Archive for Dicembre 2005

24 Dic 2005

Cuore di mamma

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Un esemplare tailandese di fregata, un uccello della famiglia dei pellicani, ha volato per 26 giorni non stop per nutrire il figlio
E? il viaggio più lungo che sia mai stato fatto da una madre fregata per procurare il cibo al proprio cucciolo.
Il coraggioso pellicaniforme si chiama Lydia e gli studiosi del Christmas Island National Park hanno tracciato i suoi spostamenti attraverso un sistema di «global positioning», scoprendo che per cercare cibo alla prole ha viaggiato per 26 giorni senza mai fermarsi, percorrendo 2.500 miglia. Usa Today riporta la notizia riprendendo le parole del coordinatore dell?osservatorio sulla biodiversità del Christmas Island National Park, David James «E? una vera rivoluzione. Questi esperti volatori dalle ali appuntite e dalla coda forcuta solitamente non hanno mai attraversato grandi distanze». Per di più le fregate normalmente procacciano il cibo in maniera abbastanza comoda: inseguono le sule, le molestano e le inducono a rigurgitare il pesce.
E se questi liberi veleggiatori dei cieli fossero minacciati proprio per colpa dei tempi di volo troppo rilassati?
si tratta infatti di una specie ad alto rischio di estinzione. Negli ultimi venti anni c?è stato un calo della specie del 10 per cento e, secondo le stime degli esperti, i pericoli futuri sono significativi. La mamma fregata è partita il 18 ottobre da una località australiana situata nell?oceano indiano e distante 310 miglia da Jakarta. E? tornata a casa, anzi «a nido», il 14 novembre, rigurgitando il pasto per l?amato pulcino. Per un animale di questa specie è un traguardo, ma esistono volatili ben più resistenti. E? stato osservato un albatros, per esempio, che ha volato per 46 giorni, ininterrottamente

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23 Dic 2005

tanti auguri

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buon natale a tutti
a chi non ci crede a chi non è felice
tutti i malati a tutte le persone sole
e a tutte quelle persone che lavorano e sopratutto ai bambini
Natale non per tutti è sotto l’albero. Per qualcuno è sotto i cartoni, negli androni delle stazioni dove non ci sono regali, ma solo fame, solitudine e freddo. In molte città sono realtà

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23 Dic 2005

Senza veli la nipote di Bin Laden

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La nipote del capo di al Quaeda
ha deciso di cambiare nome ‘per sopravvivere’
Sfidando l’Islam tradizionale, Wafa. la nipote di Osama bin Laden, apparirà in pose sexy sul numero di gennaio del magazine GQ.

Wafah,ex studentessa di legge, adesso punta a fare la cantante. E quella parentela con lo ‘sceicco del terrore’ (suo padre, Yeslam, e Osama sono due dei 54 figli del miliardario saudita Mohammed Bin Laden) è decisamente un fardello pesante, tanto che ha deciso di prendere il nome da nubile della madre, dopo gli attentati dell’11 settembre.

In quel periodo, Wafah frequentava la Columbia Law School di New York, ma il giorno del’attentato era dalla madre in Svizzera.

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22 Dic 2005

Torna a casa «Toga»

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LONDRA – Si chiama Toga, è un pinguino di soli tre mesi e la sua ricerca sta commuovendo e allo stesso tempo mobilitando l’intera opinione pubblica inglese: il pinguino è scomparso domenica dallo zoo delle isole di Wight «Amazon World» e da quattro giorni numerose persone sono alla sua ricerca.
Lo zoo ha già offerto una ricompensa di 5mila sterline a chi riporterà sano e salvo l’animale «a casa». Ma la paura cresce: dicono gli esperti che se il piccolo pinguino non sarà riportato entrò Natale e non sarà nutrito dai suoi genitori, che vivevano assieme al piccolo, probabilmente morirà.
SCOMPARSA – Ma la storia di Toga non sta appassionando solo gli inglesi: dopo la sua scomparsa lo zoo ha ricevuto donazioni e solidarietà da cittadini della Russia, Nuova Zelanda e da una chiesa di New York,la «Pentecostal Uprise Church» che si trova nel cuore di Brooklyn , che ha inviato anche una email nella quale ha scritto: «Stiamo pregando che il piccolo ritorni sano e salvo. Possa Gesù vegliare su di lui ovunque sia e possa Dio riportarlo a casa dalla sua famiglia».
SPIRAGLIO – Sembrava essersi aperto uno spiraglio martedi, quando i dipendenti dello zoo ricevettero l’informazione che un pinguino era stato visto sulle spiagge dell’isola di Wight. Alla fine però scoprirono che si trattava di un uccello di mare, molto simile ad un pinguino. E le ricerche ripresero.
RAPIMENTO – I suoi custodi temono che il pinguino sia stato rapito. Ma nello zoo e dove viveva Toga tutto è come prima e niente è stato forzato. «Non riusciamo a capire – continua la custode di Toga, la signora Bright – cosa possa aver pensato il rapitore di Toga, ma innoridiamo al solo pensiero che abbia deciso che il pinguino sarebbe stato un ottimo regalo di Natale».

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21 Dic 2005

Il regalo di Natale? Un corpo tutto nuovo

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Ringiovanire, ritoccare, abbellire, non sono più richieste esclusive di signore desiderose di cancellare dal viso e dal corpo i segni del tempo.
Oppure di maschi maturi e narcisi che vogliono intervenire sul primo segno di calvizie o sul rotolino di grasso ai fianchi.
Ora sono sempre di più i giovanissimi a entrare con baldanza nel mercato del bisturi per la bellezza. Il boom della chirurgia estetica si registra infatti proprio tra gli adolescenti. E lo scorso anno, a ridosso di Natale, c’è stata un’impennata.

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21 Dic 2005

Corsa contro il tempo per salvare le balene

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Centinaia di volontari, compresi parecchi turisti, stanno lottando da due giorni per salvare circa 120 balene arenate su una spiaggia dell’Isola del Sud, nel più grande fenomeno del genere in Nuova Zelanda da 12 anni.
Da quando le balene si sono arenate martedì sulla spiaggia di Puponga, circa 150 km a nordovest della città di Nelson, 19 sono già morte, secondo quanto riferito da mezzi di informazione locali.

I volontari bagnano in continuazione le balene, lunghe fino a cinque metri, per cercare di rinfrescarle e di evitare che la loro pelle si secchi. Si spera che possano riguadagnare il mare aperto alla prossima alta marea. Si ignora il motivo per cui il branco ha perso l’orientamento e si è arenato, cosa che in quella spaggia era già successa altre volte in passato.

Riferimenti: salvare le balene

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20 Dic 2005

Le immagini che hanno segnato il 2005

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dal sito del corriere della sera

Le immagini che hanno segnato il 2005, non necessariamente le più importanti o le più belle, ma quelle preferite dai lettori. Sono venti gallerie di foto, le più cliccate del sito negli ultimi 12 mesi. Cronaca, costume, sport, scienza e spettacolo, in ordine sparso e classificato solo dal numero di volte che sono state visitate dai navigatori.
Dallo tsunami alla morte di George Best, dall’attentato di Londra alle prime immagini di Titano riprese dalla sonda Huygens, dal festival di Cannes allo scandalo del Grande fratello inglese. Nella classifica compaiono anche due gallerie realizzate con le foto scattate e inviate direttamente dai lettori: quella su Papa Wojtyla e un’altra sulla nevicata nel Nord Italia. Tra queste «autoprodotte» sul sito si sta componendo in questi giorni anche quella con i presepi e gli alberi di Natale. Buon lavoro ai lettori-fotografi

Riferimenti: Le immagini che hanno segnato il 2005

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20 Dic 2005

sciopero a New York Sette milioni rimasti a piedi

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È una giornata pesante per i newyorkesi, soprattutto per i sette milioni di pendolari, a causa dello sciopero dei mezzi pubblici. In Italia la cosa farebbe appena notizia, ma negli Stati Uniti la situazione è diversa: è la prima volta che gli autisti dei mezzi pubblici della Grande Mela incrociano le braccia. Il risultato è che milioni di persone, che quotidianamente usano il metrò o il bus, sono rimaste a piedi. Lo sciopero è la conseguenza della rottura delle trattative, avvenuta poco prima di mezzanotte, tra sindacato dei trasporti e la Metropolitan Transportation Authority, gestita dalla Stato. «I lavoratori dei trasporti sono stanchi di essere poco apprezzati e poco rispettati», ha dichiarato il leader del sindacato Twu (Transport Workers Union) Roger Toussaint in una conferenza stampa. Sono 7 milioni i cittadini che si servono del servizio pubblico per muoversi ogni giorno nella metropoli americana.

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19 Dic 2005

Babbo Natale e l’albero dei cretini

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L’ albero degli imbecilli è sempre carico di frutti. Anche quando è natalizio. Si sta combattendo una guerra ideologica intorno all’albero di Natale e ai suoi doni. Gli obiettivi strategici sono due: Merry Christmas e Babbo Natale. Andiamo con ordine. Dunque i progressisti americani, detti liberal o radical, hanno ribattezzato l’albero di Natale come Albero delle Feste perché temono di urtare la suscettibilità dei non cristiani. Dio che cretini. Mi ricordano gli imbecilli di casa nostra che trasformano il presepe in una specie di assemblea dell’Onu dove non si celebra la nascita del Bambino ma della Globalizzazione. Non più Gesù Bambino che scende dalle stelle, ma un mondo senza frontiere, multirazziale, dove non ci sarà più un padreterno ma tutti sono fratelli. Combattono la guerra natalizia i teocon e i teosenza, ovvero conservatori di Dio e i progressisti atei, per ribattezzare l’Albero che campeggia davanti al Congresso di Washington. I primi vorrebbero, con il presidente della Camera americana – il Pierferdi degli States, Dennis Hastert – ripristinare il nome insolente di Albero natalizio. I secondi invece, per non urtare ebrei, musulmani, neri, arancioni etc., preferiscono la dizione neutra da centro commerciale di Holyday Tree, albero delle vacanze. Che volete, sono credenti nel Politically correct, è la loro fede bigotta. Cari musulmani, ebrei, buddhisti, ecc, diteci: vi sentite offesi, oltraggiati se da noi il Natale si chiama così? Vi fa proprio orrore e sdegno Gesù Bambino? A proposito: come sarà il presepe dei famosi atei devoti? Tanti personaggi adoranti, i re Magi fermati al check-in e la culla vuota o con la foto di Bush bambino? E voi animalisti ma davvero volete invertire il presepe ed esigere che Giuseppe e Maria riscaldino il bue e l’asinello? Le scemenze non finiscono qui.

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19 Dic 2005

Piedino sì, ma solo con i moon-boots

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La vita sessuale secondo la morale cattolica tra divieti, documenti del Cei e complesse elaborazioni informatiche

Ma come dev’essere, secondo gli ultimi aggiornamenti della morale cattolica, la vita sessuale ideale? Incrociando i veti, i suggerimenti e i precetti del cardinal Ruini, alcuni studiosi hanno ricavato un sistema matematico molto complesso, la cui soluzione appare difficilissima, ma non impossibile.

Per prima cosa, il pool di ricercatori ha immesso in un computer le molte migliaia di comportamenti, atti e pensieri considerati contrari a una corretta vita sessuale cattolica. Si tratta di circa 26 mila voci, alcune totalmente inedite e mai sperimentate nella storia dell’umanità, neanche durante la decadenza babilonese o al party per i cinquant’anni di Amanda Lear, e però tutte minuziosamente elencate nei documenti della Chiesa.

I principali divieti: sono da evitare i matrimoni misti, i rapporti prematrimoniali, i rapporti post-matrimoniali, i rapporti matrimoniali disgiunti dalla volontà di procreazione, l’erezione non coronata da matrimonio, i rapporti sessuali in posizione non ortodossa (dalla sodomia alla posizione dell’attaccapanni, dal coito a trivella a quello a centrifuga, dal classico trenino al perverso ‘asso di bastoni’, fino al licenzioso ‘di chi è questo ombrellino?’ in uso nei boudoir settecenteschi), la sepoltura in tombe di famiglia con loculi promiscui, la dispersione del seme e la dispersione della biancheria sul pavimento (mutande e canottiera vanno ripiegate e appese all’apposito supporto secondo i dettami indicati, già nel Seicento, dal cardinal Foppa Pedretti), l’uso del preservativo, l’onanismo, i coadiuvanti chimici, la pornografia, i pensieri impuri, la fecondazione artificiale, il tiramisù e i cibi afrodisiaci, i vestiti sconci, la biancheria intima a nolo, gli specchi in camera da letto, l’uso di frusta e manette, le fantasie erotiche, le parolacce eccitanti (tutte elencate in un esauriente documento della Cei, dal classico “sei una sporcacciona” al raffinatissimo “vorrei incontrarti in funivia e sfilarti le ghette con le racchette da sci”), abitare sopra un sexy-shop, gli occhiali da sole troppo vistosi, i mezzi guanti con le dita di fuori, le telefonate a bassa voce, la sauna, i massaggi tailandesi, le infradito, i ristoranti con séparé, fare piedino se non con i moon-boots, i calendari da elettrauto, i guanti da chirurgo, depilarsi, le vigilesse, la doccia con il vetro trasparente, i buchi della serratura troppo larghi e infine camminare nudi sul lungomare di Milano Marittima distribuendo il proprio numero telefonico ai passanti e roteando la lingua. Dopo un mese di lavoro, il computer ha fornito il seguente identikit della coppia ideale cattolica, definendola per successive stratificazioni logiche. Ecco il responso.

“Un uomo e una donna. Un uomo e una donna vergini. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo ed entrambi con la barba. Un uomo e una donna vergini entrambi di Bergamo e con la barba che si fingono sordomuti tutta la vita per evitare di dire e ascoltare parole sconce. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che fanno sei figli in cinque anni. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che fanno sei figli in cinque anni e si rivolgono al consultorio per chiedere se non è possibile accorciare i tempi di gravidanza, con mezzi naturali, a soli tre mesi. Un uomo e una donna di Bergamo eccetera che copulano solo nella posizione canonica, quella detta ‘a toast’, ben descritta e illustrata nel manuale del cardinale Kraft, con lei sotto addormentata e lui sopra completamente inerte, per un’altezza complessiva dell’ammasso carnoso non superiore ai 25 centimetri. Un uomo e una donna vergini di Bergamo eccetera con un metronomo sul comodino, regolato sul ritmo del famoso ‘Requiem’ dell’abate Mortimer (una battuta ogni 20 secondi) per evitare di cadere, seppure inconsciamente, nella frenesia del piacere. Un uomo e una donna vergini di Bergamo, eccetera…”.
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Riferimenti: Piedino sì,

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