Archive for Settembre 2005

30 Set 2005

A letto siamo le migliori

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Giada Fradeani, Valentina Contato, Monica Dugo
Tre donne senza tabù si confessano in un bagno turco. È il «Sex & the city» italiano
Molto più piccante di Sex and the city, più maliziosa ed esplicita, brillante, andrà in onda su Jimmy a partire dal 6 ottobre, tutti i giovedì sera, alle 21.


Eva è quella bionda, che fa la chirurga plastica e sgranocchia gli uomini con la perfetta nonchalance della single metropolitana.
Ha una Bmw, i collant non li usa nemmeno d’inverno, è perennemente attaccata al cellulare e nella vita ostenta due convinzioni fondamentali.
Uno, che «una donna senza silicone è come un ermellino vivo: senza senso»; due, che «gli uomini sono come quei disgustosi animaletti di cristallo», avete presente?, che alcune depravate casalinghe adorano collezionare.
Ossia: «Vanno spolverati con cura?» chiede Clara, quella coi capelli rossi e l’aria da brava mamma di famiglia, sposata con un vigile urbano che le ruba in continuazione il rimmel. Risposta: «Fuochino. Vanno collezionati. E poi fatti a pezzi».

Tanika, quella mora, ovviamente si scandalizza. Perché è un tipo così candido da rasentare l’idiozia. Figurarsi! Una pornostar ungherese in declino, alta quasi 2 metri, col complesso del seno piccolo, che cerca di riciclarsi come attrice seria o conduttrice di reality show; ma le va male tutto, persino il provino come voce per gli annunci della metropolitana. Ovviamente cerca il grande amore. Ovviamente gli uomini vanno a letto con lei solo per via della fama che le ha dato la serie Darla (Darla al cinema, Darla in sposa, Darla in ospedale), e di cui ovviamente lei non è mai all’altezza. Così tutti spariscono la mattina dopo lasciandole in mano solo un numero di cellulare sbagliato.
Ora: di che cosa possono parlare tre donne così diverse, una volta riunite in un bagno turco? Circondate da altre donne, e con l’unica compagnia maschile di un gigantesco massaggiatore di nome Gennaro, detto Genni, che sul bicipite reca tatuato un commovente «Amo Rocco»?
Ma di uomini, naturalmente. Di amore, di sesso.
E con battute che qui si possono riferire solo molto molto alla lontana

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30 Set 2005

Oktoberfest a Monaco E’ come una sagra di paese italiana

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Al di là della sua fama di capitale della birra e dei würstel, Monaco è una delle città più cosmopolite d’Europa ed è un luogo i cui gli abitanti sanno godersi la vita in tutto e per tutto, dal passeggio lungo viali di sontuosa eleganza alle bevute di birra accompagnate da allegre musiche. Con la sua inebriante mescolanza di atmosfere ricercate e divertimenti goderecci e chiassosi, è una città compatta in cui è facile orientarsi e nella quale troverete più teatri che in qualsiasi altra località tedesca, un gran numero di bei musei e molti graziosi giardini, per non parlare delle circa duemila birrerie. Non mancate di visitare il Deutsches Museum, il più grande museo scientifico e tecnologico del mondo, con molte attività interattive e interessanti dimostrazioni di varie imprese umane, dalle estrazioni minerarie alle osservazioni astronomiche. L’Englischer Garten è uno dei parchi urbani più grandi d’Europa, dove tutti, persino gli uomini d’affari, si recano a prendere il sole sdraiati nei prati.
Da Monaco è poi possibile fare molte escursioni di una giornata: le Alpi Bavaresi fanno capolino nelle giornate limpide, la Strada Romantica collega pittoreschi villaggi della Baviera occidentale e, per un’esperienza più intensa e drammatica, a nord-ovest della città c’è il campo di concentramento di Dachau. Monaco è un importante crocevia dei trasporti ed è collegata regolarmente al resto del paese oltre che a Praga, a nord est, e a Roma, a sud.

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29 Set 2005

un Tutor ci (in)seguirà

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E? il nuovo apparecchio di controllo della velocità. Ti osserva per chilometri e alla fine emette il suo verdetto. Forse non gradito ma certamente più equo
Dopo anni di autovelox, telelaser, radar e altre sofisticate quanto controverse apparecchiature, è giunto ora lo strumento definitivo, quello che dovrebbe mettere a tacere per sempre le polemiche sulla ?correttezza? nel rilevamento della velocità dei veicoli. Il condizionale è d?obbligo, conoscendo la proverbiale insofferenza dell?automobilista italiano medio verso le limitazioni e i controlli stradali; ma in effetti il nuovo sistema lascia molto meno spazio alle contestazioni.

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29 Set 2005

è iniziata la guerra dei calendari

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Si è aperta la gara dei calendari 2006. Ai blocchi di partenza la brasiliana Magda Gomes, la venezuelana Ainett Stephens, la serba Nena Ristic e l’italiana Giorgia Palmas. Le bellezze in campo si sfidano senza veli per conquistare i muri di centinaia di migliaia di italiani.

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28 Set 2005

Arriva la mattina del sole nero Il 3 ottobre

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Il brivido del Sole che si oscura in pieno giorno tornerà la mattina del 3 ottobre con una eclisse di Sole molto particolare. In Italia, fra le 9,48 e le 12,54 antimeridiane vedremo il disco del Sole ridursi a uno spicchio, la sua luce affievolirsi e diventare livida; infine tornare alla sua consueta pienezza e luminosità. Se in qualche città le condizioni meteo non dovessero permettere la visione del fenomeno, basterà andare su Corriere.it dove, grazie a una serie di collegamenti assicuratici dai telescopi dell?Unione Astrofili Italiani (Uai) posti in varie località, sarà possibile avere una diretta minuto per minuto di tutte le sequenze dell?eclisse
Ma c?è di più. Il collegamento per l?eclisse in diretta con Corriere.it permetterà di godersi un altro aspetto del fenomeno invisibile agli osservatori italiani: la anularità. Di che si tratta? Come è noto un?eclisse di Sole avviene quando la Luna si interpone fra la Terra e il Sole stesso. Poiché di diametri apparenti di Luna e Sole, visti dalla Terra, sono quasi eguali, quando l?allineamento fra i tre astri è perfetto, si ha un?eclisse totale di Sole, altrimenti si ha un?eclisse parziale. Ma c?è un terzo e più raro caso. Se la Luna si trova un po? più distante del solito rispetto alla Terra, allora il suo disco appare leggermente più piccolo e, anche in caso di allineamento perfetto, non riesce a coprire per intero il Sole. In questo caso rimane scoperta una piccola corona circolare luminosa, un vero e proprio anello di Sole. Di qui la definizione di eclisse anulare.


RISCHI PER LA VISTA –

L?eclisse di Sole è un fenomeno spettacolare ma potenzialmente pericoloso per l?osservatore incauto o distratto. E? sufficiente fissare il Sole direttamente, senza adeguati filtri protettivi, per subire danni alla vista. Ricordiamo che l?osservazione diretta va effettuata solo con gli appositi occhialini da acquistare presso i negozi di ottica, oppure con i vetri speciali per saldatori che si acquistano nei negozi di ferramenta. Se si osserva al telescopio, bisogna ricorrere a filtri speciali fissati molto bene davanti all?obiettivo o all?oculare, secondo le indicazioni del fabbricante. L?unica osservazione tranquilla è quella via Internet che consigliamo soprattutto a quanti non sono esperti di ottica e potrebbero incorrere in spiacevoli infortuni. La collaborazione fra il Corriere della Sera on line e l?Unione degli astofili italiani, nota con la sigla «Il cielo in diretta», è stata la prima in Italia a fornire al vastissimo pubblico degli internet-nauti immagini in tempo reale e spiegazioni di grandi fenomeni astronomici.

Riferimenti: Il brivido del Sole che si oscura

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28 Set 2005

Rio de Janeiro, vanno a ruba le mutande con le immagini dei santi

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Tra le mille proteste dei cattolici di Rio de Janeiro una boutique del quartiere chic di Ipanema ha lanciato sul mercato locale un nuovo prodotto che, fin da subito, ha conquistato gran parte della clientela. La stilista Alessa Migani ha presentato la nuova linea di mutande maschili e slip femminili con l’effigie di santi. Tra i modelli più richiesti, ha fatto sapere Migani, vi sono gli slip con la raffigurazione di Sant’Antonio, considerato, in Brasile, il santo protettore dei matrimoni. Le ingenti scorte dell’indumento sono andate letteralmente a ruba e sono esaurite in pochissimi giorni.
Molto richiesti comunque sono state anche le mutandine con Santa Caterina, patrona delle vergini, San Judas Tadeu, patrono locale delle cause impossibili, e Santo Expedito, che secondo le credenze popolari è particolarmente efficace per le cause urgenti. Stando a quanto spiegato da alcuni clienti non è il solo lato estetico a rendere interessante il prodotto. Le mutande-immagine sono anche un discreto “portafortuna capace di fare miracoli”.
L’iniziativa, come anticipato, non è passata inosservata soprattutto fra i cattolici praticanti che, risentiti per la scelta fatta dalla stilista, hanno dichiarato guerra alla boutique. Tra vedere e non vedere, non potendo più contare sull’appoggio di alcun santo, la Migani ha ritirato dalla vetrina le mutande “blasfeme”. Chi fosse interessato saprà dove e come chiederle.

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28 Set 2005

L’ho fatto con lui e lo farei con lei

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La perdita della verginità, quasi «per togliersi il pensiero». Le trasgressioni a due nei gabinetti delle discoteche. Le pulsioni bisex a scuola e in palestra. E una montagna di perché. Un libro e due siti mostrano la doppia faccia dell’adolescenza, in cerca di sicurezze affettive e incline a esperienze hard.

Stella, 13 anni, chiede come si fa ad avere un rapporto completo. Mentre Mirabilia, 15 anni, vuole sapere come farlo in piedi. E l’orgasmo quanto dura?, domanda Kiss. «Troppo poco» rispondono all’unisono i presenti nel forum virtuale. Poi Serena, 17 anni, confessa di aver tradito il fidanzato «con la mia migliore amica. Sono etero ma è successo».
«È capitato anche a me» la rassicura Claudia, 18 anni. A far scoppiare il buon umore pensa Puffetta: «Il mio ragazzo vorrebbe depilarsi il pene. Che prodotti potrebbe usare?». Phoenix e Mat sghignazzano: «Forse intendi il pube?».

Eccoli i teenager italiani.

S’incontrano in rete sui forum di WWW.Girlpower.it e WWW.Giovani.it, le loro comunità online. Naturale che parlino soprattutto di sesso: scambiano dubbi, esperienze, fantasie; le ragazze mandano mail alla ginecologa. Senza censure e perbenismi, perché la copertura del nickname stimola la sincerità. E perché, mentre sperimentano l’erotismo, non resistono alla voglia di condividere e raccontare. Le loro discussioni: qui di seguito una selezione.

PRIMA VOLTA

Filo (15 anni): «L’ho fatto ieri! Sono andato a casa della mia ragazza e sapete cosa è successo? Sono venuto subito. Mi sono vergognato come un cane, lei mi ha tranquillizzato, ma adesso mi sto facendo dei viaggi assurdi».
Roberta (18 anni): «Avevo 15 anni ed ero insieme a uno di 19, ovviamente innamorata persa. Dopo appena 2 mesi gliel’ho data. È stato imbarazzante: c’erano i miei che ci chiamavano per la cena dalla stanza accanto».
Giulia (21 anni): «La prima volta è come per un esame universitario. La mia è stata a 17 anni, senza amore come le successive, fatta tanto per levarsi il pensiero, con un ragazzo di cui non ricordo neanche il nome e che non ho voluto rivedere. Non mi pento perché se aspettavo quello giusto non avrei ancora baciato un ragazzo».
Davi (18 anni): «Un’emozione fortissima. Lei adesso accetta i miei difetti e mi chiede di starle accanto in ogni momento. L’amore è arrivato, anche per me che sono un cesso incredibile».
Piccol@ (17 anni): «La prima volta? Meglio la seconda».
Giulietta (16 anni): «L’estate scorsa con un ragazzo che conoscevo da una settimana. Ora ho un sacco di boy pronti a uscire con me (fra l’altro non sono neanche molto bella) e spesso mi chiedo: l’amore esiste veramente?».
Kia (16 anni): «È stato dolcissimo. Siamo stati sul letto, tranquilli, mi sono lasciata andare e dopo ci siamo fatti tante coccole».
Roberta (20 anni): «L’ho fatto a 15 anni. È stata solo una gara per battere sul tempo le amiche. Lui era uno come tanti, che se ne fregava. Cosa significa fare l’amore l’ho capito due anni più tardi nella mia prima storia vera».
Aurorina (17): «Un sogno. E come tutti i sogni mi sono svegliata troppo tardi o forse troppo presto. Lui non diceva di amarmi, ma speravo almeno mi rispettasse. Invece no. Se penso alla cosa più bella della mia vita penso alla mia prima volta. Se penso alla più grande cazzata che ho fatto… pure».
Anna (15 anni): «Uffa, sono tre settimane che il martedì abbiamo casa libera. Quando siamo sul punto di… al mio amore non gli viene duro neanche a morire. Vabbé, lo faremo quando ?gino? ce lo permetterà».
Luna (16): «Dopo sette mesi dovrebbe anche lui avere lo stimolo di andare oltre i baci e il petting. Non ce la faccio più ad aspettare la prima volta. Altro che dramma dell’attesa per i ragazzi. Anche le ragazze soffrono!».

GIOCHI DI COPPIA

Anna (16 anni): «Ci vuole un po’ di coraggio, ma è molto eccitante per entrambi. Appena possibile, in modo tranquillo e senza farsi notare, infilategli una mano nei pantaloni. Quando siete con amici in un pub, sotto il tavolo. Vi giuro non si vede niente. Fatemi sapere se funziona, così lo brevetto!».
Lum (17): «Lo spogliarello. Suadente, lento. E si vede lui che ha le smanie, si muove, indugia sui pantaloni… Wow. Allora lo guardo dicendogli: ?toccati!? e inevitabilmente lui assume lo sguardo del tipo: ?sei terribile!?. Ma lo ignoro, godendo il suo splendido piacere (che è anche la nostra narcisistica soddisfazione di essere considerate desiderabili e sexy)».
Billy Idol (16): «Lo strip-Playstation. Si fa un doppio a qualche gioco. Chi perde si toglie un indumento».
Marina (19): «Qualche volta non metto le mutandine. Poi gli ho regalato dei preservativi effetto ritardante: è subito diventato rosso come un peperone».
Venusia (16): «Mi lega e mi benda. Mi cosparge di panna e pesche sciroppate. Infine banchetta avidamente sul mio corpo».
Kiogio (19): «Ho bisogno di confessarmi. Dopo mille insistenze ho acconsentito alle richieste della mia ragazza. Con due amici a casa mia abbiamo fatto sesso di gruppo. La cosa che mi ha più ferito è stata la sua naturalezza. Senza nessun imbarazzo, si è spogliata e ha condotto il gioco. Se ciò non bastasse, mi ha confessato che le piacerebbe rifarlo! E che io devo stare tranquillo perché non ha provato nulla di sentimentale!».

BISESSUALITÀ

Martina (17 anni): «Sono etero ma mi eccito con immagini di lesbiche. Credo che la maggior parte delle ragazze sia bisex. Anche molti ragazzi lo sono (però non lo ammetterebbero mai)».
Fly (16): «Non sono sicurissima ma mi piacerebbe provare con una ragazza. Magari solo un po’ di carezze».
Vadigy (16): «Ieri sera ero con la mia migliore amica e l’abbiamo fatto. Oggi pensavo che nessuna delle due ne avrebbe parlato, invece lei mi ha detto che è stata un’esperienza fantastica. Adesso sono contenta, almeno so di piacerle».
Ishtar (17): «Non ho mai avuto esperienze sessuali con altre lei. Ho il fidanzato, facciamo tonnellate di ottimo sesso, lui mi attrae da matti, lo amo. Però sogno spesso di avere rapporti con ragazze e mi sveglio supereccitata. Vedere immagini porno etero non mi dice nulla, mentre mi eccitano le immagini lesbo. Preferisco di gran lunga i maschi, ma c’è una mia amica, a cui voglio troppo bene, che mi attrae da pazzi. Sono bisex? La cosa non mi turberebbe mica troppo».
Chicco (18): «Gli etero dicono che è solo un’esperienza e gli omosessuali parlano di outing a metà. In fondo ognuno tira acqua al suo mulino. Mi chiedo: perché mettere etichette? Può esserci bisessualità vera, sebbene, come per tutto, uno abbia poi delle preferenze. Ci vogliono meno paranoie e più serenità».
Laura (17): «Io mi domando: ?Riuscirei a passare la mia vita con una donna o è solo un fatto di sesso??. Se è solo sesso, tutti possono farlo con chi gli pare, l’omosessualità non c’entra».

FANTASIE

Cry (17 anni): «Trovare la mia casa al buio con tante candele che creano un sentiero fino al bagno. Lì c’è il mio ragazzo nudo immerso nella vasca tra petali di rosa e schiuma».
Naturelle (18): «Vedere due uomini che fanno sesso».
Ale (17): «Sono una ragazza e lo farei con una o più ragazze. Trovarne di disponibili».
Gattina (18): «Al lavoro con il capo. Mi piacerebbe veder pendere dalle mie labbra chi dovrebbe comandare».
Cleopatra (16): «È sera e sto passeggiando da sola sul bagnasciuga. Arrivano una lei sensualissima e un lui affascinante, dallo sguardo irresistibile. Ragazze, che succede?». Veruccia (19): «Mi faccio tentare da entrambi». Puffa (16): «Le brave bambine vanno in paradiso… le altre con tutti e due!». Bellevue (18): «Prima bacio lui, mentre lei mi accarezza fianchi e schiena. Poi mi giro e bacio lei, il seno, il collo, mentre lui mi sfiora i capezzoli. Infine ci sdraiamo tutti e tre: lui mi penetra e lei mi tocca. Esplodiamo tutti in un orgasmo infinito».
Catwoman (18): «Inizio un discorso su una festa che si terrà la sera. Loro sembrano interessati, a lei faccio mille complimenti, poi le chiedo di poter toccare i seni. Si stupisce ma accetta, con una mano la tocco e con l’altra prendo la sua e la appoggio a un mio seno. Lui è eccitatissimo. Dirigo la sua mano sulla mia pancia, lei mi sorride e non devo più fare niente. Ci sfiliamo il costume. Adesso basta viaggiare con la fantasia, altrimenti…».

HO UN DUBBIO, VI PREGO RISPONDETE!

Arcobaleno (15 anni): «Quando siamo nudi rischio di rimanere incinta anche se non stiamo facendo sesso? Mentre quando siamo vestiti non ci sono problemi, giusto?».
Giovanna (16): «Io e il mio raga eravamo in spiaggia soli soletti. Ci siamo abbassati i pantaloni ma non abbiamo fatto tutto. Lui ha poggiato il suo coso sulla mia cosa. Può succedere nulla?».
Mia (16): «Siamo entrambi vergini e lo vogliamo fare. Ma non sappiamo usare il preservativo. Lo utilizziamo su altre cose prima che su di lui?».
Lollo (15): «Come si masturba una ragazza?».
Martina (17): «Il mio ragazzo non vuole mettersi il preservativo. Lo odia. Ma io non mi fido del ?salto della quaglia?, il coito interrotto. Gli dico che sono incinta per spaventarlo? O incrocio le gambe e lo mando in bianco?».
Bimba (15): «Eravamo uno sopra l’altra. Io avevo il bikini, lui il costume. È venuto. Posso essere rimasta incinta? Gli spermatozoi hanno il potere di attraversare gli indumenti?». Insieme alle risposte serie, quella di Nick Tempest (17) è scherzosa: «Sì, gli spermatozoi hanno questo potere! Poi hanno i raggi fotonici e si cambiano la tuta blu nelle cabine del telefono».
Ale (15): «È possibile rimanere incinta per contatto, cioè senza penetrazione ed essendo vergini?».
Ara (15): «Io e il mio fidanzato stiamo insieme da sette mesi e da cinque abbiamo rapporti completi. Mia mamma l’ha scoperto e adesso vuole portarmi dal ginecologo per prevenire una gravidanza non desiderata. L’altro ieri lo ha detto anche al mio tipo, dato che lo conosce bene. Lui ha 18 anni: era muto e paonazzo di vergogna. E io rispondevo a mia mamma dicendo che non può obbligarmi, non ci voglio andare. Ma lei mi ha intimato: ?O fai la visita o non esci più. E puoi vederlo solo qui a casa?. Che odiosa! Cosa posso fare?».
Fox (16): «Ho già provato tre volte a fare l’amore con la mia ragazza e non ci riesco!
Va tutto bene, mi viene anche l’erezione, ma poi finisce subito e non so più che fare! È grave?».

L’AUTORE

Il ventiduenne Marco Gigliotti, ha intervistato 25 teenager tra i 15 e i 19 anni. Ore di conversazione con ciascuno di fronte a una birra, il posacenere stracolmo, il registratore acceso. «Con le ragazze è stato più facile» racconta Gigliotti. «Si sciolgono prima e ricordano particolari ed emozioni». Poi ha sbobinato i loro «diari» erotici: «Non per arrivare a conclusioni ma per offrire uno spaccato di verità. Il lettore li segue in giro per l’Italia, dalle città ai paesini, dalle spiagge alle montagne, da Nord a Sud, tutti cercano qualcosa». C’è chi vuole la fidanzata dell’altro o tradisce la propria e si sente in colpa. Chi risolve tutto in una «questione di centimetri». La maggior parte, chi desidera soprattutto tenerezza e amore.

Riferimenti: Eccoli i teenager italiani.

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28 Set 2005

Perché nel 2005 è la coca la droga più venduta.

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La polvere, la roba, la bianca, la neve, il charlie, la bamba, chiamatela come volete, è sempre più trasversale, interclassista; esistono dosi che costano come un tramezzino e birra, 12 euro, tagliate, forse di cattiva qualità.

La sniffata sta agli anni Duemila come le canne ai Settanta, «normalizzata» soprattutto in certi ambienti, spettacolo, moda, imprenditoria, politica. Milano, Roma, Napoli le città più bianche.
Di candido si stanno tingendo Bergamo (qui una dose vale 20/25 euro), Varese, Lodi.
In provincia non va meglio. «Sta passando l’idea che non sia una droga e dunque che non si rischi dipendenza. Sbagliato»

In zona Brera, a Milano, c’è un noto ristorante frequentato da vip e non.
Si mangia bene, ma è il bagno delle signore il valore aggiunto: uno specchio piazzato ad arte consente di controllare chi entra senza essere visto. In quella no man’s land fra lavandino e mensola le piste di cocaina si susseguono.

Sempre nell’ex capitale morale, nei paraggi di Porta Venezia, un locale arredato in stile barocco fa ogni sera il tutto esaurito, vi si incontrano divi e modelle, trentenni rampanti, attirati dalla narcisistica voglia di farsi vedere e dai «prezzi calmierati» ai quali vengono vendute le bustine.
C’è chi giura che nei privé di discoteche e ristoranti top gli «affezionati clienti», noti per le loro frequentazioni stupefacenti, abbiano garantita una dose nel tovagliolo o attaccata sotto il tavolo.

In alcuni studi televisivi e nei camerini di teatro, per qualche personaggio, viene confezionata una striscia dedicata: mani complici la nascondono dentro il contenitore del fard, degli ombretti, del cerone.
I bar dei teatri di posa, di cinema e televisione, sembrano essere il crocevia perfetto per approvvigionarsi di «roba».
La mitologia dell’ambiente narra anche di conduttori che trovano già pronta la pista, nascosta sotto la scaletta del programma o nell’ultima pagina del copione.

E della nota showgirl, animalista convinta, che mentre fa scorrazzare il proprio cane con il dogsitter si procura quanto le serve: fra un bisogno e l’altro dell’animale, nei giardinetti sotto casa, il collare viene riempito di polvere bianca.

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27 Set 2005

Palermo: gli tolgono il gesso e muore

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Un altro caso di sospetta malasanità in Sicilia. A Palermo un uomo è deceduto dopo essersi fatto togliere il gesso ad una gamba. Il paziente è morto mentre veniva riportato in ambulanza all?ospedale Buccheri La Ferla. L?uomo, Giovanni Vaccaro, 51 anni, si era fatto togliere il gesso a una gamba che si era fratturata un mese fa ed era tornato a casa, ma poi si era sentito male ed aveva chiamato una ambulanza. Sulle cause della morte la Procura di Palermo ha già aperto una inchiesta per accertare l?eventuale collegamento fra il decesso e la rimozione del gesso dalla gamba. L?inchiesta è condotta dal pm Roberta Buzzolati che mercoledì affiderà ad un medico legale l?incarico di eseguire l?autopsia.
Nello stesso ospedale, di via Messina Marine, era morta nell’agosto scorso per una emorragia interna una casalinga di 39 anni, Angela Pagano, al nono mese di gravidanza. I medici a causa di mancanza di posti letto l’avevano dirottata al policlinico dove però è morta.

Giovanni Vaccaro

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27 Set 2005

Australia, la strage di milioni di animali

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Australia, la strage di milioni di animali «Le specie importate sono un vero flagello e vanno sradicate». Anche il parziale avallo del Wwf alla decisione del governo
Anche i dromedari possono essere un pericolo per gli automobilisti australiani
- Tempi duri per i milioni di animali che vivono sul suolo australiano e non dispongono del marchio «Aussie d.o.c.». Asini, dromedari, volpi, capre, conigli selvatici, ma anche cani e gatti randagi sono nel mirino della Commissione parlamentare permanente sull’agricoltura, la pesca e le foreste, presieduta dal liberale Alby Schultz. Che li vorrebbe abbattere tutti.

La presenza di specie non autoctone sul suolo australiano è un problema che grava da secoli sull’isola-continente. E’ famoso il caso dei 24 conigli selvatici liberati nel 1859 da appassionati di caccia, diventati milioni nel giro di pochi anni per assenza di predatori: una vera piaga. Fu necessario organizzare una colossale campagna di abbattimento. Pochi sanno, però, che sempre per propiziare l’attività venatoria in Australia furono importate anche le volpi, che per costruire infrastrutture nel deserto furono introdotti i dromedari, e l’elenco potrebbe estendersi a numerose altre specie, importate ora per uno scopo, ora per un altro. Tutte si sono moltiplicate all’inverosimile, tanto che accanto ai famosissimi cartelli gialli che indicano «attraversamento canguri» o «occhio a non investire i koala», nel deserto se ne trovano di analoghi che si riferiscono a cammelli e dromedari.

Si tratta di animali che nessun predatore autoctono tocca e che hanno quindi la possibilità di riprodursi a dismisura. Per fare un esempio, i dromedari e i cammelli introdotti durante l’epopea della colonizzazione del deserto (tra il 1840 e il 1907), abbandonati appena i treni vi posero ruota, da poche migliaia sono diventati mezzo milione ed è stata perfino avviata un’attività commerciale per catturarli, addomesticarli ed esportarli in Arabia Saudita per scopi alimentari.

«Gli australiani non esitano a definire queste specie «pest animals», animali infestanti. Esemplare il caso degli asini selvatici: sono stimati in circa cinque milioni, un vero flagello. In alcuni stati, per decimarli si è ricorso ai «delitti della mantide»: esemplari femmina di asino sono stati dotati di collari-radio e immessi sul territorio. Nel periodo degli amori attirano i maschi, che possono essere individuati e abbattuti più facilmente: duro sarebbe scovarli uno a uno in un territorio vasto milioni di chilometri quadrati. Sorte simile è toccata alle capre. Gli esemplari femmina usati a questo scopo sono stati battezzati «capre e asine Giuda».

DA DECIMARE – Ma il problema resta. La Commissione presieduta da Schultz propone l’abbattimento o l’avvelenamento di milioni di esemplari, operazione costosissima (si stima più di mezzo miliardo di dollari l’anno), ma talmente necessaria che persino la sezione australiana del Wwf è disposta ad avallarla, se si tratterà di abbattimenti veramente mirati. Nicola Markus, personaggio di spicco dell’associazione ambientalista, ha ammesso che «ci sono animali selvatici che non appartengono a questo Paese e che hanno avuto un incredibile impatto sull’ecosistema australiano. Sono davvero invasivi e costituiscono una minaccia alla biodiversità locale».

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