15 Mag

Dal boia per uno scambio di persona Il caso che riapre la polemica sulla pena di morte

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Francesco Tortora   www.corriere.it

Giustiziato per un crimine commesso dal suo sosia omonimo. Che la pena di morte fosse uno strumento fallibile l’aveva raccontato con grande pathos nove anni fa il regista Alan Parker nel film “The life of David Gale” interpretato da un superbo Kevin Spacey. Adesso, grazie al lavoro del professore di diritto James Liebman, coadiuvato da un folto team di studenti della Columbia University di New York, vi sono le prove concrete che dimostrano come in passato una persona sia stata giustiziata per un delitto portato a termine da un’altra persona. La vittima del tragico errore giudiziario si chiamava Carlos De Luna, era un americano di origine ispanica e fu arrestato dalla polizia per aver ucciso il 4 febbraio del 1983 Wanda Lopez, un’impiegata della stazione di servizio Sigmor Shamrock nella cittadina americana di Corpus Christi, in Texas. Il docente, che ha lavorato sul caso per cinque anni e che ha pubblicato recentemente un lungo dossier intitolato «I sosia Carlos: anatomia di un errore giudiziario», è riuscito a dimostrare come quel delitto fu commesso da Carlos Hernandez, un vecchio amico di De Luna che non solo aveva il suo stesso nome, ma assomigliava tantissimo al ragazzo giustiziato nel 1989.

IL DELITTO – Durante il processo, De Luna, che aveva appena 20 anni all’epoca dell’arresto, avrebbe raccontato la verità, ma non sarebbe stato creduto dalla Corte. Il giovane avrebbe dichiarato di aver incontrato Hernandez in un bar e di essersi fermato a parlare con lui. Più tardi avrebbe visto il suo amico litigare animatamente con una donna nella stazione di servizio e per non ritrovarsi nei guai sarebbe scappato via (De Luna era in libertà condizionata). Dopo 40 minuti la polizia lo avrebbe arrestato e in seguito sarebbe stato condannato a morte sulla base del racconto di un testimone oculare che avrebbero visto un ispanico sul luogo del delitto, nonostante «tutti gli altri indizi dimostrassero la sua innocenza». Il lavoro del docente della Columbia University afferma che le indagini furono compiute in un modo «troppo spedito e superficialmente», identifica «numerosi errori, indizi perduti, occasioni mancate che hanno portato all’accusa contro De Luna».LA CONDANNA – Hernandez che era già stato in carcere per diversi reati e più tardi sarebbe stato condannato a 10 anni di galera per aver tentato di uccidere un’altra donna, fu definito dal giudice che seguì il processo contro De Luna «un fantasma frutto dell’immaginazione dell’imputato». Questa teoria fu supportata anche dall’avvocato d’ufficio che difese l”allora ventenne: il legale dichiarò che Carlos Hernandez «probabilmente non era mai esistito». Nel 1986, un giornale locale ritornò sulla vicenda pubblicando la foto di Carlos Hernandez definendolo “il vero omicida di Walda Lopez”, ma non servì a nulla: De Luna fu giustiziato con un’iniezione letale tre anni dopo: «Se un nuovo processo fosse condotto oggi, la giuria dovrebbe assolvere De Luna», ha dichiarato Richard Dieter, direttore del Death Penalty Information Center, organizzazione no profit fondata nel 1990 – Fino ad oggi non avevamo ancora un caso così eclatante in cui una persona innocente era stata condannata a morte. Ma grazie a questo studio ci siamo arrivati». «Nonostante tutto sia andato storto in questo processo, l’imputato poteva essere salvato», rileva l’autore del lavoro che alla fine dell’opera denuncia: «Disgraziatamente le stesse crepe che hanno portato alla condanna per errore di De Luna continuano oggi a mandare a morte persone innocenti».

12 Mag

L CANE FA PIPÍ DAVANTI AL BAR, PADRONE DI 16 ANNI ACCOLTELLATO DA UN ANZIANO

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Accoltellare un ragazzo perchè il suo cane faceva i bisognini davanti al bar. É accaduto a Vallecrosia, in provincia di Imperia, dove un uomo di 66 anni si è scagliato contro il padrone del cane, un ragazzo di 16 anni, con il quale sembra ci fossero vecchi dissapori.
Inizialmente le ferite riportate dal giovane non sembravano tanto gravi e l’uomo era stato semplicemente segnalato alle autorità, ma la situazione è cambiata quando nella notte le condizioni si sono aggravate e le lesioni al polmone sono diventate preoccupanti. L’aggressore, adesso è accusato di tentato omicidio e si trova in carcere. L’uomo sembra anche abbia rischiato il linciaggio da parte dei presenti e ha ricevuto un morso da parte del cane del ragazzo, ma la prognosi è solo di pochi giorni.

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5 Mag

«Siamo scippatori baresi il vademecum è una c……L’opuscolo? Un autogol»

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di ALBERTO SELVAGGI

Aué, buongiorno a tutti, baresi, pugliesi, basilicati, l’ politc’, amministratòuri e soprattutto turisti belli. Mè? Siamo qua riuniti nelle ‘ndrame (viscere) di Bari Vecchio a scrivervi questa lettera con la Montblanc arrubbata tanne (all’epoca) allo storico Jaques Le Goff. Com’è ‘u fatt? Qual è la novità? Si teme un ritorno di Scippolandia, il questore Pinzello – «prrr!» (pernacchia) – deve fare una riunione interforze dopo gli ultimi episodi di collanine e borsette sparisciute. Così u Municipi’ colla Questura (che cos’è?) e il Corpo consolare di Puglia, Basilicata e Molise (chi è? che ce ne freca a loro?) hanno fatto i depliànt per i turisti contro a noi, gli scippatori. Cioè spiegano come difendersi quando ci frechiamo le rrobbe. Hahahahaha (risata)! Hahahahahahaha! Moh! Bbboooòh (moh enfatizzato)! E che ce ne dobbiamo fare? ooouph… burp (eruttazione peronesca)! fiuuùu (sfiatata alcolica fetosa)!
Dice che distribuiranno questi brosciure un poco di qua e un poco di là, a kidd sort’ d’ ttrèmone (a quegli ingenuotti) dell’ forestìr’ (turisti). Ma, inzomm’, si può essere kiù babbion’ (tonti)?
Tanto per incominciare, questa, secondo noi è tutta una manovra di cudd scornacchiat di Mario Mond’ (Monti), u presidente della Repubblica o l’ mortacc’ ka iè. Secondo noi è tutta una manovra politica per pigliare le tasse alle povere persone come a noi topini (imberbi ladruncoli) di Bari: tanti si sono uccisi per questo. Ma a parte la politica, sopra alla quale abbiamo fatto dibattito vicino alla Cattedrale, è delle cose concrete che vogliamo parlare: soprattutto a kidd’ mammalùcc’ (quei fessi) che hanno fatto ‘sti volantini.
Sopra alla copertina del vademecum stanno du’ fèss’ (due beoti) azzis’ alla panghin du Lungomar (su una panchina del Lungomare). E dietro a essi un lampione e nu cretinett’ in divisa che fa pure il saluto militare. Mah, mi pare kiù (più) intelligente u lampione di cudd ‘mbriache (rintronato). Sotto sta scritto: «Consigli per la tua sicurezza». Nah!
Où, dentro stanno un sacco di numeri di telefono, commissariato di qua e di là, la madàm’ (polizia). Ma se pure chiami ti dicono: «sim quattr’ gatt’ spelacchiat’, non teniamo nemmaco la benzina per la pattuglia, ci stanno 16 aggressioni e un omicidio e secondo te dobbiamo pensare al tuo Rolèx scippato? Mavaffamoccalmuertdmamt!».
Ma la cosa più peggiore sono le cose che stanno scritte, in cinque lingue! Aaaaaooaaah (immensa eruttazione)! «Mantener siempre los documentos y los objetos de valor bajo control». E ci volevate voi a dirci ai crocieristi: «Tenete documenti e valori sotto controllo»? Poi noi frechiamo tutto lo stesso. Meni il taratuzzo (testata con rincorsa), la stampata (calcio), lo sputo, e sta a pposto. E poi, scusa, fate i poliglotta, e il francese ve lo siete scordato sopra alla brogiures? Siete stati offensivi, inoltretutto. Piglia e leggi: «Los ladrones…». E questo sarebbe un Comune progressista? E il politicamente corretto dove sta? Ladrones a chi?! Noi topèin’ (topini) scippator’ siamo ragazzini costretti dalla società a arrubbare le cose agli altri e a spaccarci le Peroni in testa. Sim’ (siamo) emarginat’, sim’ sfortunat’, altro che ladrones: màmete!
E le figurine che hanno messo dentro al depliant? Nella prima vignetta si vede uno coi soldi fuori alla tasca e nu scem’ che ce li freca. Ma noi siamo smutandato con la lametta pure quelli che se li mettono nelle brache. Tr’mon’ tr’mon’ tr’mon (signorile intercalare). Poi si vede ‘na zucculon’ (zoccola, cioè donna) colla borzetta in mano, e sotto l’altra vignetta che consiglia di mettersela a tracolla. Ma con lo scooter la auandiamo (afferriamo) lo stesso e la trasciniamo. Se poi la femmina non si stacca, scendi: bu-bum, bum, bu-bum! e la sfazzani (la fai a polpette). Se è vecchia ci meni la stampata nella dentiera e vai… Fiuùùù (altro abominio ventoso birresco). Poi si vede un altro turista con l’orologgio e uno che lo segue col giornale sopra agli occhi. E ci jjè, 007? Alla fine sta un forestiero che si chiude nella macchina. Mè? Ci crepi il vetro, meni la mano dentro e vvai. Oppure se scappa lo segui e come posteggia ci fai la cacatura (defecazione) sopra alla maniglia, vendetta che consigliamo a tutti i colleghi topini scippatori. Poi se proprio stai nella puppù, dice la brochurs, chiami al 113. Eh, così arriv’ pescrà (dopodomani).
Comunque vi comunichiamo, caro Comune e Questura eccetera eccetera, che siamo già fatto le copie pirata di ‘sti deplianti, li venderemo a kidd ttremòne dell’ forestìr’ a 50 centesimi. Non ci sta il copyrait sopra, è nei nostri diritti di «marginalizzati» (così ci ha detto un avvocato di strada): e vaffangul propr’.

In fede, Mariolìn «’u ranocchiett’» reggente de l’ topéin d’ Bbare

5 Mag

L’opuscolo per turisti è un autogol pazzesco»

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di Ninni Perchiazzi

BARI – Volantino antiscippo, non si placano le polemiche sull’iniziativa. I principali operatori del settore turistico bocciano sonoramente il depliant ideato e realizzato da Provincia di Bari, questura e corpo consolare. Altro che «Assistenza pubblica ai turisti, consigli per la tua sicurezza», come assicura l’intestazione della brochure tradotta in quattro lingue, l’effetto della descrizione delle varie tipologie di borseggio o scippo dei quali si può essere vittime è un vero e proprio autogol sotto l’aspetto promozionale o in termini del cosiddetto marketing territoriale. Un danno incalcolabile per l’immagine della città.A prendere le distanze dall’iniziativa, lo stesso vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri, con delega alla Cultura e al Turismo, che rivela di essere all’oscuro di tutto. «Ha fatto tutto il mio collega (l’assessore Fanelli, Ndr)», dice, mascherando abilmente l’arrabbiatura mattutina che gli aveva fatto perdere il consueto aplomb. «Ho visto i fumetti sulla Gazzetta, ma non ne sapevo nulla – aggiunge -. Si tratta di consigli utili per turisti in visita in tutte le maggiori città del mondo. Sarebbe stato più utile pensare ad un opuscolo diretto ai baresi, in modo da trasferire loro l’enorme opportunità rappresentata dal turismo per tutta la città». «Il turismo è una risorsa non solo economica, ma anche culturale, che dobbiamo capire di poter sfruttare». conclude.Anche Domenico Di Paola, amministratore unico di Aeroporti di Puglia preferisce giocare di fioretto. «Nessuna polemica – dice -, ma preferirei si parlasse di pubblicità attrattiva. Vorrei iniziare a vedere Bari sul portale della Ryanair, che è cliccato da milioni di persone». E sulla brochure contestata, che sembra fosse stata proposta al numero uno di Aeroporti di Puglia dal Corpo consolare, ma senza successo. «Forse sarebbe meglio impegnarci per rendere più sicura la città e migliorare l’accoglienza. E soprattutto dirlo di meno e farlo di più».Francesco Mariani, presidente dell’Autorità portuale, appare interdetto. Quasi non ci crede. E per spiegare la sua contrarietà all’iniziativa si affida ai numeri. «È stato scippato un crocerista su 600mila che ne arrivano ogni anno in città – afferma -, uno sul doppio della popolazione barese! Mi sembra davvero eccessivo creare tutto questo allarmismo. Forse sarebbe stato utile 10-15 anni fa, quando gli scippi ai turisti erano in quantità maggiore, ma adesso no».«Un conto è dare informazioni utili, altra cosa è creare allarme – incalza Mariani -, l’effetto di quel volantino è davvero controproducente. Serve solo a intimorire i turisti, ma soprattutto dà un’immagine della città, che non è realistica. A Bari vecchia non succede nulla, i croceristi fanno le foto con le signore che preparano le orecchiette in un clima assolutamente tranquillo».E conclude. «Se fossi un crocerista intenzionato a visitare la città e scendendo dalla nave trovassi la polizia che mi distribuisce questo volantino, me ne tornerei subito a bordo. È una follia, così la città muore».In piena sintonia, anche Francesco Caizzi, presidente di Federalberghi. «È un autogol pazzesco – esordisce -. Davvero non è il massimo in termini di comunicazione e marketing territoriale. Perlomeno avessero coinvolto gli operatori. Capisco le esigenze della questura, ma così si crea solo allarmismo senza risolvere il fenomeno».«Non credo che Bari sia messa peggio di Milano o di altre capitali e città europee. Io sono stato scippato sul lungomare di Nizza senza ricevere alcun tipo di assistenza», sostiene per poi fare un tuffo in un passato cheb per fortuna non c’è più. «Con quel volantino torniamo ai tempi di “scippolandia” negli anni ‘90 – afferma -, quando i flussi turistici dalla Germania saltavano Bari a pie’ pari. Non conosco il fenomeno, ma non credo che siamo di nuovo in quelle condizioni».

4 Mag

GURU DEL WEB ANNUNCIA LA FINE DI FB: “MORIRÀ ENTRO 10 ANNI”

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 Eben Moglen, docente di legge alla Columbia University, ha presentato a Berlino quello che secondo lui porterà alla fine di Facebook: “Freedom Box”, annunciato come un social network in cui per la prima volta vengono ovviati i problemi legati alla privacy sul web.Questa “scatola della libertà” dovrebbe essere in grado di collegare gli utenti tra di loro senza dover passare per mediazioni esterne, come accade con Facebook. Sarà una sorta di modem collegato alla presa telefonica e al pc i cui dati inviati e ricevuti rimarrebbero criptati. Secondo Moglen la sua creatura potrebbe essere in commercio negli Usa già entro la fine del 2012.In una intervista rilasciata alla Stampa, Moglen ha puntato il dito contro Facebook e il suo creatore: “La colpa è di gente come Zuckerberg, il fondatore di Facebook. E’ come se avesse barattato il controllo su milioni di persone con un accesso gratis al Web e ai contatti umani. Io prevedo il tracollo di Facebook. La gente si sta già ribellando allo sfruttamento e alla commercializzazione delle proprie informazioni personali. Quando sarà possibile scegliere, le persone manderanno quell’arrogantello signor Zuckerberg a quel paese”.

29 Apr

Bossi: “Questa è un paese di merda, noi comunque restiamo in piedi”

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Il presidente leghista ha partecipato a un incontro elettorale in provincia di Venezia. Ai suoi ha confidato il rammarico per aver fatto entrare i figli nel partito. Dopodiché ha attaccato la figura di Belsito. L”ex tesoriere del Carroccio, riferisce l’Ansa, intercettato dall’ex autista del Trota ammette: “Io faccio ciò che mi dicono”Umberto Bossi lo dice alla fine: “Questo è un paese di merda”. Niente mezzi di termini per il senatur ospite a Mira in provincia di venezia. Parole non in libertà ma ancorate a un sospetto che il leader del Carroccio va ripetendo da settimane: la Lega preda di un complotto. Sì perché i rapporti dell’ex tesoriere padano Francesco Belsito con imprenditori in odore di mafia insospettiscono Bossi. ”Ma come è possibile – ragiona – che i servizi segreti abbiano permesso che uno collegato con la ‘ndrangheta sia potuto diventare vice presidente di Fincantieri, una fabbrica che produce anche armi?”. Prosegue: “Se questo è successo allora tanti auguri alla mafia”.E a proposito dello stesso Belsito, proprio oggi l’agenzia Ansa rilancia alcune intercettazioni ambientali effettuate dall’ex autista di Bossi, Oscar Morando. Il colloquio, si legge nel take d’agenzia, è avvenuto il 12 gennaio scorso in un ufficio milanese. ”Io – dice Belsito – devo applicare solo ciò che mi viene detto”. Morando, preoccupato per il suo futuro lavorativo, chiede spiegazioni a Belsito che in quel momento, nonostante fosse già scoppiato sui mass media il caso Tanzania, teneva ancora i cordoni della borsà. All’ex autista, prima assunto per lavorare con il leader del movimento e poi passato con il figlio Renzo, viene annunciata la sua prossima “uscita” dal Carroccio. Dall’11 di marzo dell’anno precedente i suoi rapporti con il Trota si sono incrinati e lui si lamenta: “Mi ha trattato come un giocattolo, Francesco, diciamoci la verità. Io lo so che è il tuo…che con lui hai un rapporto particolare, ma la verità è che lui mi ha trattato come un giocattolo. Questa è la verità, mi ha trattato come un gioco”. Considerazioni a cui Belsito replica: “Il problema non è questo, il problema è che se tu hai dei datori di lavoro con una certa funzione, non è quella di rispondere a un ministro o quella di fare il segretario…, ma quella di fare l’autista fiduciario e questo rapporto non c’è più, io non posso entrare nel merito perchè i rapporti fiduciari sono basati tra due persone e quello che nasce tra di loro.. se nasce un’amicizia – continua l’ex tesoriere – sono ben contento perchè vuol dire che il rapporto è migliorato, se non nasce un’amicizia ma nasce un conflitto, io non posso andare… Io devo solo applicare ciò che mi viene detto”.E dei figli parla ancora oggi lo stesso Bossi. Perché di tutta questa vicenda, l’averli introdotti in politica resta il suo più grande rammarico. ”Rimpiango mille volte di aver fatto entrare i miei figli nella Lega. Meglio ripartire e fargli fare prima il piccolo consigliere comunale, anziché spingerli avanti. La politica può essere pericolosa”.E dopo i rimpianti sulla bufera giudiziaria, il leader del Carroccio rilancia il partito dentro alla prossima battaglia elettorale. “Può darsi che perderemo qualcosa – dice – ma resteremo in piedi, continueremo”. “La gente sa – aggiunge – che quel che ci capita è legato al tentativo di ucciderci politicamente”. Il presidente leghista resta, comunque, realista. Sa che qualche effetto gli scandali “potranno anche averlo però non abbiamo paura delle conseguenze. La Lega cambierà, e la gente capirà che quando tiri in mezzo la libertà uno Stato può anche ucciderti; è successo anche con chi ha fatto le Rivoluzioni, anche in Italia”. “Possono farci qualsiasi cosa – conclude il Senatur – ma non possono ucciderci, perchè nei nostri cuori c’è il più’ grande progetto: la libertà della Padania”.

24 Apr

Il distributore automatico di marijuana

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In giro per il mondo si trovano centinaia di tipi di macchinette che distribuiscono non solo caffè, ma anche merendine, indumenti e molto altro (i giapponesi sono leader nel settore). In California ne hanno inventato un’altra che, secondo noi, le batte tutte. Il prodotto distribuito è, infatti, nientemeno che marijuana (ad uso medico, intendiamoci).La macchinetta si chiama Autospense, ed è stata sviluppata da Dispense Labs come un modo per aggiungere un altro livello di sicurezza alle transazioni riguardanti la marijuana ad uso medico. Per acquistare una dose è necessario utilizzare una speciale card, verificare l’impronta digitale e digitare un codice PIN, il tutto mentre una telecamera riprende tutte le azioni.Una volta riconosciuto, il paziente può scegliere tra varietà come “Platinum, “Bio Diesel”, “Skywalker” e altre semplicemente toccando un pannello.La marijuana ad uso medico è legale in California dal 1996. Gli altri usi sono ancora tassativamente proibiti e, per di più, nel 2005 la Corte Suprema ha deliberato che la proibizione potrebbe essere estesa anche agli Stati che la concedono per uso medico. Il fondatore della Dispense Labs, Joe DeRobbio, spera con la sua Autospense di far cambiare idea ai giudici.

24 Apr

Colli (Pdl): “Chi non è mai stato in yacht?”

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“Quando si è in vacanza tutti quanti ci concediamo qualche eccezione. Alzi la mano chi non è stato su una barca a far le vacanze”. Queste le parole di Ombretta Colli, senatrice Pdl, rilasciate durante la trasmissione “L’Infedele”, su La 7, nell’impresa disperata di difendere Formigoni. La Colli adombra un vero e proprio complotto contro il presidente della Regione Lombardia. Lerner gli fa notare che anche Monti e Passera si sono recati al Salone del Mobile, ma non si sono fatti immortalare sdraiati su un divano come Formigoni. “Forse non chiedono a Monti di sdraiarsi sul letto perché poi il letto non lo vendono”, replica la Colli. E ribadisce: “Io come cittadina lombarda sono contenta di essere governata da Formigoni e mi auguro che concluda il suo mandato anche questa volta. Bado molto di più, essendo una donna, a cose concrete. Qui invece ci si diverte moltissimo a fare pettegolezzi da salotto. Qui si parla sempre di cene, di pesci…ora vanno di moda questi pesci”

 

21 Apr

MOROSINI, IL BLOG ULTRACATTOLICO:”NON GLI SPETTAVA IL FUNERALE IN CHIESA”

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Si continua a parlare della ragica scomparsa di Morosini. A fare notizia, questa volta, sono alcune dichiarazioni pubblicate su Pontifex, un blog che si definisce cattolico e antimodernista, dove si asserisce che al giovane calciatore non sarebbero spettati i funerali cattolici in una chiesa.
«Morosini conviveva more uxorio con la fidanzata, senza alcun vincolo matrimoniale e non ne faceva mistero alcuno. Non risulta essersi pentito o aver detto di voler cambiare vita. Certamente Dio, nella sua infinita misericordia ne terrà conto e lo giudicherà con clemenza e pietà, ma la sua situazione è quella di pubblico peccatore, di chi ha dato con la vita pubblico scandalo e pertanto le Esequie funebri pubbliche, con tanto di pompa magna, sono un altro abuso della Chiesa modernista che ormai stravolge tutto e tutti». Queste le parole pubblicate sulla pagina web.

http://www.pontifex.roma.it/

19 Apr

Formigoni e i capodanni extralusso alle Antille in resort da 45mila euro la settimana

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La notizia viene pubblicata dal sito dell’Espresso. Il settimanale online sostiene che il governatore della Regione Lombardia è andato in vacanza per tre anni consecutivi. Con lui gli imprenditori ciellini in affari con la Regione. tra questi anche il faccendiere arrestato Pierangelo Daccò

Un villaggio da sogno per chi ha stipendi da sogno. E’ l’Altamer Resort di Anguilla, nelle Piccole Antille, dove per tre anni consecutivi il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha festeggiato il capodanno. E’ quanto scrive l’Espresso, in edicola domani, in un articolo in cui si parla di un costo settimanale di oltre 45 mila euro in alta stagione per una delle tre ville del resort extra lusso, famoso anche per aver ‘ospitato’ star come Denzel Washington e Brad Pitt.Il settimanale ha raccontato come il volo per Parigi del 27 dicembre 2008 che Pietro Daccò, il consulente arrestato con l’accusa di aver dirottato fondi neri dal San Raffaele e dalla fondazione Maugeri, avrebbe pagato a Formigoni e al fratello sarebbe solo la prima tappa del volo per i Caraibi. D’altronde, Giancarlo Grenci, il custode dei conti svizzeri di Daccò, ai magistrati ha parlato di vacanze di Daccò (e dell’ex assessore Antonio Simone, anche lui arrestato) con Formigoni a Saint Martin, cioè “l’aeroporto caraibico – sottolinea il settimanale – da cui si raggiunge Anguilla”. “Cifre simili – prosegue l’articolo – non si saldano in contanti: se il governatore ha pagato la sua quota, non avrà problemi a scegliere la linea della trasparenza e dimostrarlo ai cittadini”.Grenci ha detto che Daccò “risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti per enti che facevano fatica ad ottenerli dalla Regione” e ha aggiunto che questo “più che su competenze specifiche si fondava su relazioni personali e professionali che Daccò aveva in Regione“. Nell’ordine di custodia cautelare di Daccò viene contestata una consulenza da 2 milioni 950 mila euro alla Maugeri. E l’Espresso sottolinea che il giorno dopo quel volo del 2007 è entrata in vigore una legge regionale che stanziava “fiumi di denaro pubblico per migliorare le strutture private”, una legge che, secondo l’Espresso, i tecnici regionali chiamavano legge Daccò e che permise alla Maugeri di ottenere 30 milioni di euro. “Il pool di pm coordinati da Francesco Greco adesso dovrà fare luce sulla destinazione finale dell’enorme provvista estera creata da Daccò e Simone. Nelle procure di Milano, Monza e Brescia – conclude l’Espresso – ci sono nuovi provvedimenti che a breve potrebbero dare altre scosse al Pirellone”.Il presidente della Regione Lombardia è tornato a parlare della vicenda a margine di un dibattito del Pdl a Roma, anche in risposta alla lettera pubblicata dal Corriere della Sera e firmata da Carla Vites, moglie di Simone, nella quale tra l’altro la moglie dell’ex assessore ha scritto: “Mi risulta che il suo migliore amico, mentre lui si adagia mollemente a beneficio dei giornalisti esibendo quel che resta di un fisico a suo tempo quasi prestante, deve discutere su chi oggi avrà il diritto di allungare le proprie di gambe all’interno di una cella che ospita altri 5 detenuti”.Formigoni oggi ha risposto: “Preferisco aspettare che si svuotino tutti i bidoni della spazzatura e poi dirò la mia” ha detto. “Ribadisco che non ho mai commentato, e non intendo farlo oggi, le dichiarazioni di una signora – ha aggiunto – Questo non mi impedisce di ribadire che ho un rapporto personale di amicizia con Antonio Simone da 40 anni”.