Archive for Ottobre 2010

28 Ott 2010

Brunetta ,ci assicura che nel 2013 avermo 300mila disoccupati in più

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Pubblica amministrazione, Brunetta: “Entro il 2013 taglieremo 300mila occupati” Tra il 2008 e il 2013 si stima una riduzione del personale nella pubblica amministrazione di oltre 300mila unità (-8,4%). La previsione è contenuta tra i dati portati dal ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ad un anno dalla riforma della P.A. “Negli anni 2008 e 2009 – si legge in una slide – il personale si è ridotto di circa 72mila occupati, scendendo a 3,5 milioni di unità. Per effetto delle misure in materia di blocco del turnover, contratti di lavoro flessibile e collocamento a riposo, complessivamente tra il 2008 e il 2013 si può prevedere una riduzione dell’occupazione nel pubblico impiego di oltre 300mila unità (-8,4%)”.

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27 Ott 2010

La destra americana: “Assange a Guantanamo”

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094922062-335ccc1c-ab1c-4afe-bf47-e0990b975653Irritati per la fuga di notizie riservate che né la Casa bianca né il Pentagono sono riusciti ad arginare, alcuni esponenti della destra statunitense propongono di trattare Julian Assange, fondatore del sito di Wikileaks, come un “combattente nemico”, ovvero spedito nel carcere di Guantanamo. Come riporta il quotidiano britannico The Independent, i conservatori non presentano un fronte unito: alcuni giornali considerano come le informazioni contenute nei raopoorti dimostrino che Saddam possedeva delle armi di distruzione di massa – sebbene ad una lettura attenta si scopra come si trattasse di rimanenze risalenti a programmi abbandonati da anni.

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25 Ott 2010

WIKILEAKS,QUELLO CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO

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Stupri e torture su almeno 300 prigionieri di cui gli States erano a conoscenza, 66mila civili uccisi, la guerra senza regole dei contractors. I 400mila file sulla guerra in Iraq, pubblicati dal sito fondato da Julian Assange, continuano a far discutere. Negli States (principali protagonisti delle rivelazioni choc di Wikileaks) il Pentagono ha condannato la pubblicazione dei file perché “mette a rischio almeno 300 informatori iracheni che hanno collaborato con le forze armate Usa”. Mentre il primo ministro iracheno uscente Nouri al Maliki ha parlato di un atto di “sabotaggio”. Polemiche anche in Gran Bretagna. Ieri il Daily Mail ha raccontato che un militare britannico, nel 2003, sparò e uccise a Bassora una bambina di 8 anni che giocava in strada con alcuni amici. E ancora: nel 2005 – riporta l’Observer – militari britannici si fecero sfuggire il capo di Al Qaeda in Iraq, Abu Mussab al Zarqawi, perché l’elicottero che gli dava la caccia rimase senza carburante.Secondo i file di Wikileaks dal 2003 al 2009 in Iraq sono morte più di 109mila persone di cui 66mila civili. I responsabili principali di queste stragi sono i soldati iracheni, accusati anche di inaudite violenze sui prigionieri: bruciati con l’acido, stuprati, massacrati fino alla morte. Gli Usa, secondo i documenti, erano al corrente delle torture. Alcuni documenti tra i quasi 400mila file pubblicati dal sito Wikileaks accusano i militari italiani di aver ucciso dei civili che non stavano affatto sparando contro i soldati. L’episodio risale all’agosto 2004, quando i lagunari si trovarono impegnati in quella che è passata alla storia come la battaglia dei ponti di Nassiriya, in Iraq. Gli italiani sostennero che da un mezzo di soccorso iracheno provenissero degli spari, e che dunque il loro intervento – che causò la morte di 4 civili: una donna incinta, la madre, la sorella e il marito, e l’esplosione del mezzo iracheno – fosse solo una risposta al fuoco.

“Non si fermò al checkpoint”
“Alle ore 03.25 un automezzo che transitava sul ponte orientale di Nassiriya non si è fermato al checkpoint italiano e veniva conseguentemente ingaggiato con armi leggere. Quindi si è prodotta una grande esplosione, seguita da una seconda da cui si è valutato che il veicolo avesse dell’esplosivo”, si legge in due resoconti americani del 5 agosto 2004 pubblicati da Wikileaks. L’episodio è stato al centro di una vicenda giudiziaria complessa. La ricostruzione raccontata dai file di Wikileaks coincide sostanzialmente con quanto appurato nel corso dell’inchiesta giudiziaria. I militari hanno sempre raccontato una storia diversa: nessuna ambulanza, hanno sostenuto, ma solo un furgone, privo di insegne o di dispositivi luminosi, con a bordo uomini armati che, a un tratto, sono scesi sparando contro i soldati italiani che, dopo aver seguito le procedure, si sono limitati a rispondere al fuoco.

Due episodi “uniti” per comodità
Dai file Wikileaks, incrociati con il rapporto riservato, scritto tre giorni dopo i fatti dal colonnello dei lagunari Emilio Motolese e reso noto nel 2006, emerge che la versione dei soldati italiani si potrebbe riferire a un episodio distinto, verificatosi un’ora dopo, alle 04.25. I soldati “spararono contro un mezzo che non si era fermato al checkpoint”. Quindi iniziò – si legge nei file – una battaglia nella quale “diversi insorti rimasero uccisi e altri feriti’’.

La morte sospetta di Marracino
Nei files si trova anche un’altra versione dei fatti sulla morte di Salvatore Marracino, il militare italiano morto nel corso di una esercitazione il 15 marzo 2005 in Iraq. Secondo i documenti pubblicati da Wikileaks, il soldato “è stato colpito accidentalmente”. Secondo l’ipotesi più accreditata all’epoca, invece, il 28enne di San Severo (Foggia) si sparò alla fronte con la sua stessa arma, che si era inceppata poco prima. Durante i funerali, la madre del ragazzo lanciò un appello ai commilitoni del figlio perché la aiutassero a “fare chiarezza” su quanto accaduto. “A noi hanno sempre detto che Salvatore è morto per un incidente causato dalla sua arma”, ha detto oggi la madre del militare

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22 Ott 2010

«Lo spinello? Fa dormire meglio»Ornella Vanoni alla radio: una confessione che farà discutere

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 A sentir lei bisognerebbe lasciar stare la camomilla. Lasciar stare il fastidio di mettere su l’acqua, aspettare che bolla e cercar la bustina. Meglio uno spinello (a sentir lei). Sempre di erba si tratta, anche quella si conserva in una bustina. Lo spinello (o canna, joint, tromba, cannone che dir si voglia, a seconda di età e stato sociale) è il rimedio di Ornella Vanoni – 76 anni ben portati – alle notti insonni. Ieri, intervistata dalla trasmissione di Radiodue «Un giorno da pecora», la cantante ha fatto un coming out che farà discutere: «Qualche canna me la sono fatta in passato», tuttavia uno spinello saltuario può anche andar bene – ha detto – «ma solo per dormire, non certo per vivere». Peccato non saperne di più. Si servirà da un fornitore in zona Brera, dove vive? Se le «rolla» lei? Fuma hashish (afghano, libanese, indiano?) o marijuana? Da sola o in compagnia? Magari con Patty Pravo (62 anni appena) che l’anno scorso aveva anticipato Ornella: «Una cannetta ogni tanto, perché no? Aiuta a fare dormite più lunghe». Bisogna rassegnarsi: la terza età non esiste più, i nonni sono eterni ragazzini che si imbottiscono di Cialis e Viagra, le nonne fumano canne e non raccontano più fiabe. Del resto la «categoria» non si limita più a rocker o attori, ci sono anche quelli, come il senatore a vita Emilio Colombo che nel 2003 dichiarò di fare uso personale di cocaina «per ragioni terapeutiche». Ma in tempi recenti se ne è scusato.

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18 Ott 2010

Sesso orale e tumore della bocca Esiste un collegamento

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virus_cFrancesco Tortora

Le cifre allarmanti fanno cadere l’ultimo tabù televisivo. Nei prossimi mesi la Bbc trasmetterà un lungo documentario presentato dall’attrice britannica Jaime Winstone in cui si discuterà apertamente di sesso orale e del legame che esiste tra questa pratica sessuale e il cancro orale, tumore della bocca che più comunemente coinvolge il tessuto delle labbra o della lingua. I DATI – Secondo i più recenti studi scientifici questa pericolosa malattia sarebbe provocata non solo dal fumo e dall’abuso di alcol, ma anche dal papilloma virus umano (HPV), un virus che si trasmette per vie sessuali e che tra l’altro è la principale causa del tumore del collo dell’utero. I dati forniti dall’associazione britannica “Cancer Research UK” che definisce questa malattia «un’epidemia emergente» sono davvero preoccupanti. Ogni anno nel Regno Unito muoiono circa 1.800 persone per cancro orale. Le cifre dimostrano che negli ultimi venti anni questa pericolosa malattia è aumentata del 50% tra gli uomini e solo negli ultimi 12 mesi del 3% tra le donne. Gli esperti notano anche un’altra pericolosa anomalia: le persone che si ammalano di cancro orale a causa del fumo da tempo diminuiscono sensibilmente, mentre coloro che sono colpiti dalla stessa malattia per cause sessuali sono in aumento in maniera esponenziale «È chiaro che le persone hanno maggiori possibilità di essere colpite da questa malattia se hanno tanti partner sessuali e se praticano il sesso orale, siano essi uomini o donne», dichiara la dottoressa Lesley Walker, direttrice del centro informazioni dell’associazione Cancer Research UK. La Walker aggiunge poi che il documentario della Bbc potrebbe essere di grande aiuto per far conoscere i pericoli del sesso orale. Inoltre secondo la dottoressa la vaccinazione delle ragazze contro l’Hpv potrebbe ridurre il livello di infezione, ma il miglior consiglio da suggerire è quello di usare il preservativo durante i rapporti sessuali.

Francesco Tortora

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18 Ott 2010

Oggi gli adulti possono solo tacere e ascoltare”

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sermig02_gmaria teresa martinengo”LA STAMPA”

Piazza San Carlo piena di ragazzi entusiasti e, tra loro, una rappresentanza di quegli adulti invitati ad ascoltare le richieste di giustizia sociale, di pace e solidarietà che dai giovani arrivano e che il Sermig raccoglie e organizza. «Senza diritto di parola e obbligo di ascolto» il presidente della Regione Cota, il cardinale Poletto, il vicepresidente del Csm Vietti, il vescovo ausiliare de L’Aquila D’Ercole, il vescovo di Teramo Seccia, sindaci, personalità. Il Mondiale dei Giovani per la Pace organizzato da Ernesto Olivero, ieri pomeriggio nel cuore bello della città, è stato un lungo momento «visionario», carico di tensione ideale, ma anche di certezza che il mondo può migliorare. «Se “io” ci metto la faccia, se “io” ci sto». Tanti, ininterrotti, i momenti toccanti. Come l’arrivo in centro della marcia «Porta Palazzo porta pace», partita dall’Arsenale di piazza Borgo Dora con giovani giunti da tutta Italia e residenti italiani e stranieri del quartiere. Poi, testimonianze. Dal palco le sorelle somale Hamdi e Fathia hanno raccontato la loro fuga dalla guerra nel deserto e per mare, la speranza della loro madre di mettere in salvo almeno due dei suoi figli. Registrato in video, invece, il racconto di Luca, 22 anni, schizofrenico per l’uso di cannabis. «L’erba – ha detto – ti invade lo spazio vitale». E Leo, che racconta la vita senza luce e giustizia nelle vele di Scampia. Sul palco c’è Vahid, 27 anni, dell’Azerbaijan iraniano, diventato cieco per le pallottole sparate dalla polizia sulla folla durante una manifestazione. Vahid ricorda che «in Iran i giovani non hanno diritto di scegliersi il futuro.Il governo li sente una minaccia. Io che sono qui devo ricordarvi che tutti i giovani hanno diritto alla libertà. Bisogna che anche voi ci crediate e che diffondiate queste mie parole». Anche la musica di questa giornata – dedicata a Cecilia Gilardi, la ragazza torinese morta un anno fa a 17 anni in un incidente in motorino – sono urla, richieste di ascolto. «I nostri canti spiegano tragedia e speranza», dice Olivero presentando «La ragazza dell’Onda Verde», sulle indicibili sofferenze di una ragazza, ancora iraniana, ospite del Sermig. Il «patto tra generazioni per cambiare direzione, per andare verso un tempo nuovo… in cui capire i problemi degli altri e farli diventare opportunità», di cui ha parlato Olivero, gli oltre diecimila che la pioggia non è riuscita a disperdere, che hanno esultato e applaudito per ore, hanno dimostrato di averlo sottoscritto.Dal mondo degli adulti hanno ricevuto parole rassicuranti e di incoraggiamento: dal presidente Napolitano (che ha donato un medaglione al Sermig), dai presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta, dal ministro della Gioventù Meloni. Il nuovo arcivescovo Nosiglia, ha affidato un messaggio ai 450 giovani della diocesi di Vicenza venuti a Torino. E testimonianze vere e solide di impegno per un mondo più giusto sono state pronunciate sul palco da torinesi impegnati in istituzioni in dialogo con la gente: Pietro Buffa, direttore del carcere torinese, Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana, Carlo Degiacomi, direttore e ideatore del Museo A come Ambiente, il sindaco di Piossasco Roberta Avola Faraci. «Noi abbiamo invitato tutti i segretari dei partiti politici, spero – ha detto alla fine Olivero – che siano tra voi. Sapevano che qui non ci sarebbero state passerelle. Se non ci sono è triste: la chiave della politica è ascoltare i giovani». Sul palco musica. E l’annuncio: «Il futuro siamo noi».Nessun telegiornale ne ha dato notizia, non fa audince meglio parlare tutto il santo giorno di Avetrana

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17 Ott 2010

Berlusconi, “Operazione Antigua”

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102019333-a0865a9e-f58a-4b12-ab5d-fe42141c5fa9LA VILLA DI BERLLUSCONI DETTO IL CASTELLO

 

WALTER

GALBIATI “LA REPUBBLICA”

ANTIGUA – È il 20 settembre 2007 quando al Land register di Saint John, la capitale di Antigua, si presenta il signor Silvio Berlusconi. Con una riga il funzionario di turno cancella dal registro la società Flat Point e trasferisce la proprietà di un terreno di poco più di quattro acri all’illustre cittadino italiano. L’appezzamento si trova dalla parte opposta dell’isola. È una porzione di collina che scende fino al mare dove si apre una spiaggia di sabbia bianca, finissima. Gli abitanti di Willikies, un paesino che sorge lì vicino, la chiamano Pastrum, perché lì portavano a pascolare i loro animali. Non ne mancano nemmeno di selvatici, soprattutto scimmie. Da almeno quindici anni quei posti sono recintati. “È da molto tempo che questa costa è al centro di un progetto immobiliare, ma i lavori sono iniziati solo negli ultimi anni” spiega Hugenes, un pescatore del luogo. La baia si chiama Nonsuch Bay e va da un lembo di terra che quasi tocca la vicina Green Island, un paradiso meta delle gite dei turisti, a Flat Point, una punta piatta coperta da vegetazione caraibica. E Flat Point Devolopment Limited si chiama la società che si è presa in carico i terreni con l’obiettivo di sviluppare un imponente progetto turistico. Qui sorgerà, e in parte è già nato, l’Emerald Cove, un resort che nel nome riecheggia la nostra Costa Smeralda, il tratto di Sardegna, patria dei vip, e disegnata in gran parte dall’architetto Gianni Gamondi, l’architetto di Villa Certosa, la residenza sarda di Silvio Berlusconi, lo stesso architetto che curerà lo sviluppo per Flat Point.

Qualche tempo fa, era stato il gruppo Maltauro, una famiglia di costruttori vicentini a mettere gli occhi su Nonsuch Bay, ma non se ne fece mai nulla. Poi improvvisamente è arrivata la Flat Point, nel 2005 la macchina si è messa in moto, le pratiche si sono sbloccate e le case sono iniziate a crescere come funghi, una dietro l’altra, l’obiettivo è arrivare ad averne un centinaio. I reali beneficiari economici, tuttavia, si celano dietro una ragnatela di società schermate, una cortina offshore, che forse qui nel paradiso fiscale di Antigua non appare certo tanto esotica, ma che diventa tale in Italia, dove la società raccoglie la maggior parte dei suoi capitali. La sede della Flat Point è al 26 di Cross Street a St. John, il capitale è interamente controllato dalla Emerald Cove Engineering Nv, una società di Curacao (nelle Antille Olandesi, poste poco più a Nord di Antigua), a sua volta controllata dalla Kappomar sempre di Curacao. L’amministratore della Flat Point è Giuseppe Cappanera, mentre i fiduciari delle holding sono Carlo Postizzi, Giuseppe Poggioli e Flavio De Paulis. I primi sono rispettivamente un avvocato e un fiduciario che si muovono tra la Svizzera e l’Italia, mentre il terzo è un dipendente di Banca Arner. Di chi facciano gli interessi è un mistero, ma il coinvolgimento della banca elvetica, già commissariata e al centro di un inchiesta per riciclaggio delle procure di Milano e Palermo, getta qualche spiraglio di luce almeno su chi abbia convogliato del gran denaro verso la Flat Point.

Dal bilancio 2005 della società, emerge che Banca Arner ha finanziato per 6 milioni di dollari caraibici (circa 1,6 milioni di euro al cambio attuale) l’operazione sulla costa di Nonsuch Bay, ma il principale sponsor della scatola offshore sembra essere, come ricostruito da Banca d’Italia, il premier Silvio Berlusconi, da sempre legato a Banca Arner, non solo attraverso uno dei suoi storici fondatori Paolo Del Bue, ma anche per i suoi depositi nella sede di Corso Venezia a Milano: il conto numero uno è suo, mentre altri fanno capo alle holding della sua famiglia (per un totale di 50 milioni di euro) o a uomini del suo entourage.

Dai conti personali di Berlusconi accesi presso Banca Intesa e Monte dei Paschi di Siena sono partiti ingenti bonifici verso un conto di Flat Point aperto proprio presso la sede milanese di Banca Arner, la quale a sua volta ha girato gli stessi corrispettivi alla sede di Lugano. Oltre 1,7 milioni nel 2005, altri 300mila nel 2006, ma è nel 2007, l’anno in cui avviene il passaggio di proprietà del terreno di Nonsuch Bay che i movimenti di denaro salgono alle stelle. In tutto oltre 13 milioni di euro: a ridosso del 20 settembre, la data dell’atto del Land register, esattamente il 10 di quel mese, passano da Milano a Lugano 1,7 milioni di euro e un mese dopo altri 3,6 milioni. Nel 2008 ancora più di 6 milioni prendono il volo per la Svizzera. Un mare di soldi che si muovono, però, senza una corrispondenza tra le somme scritte nei contratti ufficiali depositati dalla Flat Point in banca e i bonifici. Gli importi appaiono molto elevati rispetto a quanto vi è di ufficiale. Nel bilancio della Flat Point i 29 acri di terreno su cui sorge lo sviluppo immobiliare sono stati iscritti per un valore di 2,7 milioni di dollari caraibici (poco più di 700mila euro), così come attestato dalla perizia del 2004 di Oliver F. G. Davis, un esperto immobiliare. Molto meno di quanto versato dai conti del premier. Berlusconi da solo muove oltre 20 milioni di euro e dai registri risulta aver acquistato solo 4 acri di terreno.

Rimane ambiguo anche il motivo per cui l’istituto elvetico abbia fatto passare quei soldi da Milano a Lugano senza bollare come sospetto il traffico di valuta. La normativa antiriciclaggio di Banca di Italia impone di segnalare i movimenti di denaro verso l’estero, soprattutto verso i Paesi offshore come la Svizzera, ma Banca Arner non se ne è mai curata. Di certo, però, ad Antigua i soldi in qualche modo devono essere arrivati, visto che le ville ci sono. Quella di Silvio Berlusconi spunta in cima alla collina, i pescatori la chiamano “il Castello” per la sua imponenza e per come domina dall’alto la zona. A fianco si trova quella di Andrij Shevchenko, l’ex calciatore del Milan e pupillo del premier. Poco più in là sorge quella di Lester Bird, l’ex primo ministro di Antigua, in carica fino al 2004, citato l’anno successivo in una causa legale per aver svenduto dei terreni dello Stato a dei gruppi privati. Al suo successore, Baldwin Spencer, Berlusconi aveva promesso di impegnarsi personalmente per aiutare la piccola isola caraibica a ridurre il debito internazionale.

Sulla Rai torna ad allungarsi l'ombra della censura preventiva. Il programma Report finisce nel mirino di Niccolò Ghedini. Il deputato Pdl e legale di Berlusconi avverte la Rai: sarebbe davvero "grave" se andasse in onda la puntata di stasera della trasmissione di Milena Gabanelli in cui si ricostruisce l'acquisto, da parte del premier, di una serie di immobili nell'isola caraibica di Antigua 1. Interpellata dall'Ansa, la Gabanelli si chiede perché Ghedini parli prima di vedere la puntata. E l'opposizione incalza il legale, autore di una "arrogante intimidazione", sintetizza Dario Franceschini.

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16 Ott 2010

Cibi da fast-food: non si decompongono mai!

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4Una fotografa di Manhattan ha voluto provare se e come si decompongono i cibi provenienti dai fast food, come McDonald’s. Il risultato dell’esperimento appare chiaro: non si decompongono affatto. Saranno di plastica?
Vi presentiamo l’alimento adatto a tutti i fanatici delle scadenze: dopo sei mesi è ancora come il primo giorno. E’ contenuto dentro la confezione dell’Happy Meal che, come saprete, è un menù che si trova nei fast food McDonald’s composto da hamburger, patatine, una bevanda e un giocattolino.
Che cos’ha di straordinario questo alimento? Oltre al gusto – che gli amanti dei fast food sicuramente amano – anche la peculiarità di non decomporsi mai. Sì, avete capito bene, a detta di alcuni, l’hamburger dell’Happy Meal potrebbe far concorrenza a una mummia Egizia. Non sappiamo se sono stati utilizzate resine e oli essenziali anche per l’hamburger più famoso al mondo; quello che possiamo raccontarvi è la storia dell’artista Sally Davies.
È lei quella che si è divertita ad acquistare l’Happy Meal il 10 aprile di quest’anno e a fotografarlo quotidianamente per vedere eventuali cambiamenti. Secondo l’artista, che ha ribattezzato questa sua ricerca come “Happy Meal project”, il panino si opporrebbe alle forze della natura.
Sul Daily Mail si legge una sua dichiarazione: «Ho comprato il pasto il 10 aprile di quest’anno e l’ho portato a casa con l’esplicita intenzione di lasciarlo fuori [dal frigorifero] per vedere cosa accadeva».
Precisiamo che Davies non c’è l’ha con McDonald’s, semplicemente ha scelto questo tipo di fast food perché era quello più comodo per lei. «Ho scelto McDonald’s perché era più vicino a casa mia, ma il progetto avrebbe potuto essere relativo a qualsiasi altro fast food di New York», precisa Davies.
servando ogni giorno il menù Happy Meal non ha notato grandi cambiamenti né nell’odore né nell’aspetto. «Le patatine erano leggermente striminzite […] ma l’aspetto complessivo del prodotto alimentare [!?] non è cambiato», spiega Davies. «E ora, a sei mesi, il cibo è di plastica al tatto ed ha una lucentezza come se fosse acrilico».
Una persona normale potrebbe anche spaventarsi vedendo che un alimento non muta mai nel tempo, come se fosse finto. Ma Davies sembra essere particolarmente divertita da questo fatto; forse perché è vegana, quindi non deve averne mai mangiato uno in vita sua (!).
In seguito all’esperimento sono state chieste ulteriori informazioni a McDonald’s, asserendo persino che il loro cibo non era biodegradabile. Ma Danya Proud, portavoce di una delle più grosse catene di fast food ha replicato: «Questo non è altro che una pretesa stravagante ed è completamente falsa».
Indubbiamente ha ragione, il fatto che non abbia un cattivo odore e che non muti tantissimo non significa che un prodotto non sia degradabile. Anche perché, ci viene il sospetto, che tanti altri prodotti industriali possano far lo stesso effetto. Sarà perché trovare cibi davvero naturali di questi tempi è davvero un’impresa…
Ora è necessaria un’ulteriore ricerca: chi ha il coraggio di mangiare l’Happy Meal di Davies per vedere se è comunque commestibile?
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16 Ott 2010

Svolta nel delitto di Sarah Scazzi Sabrina fermata per concorso in omicidio

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Interrogata fino a tarda sera, la cugina è accusata anche di sequestro di persona. Portata via dai carabinieri
Concorso in omicidio volontario e sequestro di persona. Questa l’accusa con cui gli inquirenti hanno disposto il fermo di Sabrina Misseri, la cugina 25enne di Sarah Scazzi, al termine di un interrogatorio durato circa sei ore nella caserma dei carabinieri di Manduria. La svolta nelle indagini sarebbe avvenuta al termine dell’interrogatorio di Michele Misseri, avvenuto nel primo pomeriggio nella stessa caserma. L’uomo avrebbe fornito nuove versioni e ricostruzioni dell’omicidio. Non c’è stato nessun confronto con la figlia Sabrina che è stata, invece, ascoltata successivamente dagli inquirenti, prima come persona informata sui fatti e poi con l’ipotesi accusatoria di occultamento di cadavere. Nell’ultima versione l’uomo avrebbe omesso alcune delle coperture con cui avrebbe sin qui protetto Sabrina. Uno degli avvocati della ragazza, Emilia Velletri, ha poi raccontato che il fermo è avvenuto «a seguito delle dichiarazioni accusatorie» rese oggi dal genitore. Insomma, Michele Misseri avrebbe cambiato completamente linea e chiamato in causa direttamente la ragazza. Valentina, l’altra figlia di Misseri, alla notizia del fermo della sorella ha inviato ad alcuni giornalisti un sms con scritto: «Sabrina è innocente». La ragazza, in ogni caso, non ha fatto alcuna ammissione di responsabilità. Secondo altre fonti il suo fermo sarebbe legato al mancato scioglimento delle contraddizioni della sua versione dei fatti con le dichiarazioni di suo padre.

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15 Ott 2010

Sabrina portata in caserma

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fine_big L’hanno portata via incappucciata per evitare telecamere e giornalisti. Sabrina Misseri, la cugina 25enne di Sarah Scazzi, è stata condotta negli uffici dei carabinieri della Compagnia di Manduria per essere ascoltata come «persona informata dei fatti». A quanto pare, il suo interrogatorio era previsto da tempo. La novità, però, è che stavolta è assistita da un avvocato. Poco dopo anche Michele Misseri, lo zio reo confesso dell’omicidio della nipote, è stato condotto nella caserma dei carabinieri. Gli inquirenti potrebbero decidere di mettere a confronto padre e figlia.

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