosa sta succedendo al nostro Teatro? In una città come Milano, dove l’imprenditore privato, vedi Gianmario Longoni, dichiara di dover chiudere il Teatro Smeraldo a causa di problemi economici, temiamo un ulteriore smacco alla cultura milanese. E’ sicuramente troppo attendere 12 anni il restauro di un teatro, ma sarebbe una beffa terribile se, nonostante l’attesa, tutto finisse in un silenzio vergognoso. Ho rintracciato l’architetto Colombo che, essendo all’estero per motivi di lavoro, mi ha promesso un’intervista appena rientra. Al contrario, con grande difficoltà, stiamo cercando di incontrare l’Assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory affinché chiarisca ai nostri lettori questo mistero. Il Lirico è patrimonio della nostra città ed è un dovere conoscerne le vicende, in modo che l’attuale stato di abbandono abbia termine e ci venga riconsegnato. Il nulla culturale della città di Milano ne ha bisogno.Cari lettori, dateci una mano e seguiteci in questa battaglia.
Cheessendo all’estero per motivi di lavoro, mi ha promesso un’intervista appena rientra. Al contrario, con grande difficoltà, stiamo cercando di incontrare l’Assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory affinché chiarisca ai nostri lettori questo mistero. Il Lirico è patrimonio della nostra città ed è un dovere conoscerne le vicende, in modo che l’attuale stato di abbandono abbia termine e ci venga riconsegnato. Il nulla culturale della città di Milano ne ha bisogno
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05 Nov 2010

L’Italia è un paese per comici: sono i soli che ci sbattono in faccia le realtà scomode

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Mariano Sabatini

L’Italia è un paese per comici: sono i soli che ci sbattono in faccia le realtà scomode di Il momento più alto di Ballarò, sarete d’accordo, è la “copertina” animata da Maurizio Crozza. In questa televisione addomesticata, dove i giornalisti perlo più hanno rinunciato, e rinunciano quotidianamente per timore e convenienza, al ruolo di “guardiani del potere” (nel senso che spesso travisano il celebre motto del giornalismo statunitense, e difendono il potere, i politici, dalle domande scomode, dalle denunce sacrosante, dai commenti ficcanti… invece di schivare ai cittadini gli abusi di chi incarna il potere), il testimone del dissenso civile passa ai comici. Non possono bastare i Santoro, le Gabanelli… La satira deve coprire la sede vacante di un giornalismo che sappia e voglia battersi con onore contro le incongruenze, le meschinità, le astuzie, le carognate, le ipocrisie di rappresentanti delle istituzioni che hanno precipitato il paese in una di quelle commedie scollacciate di Alvaro Vitali. Ed è per questo che l’Italia, governata da un eterno Pierino, si merita di essere raccontata con tanta più efficacia dai giullari: Luciana Littizzetto, Daniele Luttazzi (colpevolmente emarginato dalla tv), Beppe Grillo, Neri Marcoré, Vauro Senesi, “Striscia la notizia”, lo stesso Crozza e altri.L’Italia non è un paese per vecchi, tranne uno, non è un paese per giovani, se non si prostituiscono, è un paese per comici. Riusciamo ad ascoltare le verità solo se condite da risate, applausi, sberleffi, camuffamenti. Purtroppo, e per fortuna, nella società del rumore che a Gillo Dorfles provoca l’horror pleni, quella satirica risulta spesso l’unica forma d’informazione, e comunque la più immediata. La sola intuizione di Giovanni Floris, a Ballarò (il martedì, alle 21.10, su Raitre), è stata quella di chiedere a Crozza la sua “rilettura” dei fatti della settimana, al cospetto di deputati, senatori, ministri, uomini di governo che infatti, nella gran maggioranza dei casi, pur masticando amaro non sanno replicargli.La dirompenza dei fatti sotto la lente ironica del comico ligure, nel talk politico che sovente scivola nei toni tipici delle assemblee di condominio, ci ripagano di ore e ore di sproloqui in cui è vero tutto e il suo contrario. Del resto, cosa pretendiamo da una tv, bloccata dalla politica, dove i programmi nascono nell’esigenza di far crescere un nuovo Santoro di destra? Penso a L’ultima parola di Gianluigi Paragone, confinato, con ascolti degni di emittenti locali, nella terza serata di Raidue.Giovanardi ha invitato Berlusconi ad aprire la conferenza nazionale della famiglia… “Come se Hannibal Lecter inaugurasse un convegno di vegetariani”, è stata la naturale battuta di Crozza. Un esempio di informazione sintetica ed efficace. Ci rimarrà in mente meglio delle comprensibili doglianze di Rosy Bindi o delle commoventi difese di Maurizio Lupi. “Abbiamo introdotto un nuovo elemento nella politica italiana: la moralità”, disse Berlusconi. E Crozza: “Non poteva fermarsi ad abbiamo introdotto un elemento?”. In un susseguirsi di notizie che ignorano sistematicamente l’amarezza che pervade gli italiani per la difficoltà nei giorni di crisi nera, la pernacchia ci sta tutta. Per Lupi, vicepresidente della Camera, a cui il patetismo non fa difetto: “Il compito dei politici è incontrasi col bisogno”. Soprattutto se quel bisogno ha la terza di reggiseno e si fa chiamare Ruby Rubacuori, battutaccia di Sabatini. Se mi va male col giornalismo, potrei avere un futuro come ghost-writer di Crozza.

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05 Nov 2010

gli agrumi orribili di Terzigno

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2_672-458_resizelimone8446_n--190x1303_672-458_resizeGli alberi vesuviani stanno regalando una frutta così deforme che nemmeno Francis Bacon avrebbe potuto fare di meglio, alchimie della terra intrisa di veleni – si teme – che scompongono le regole di madre Natura fino a ridisegnare volumi e geometrie dei suoi prodotti, cresciuti come ammorbati o addirittura irriconoscibili. «Se questo è un limone..», dice, sconsolata, una avvocatessa dei comitati antidiscarica di Terzigno, Maria Rosaria Esposito, pubblicando sul web le foto di un qualcosa che somiglia vagamente al frutto, colto a due passi di casa, dall’albero del giardino di sua madre. Il limone fa il paio con le mele col morbillo o le pere raggrumate come da un virus, tenacemente mostrate da un anziano contadino di Terzigno ad ogni telecamera incontrata sul suo cammino. Ma in particolare è questo limone che a guardarlo fa pensare che proprio non riusciva a crescere come si deve, ci riesce magari il granone accanto alle discariche di Giugliano, ma questo frutto è venuto su dilaniato o con un suo equilibrio orribile come le capre di Acerra deformate dalla diossina, come quei piccoli vietnamiti bombardati con armi pure contenti diossine quarant’anni fa,e fa pensare a Chernobyl, alle deformità provocate dalla radioattività.

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